Il Quantum computing è una delle frontiere tecnologiche più affascinanti e, allo stesso tempo, più complesse del nostro tempo. A differenza dei computer tradizionali, che elaborano le informazioni in forma binaria (0 o 1), i computer quantistici sfruttano le leggi della meccanica quantistica e utilizzano i cosiddetti qubit, capaci di rappresentare più stati contemporaneamente. Questa caratteristica consente, almeno in teoria, di risolvere problemi che ai supercomputer attuali richiederebbero migliaia di anni. L’importanza della nuovo tecnologia risiede proprio qui: il Quantum computing promette di rivoluzionare campi come la crittografia, la scoperta di nuovi farmaci, l’ottimizzazione dei sistemi logistici, la finanza e la modellizzazione dei materiali. Non è una tecnologia destinata all’uso quotidiano nel breve periodo, ma potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si affrontano alcune delle sfide più complesse dell’economia e della scienza.
In questo articolo:
- Quantum computing: quali investimenti sono stati fatti
- Le prospettive future
- Quantum computing: come investire con i certificati
Quantum computing: quali investimenti sono stati fatti
Negli ultimi anni, gli investimenti nel Quantum computing sono cresciuti in modo significativo, coinvolgendo governi, grandi aziende tecnologiche e venture capitalist. Stati Uniti, Cina ed Europa hanno lanciato programmi pubblici da miliardi di dollari per sostenere la ricerca e lo sviluppo di questa tecnologia. Secondo stime di settore, gli investimenti globali pubblici e privati hanno ormai superato diverse decine di miliardi di dollari. Colossi come Google, Ibm, Microsoft e Amazon hanno creato divisioni dedicate, sviluppando hardware, software e servizi cloud quantistici accessibili a università e imprese.
Anche aziende più specializzate, come IonQ, Rigetti e D-Wave, hanno attirato capitali importanti e si sono quotate in Borsa, alimentando l’interesse degli investitori. Parallelamente, molte banche e gruppi industriali stanno finanziando progetti pilota per capire come il Quantum computing possa offrire un vantaggio competitivo in settori come la gestione del rischio, la simulazione finanziaria e l’ottimizzazione delle catene di fornitura.
Le prospettive future
Guardando al futuro, le prospettive di sviluppo restano promettenti, ma accompagnate da grande cautela. La tecnologia è ancora in una fase sperimentale: i computer quantistici attuali sono fragili, costosi e soggetti a errori. Tuttavia, il ritmo dei progressi è costante. Sundar Pichai, amministratore delegato di Google, ha più volte sottolineato come il Quantum computing si trovi oggi in una fase paragonabile a quella dell’intelligenza artificiale negli anni 2000: piena di limiti, ma con un potenziale enorme. Jensen Huang, a.d. di Nvidia, ha osservato che il Quantum computing non sostituirà i computer tradizionali, ma lavorerà insieme a essi, creando sistemi ibridi in grado di affrontare problemi prima irrisolvibili. Anche Ibm, uno dei pionieri del settore, prevede che entro il prossimo decennio i computer quantistici possano iniziare a offrire applicazioni pratiche su scala industriale.
In sintesi, il Quantum computing non è una promessa immediata ma una scommessa strategica di lungo periodo. Gli investimenti continuano ad aumentare perché governi e aziende sono consapevoli che chi per primo arriverà a padroneggiare questa tecnologia potrà ottenere un vantaggio competitivo enorme. La rivoluzione quantistica non è ancora arrivata, ma i suoi primi segnali sono già visibili, e il percorso che porta al suo sviluppo è ormai tracciato.
Quantum computing: come investire con i certificati
Per investire nel quantum computing, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con Barriera quotato al Sedex e identificato dal codice Isin DE000VH8GQ85. Lo strumento segue le performance azionarie di D-Wave Quantum, IonQ e Rigetti Computing, società specializzate nel settore. Il certificato prevede il pagamento di una cedola mensile di 3,79 euro su un valore nominale di 100 euro. Il rendimento annua così risulta del 45,48%. Tutto ciò segue il meccanismo del worst-of, ossia pone la condizione che nessuna delle azioni del paniere scenda mai sotto la barriera fissata al 50% del livello Autocall. Se alla data autocall tutte le azioni sono sopra lo strike price, il certificato si chiude anticipatamente rimborsando il nominale più l’ultima cedola. Alla scadenza finale (7/5/2027), se anche una sola azione tocca la barriera, il rimborso finale segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Se tutti i titoli che compongono il paniere quotano a un valore superiore o pari alla barriera, il certificato restituisce il valore nominale e il premio relativo all’ultimo mese (inserzione sponsorizzata).









