Queste startup stanno rivoluzionando il mondo dell’agricoltura - Borsa&Finanza

Queste startup stanno rivoluzionando il mondo dell’agricoltura

Un trattore ripreso dall'altro mentre ara un campo preparandolo per la coltivazione

L’agricoltura, per tanti anni cenerentola dei settori produttivi, è oggi al centro di una rivoluzione che ne sta cambiando processi ed efficienza. Un cambiamento necessario in considerazione dell’aumento della richiesta di beni alimentari a livello globale che si scontra con la corsa alla sostenibilità. Numerose aziende e startup stanno introducendo in agricoltura numerose innovazioni nella produzione di materie prime agricole. Secondo Shehriyar Antia, responsabile della ricerca tematica di PGIM Investment “gli investitori lungimiranti dovranno puntare su diverse aree chiave, tra cui la scienza delle colture, l’AgTech e l’agricoltura alternativa”.

 

Startup in agricoltura, alcuni esempi interessanti

Il termine AgTech si riferisce allo sfruttamento della tecnologia per creare metodi di coltivazione più efficienti che riducano la necessità di fattori produttivi come semi, sole, acqua, fertilizzanti, pesticidi e lavoro, aumentando la produttività e la sostenibilità. Molte startup stanno introducendo numerose innovazioni in agricoltura.

Un esempio è Gramophone, “accessibile tramite telefono cellulare ed è utilizzata da 2 milioni di agricoltori” spiega Antia che prosegue: “Fornisce analisi personalizzate a livello regionale per guidare gli agricoltori nell’intero ciclo di vita delle colture, dalla selezione dei semi all’ottimizzazione dell’uso delle sostanze nutritive, fino alla gestione delle raccolte e persino alla vendita delle colture”.

Un altro esempio di startup che rivolge la sua attenzione alle piccole imprese agricole è CODA Farm Technologies, una società USA he offre un sistema di irrigazione mobile con l’obiettivo di minimizzare gli sprechi e ridurre il consumo di acqua. Ancora più tecnologica è la proposta dell’israeliana Saturas che ha sviluppato un sistema avanzato basato su sensori per l’irrigazione di precisione, incorporando i propri sensori direttamente negli steli degli alberi, consentendo così letture continue, precise e in tempo reale attraverso un’app.

Già molto diffusi sono i macchinari agricoli intelligenti, che sfruttano le connessioni internet e l’analisi dei dati per migliorare il processo lavorativo degli agricoltori. Tra queste i leader globali sono CNH in Europa, Kubota in Giappone, John Deere e AGCO negli USA. Queste imprese forniscono alle grazie aziende agricole seminatrici, irroratrici e altri macchinari che possono funzionare in autonomia. “Oltre che dalla vendita della macchina queste aziende possono avere una fonte prevedibile di guadagno dagli aggiornamenti periodici e dai miglioramenti nel software per il funzionamento” sottolinea Antia, secondo cui in questo momento il mercato con le maggiori potenzialità di crescita, con volumi ancora da sviluppare, è quello dell’America Latina.

 

Carne e formaggi in coltura

L’ultimo ambito di innovazione indicato da Shehriyar Antia come potenziale opportunità di investimento ha poco a che fare con l’agricoltura tradizionale e più con la soddisfazione di una domanda sempre crescente. Si tratta della coltivazione di carne e altri alimenti di origine animale. Secondo il rapporto “Climate risks in the agriculture sector” delle Nazioni Unite, il consumo di carne aumenterà del 14% entro il 2030.

“L’agricoltura cellulare prevede la coltivazione di prodotti agricoli direttamente da colture cellulari utilizzando processi di fermentazione e biotecnologia per stimolare la crescita delle cellule. Ciò aumenta la prospettiva di produrre proteine in modi che potrebbero essere più sostenibili” spiega il responsabile della ricerca tematica di PGIM.

Tra il pubblico dei consumatori c’è ancora molta resistenza per questi prodotti “Frankenstein”. Finora l’unico paese ad aver approvato un prodotto di pollo coltivato per la vendita al dettaglio è Singapore. Esistono tuttavia delle startup che producono proteine per fermentazione utilizzate in prodotti da forno commerciali. Onego Bio ed Every Company sono, in questo caso, i due esempi citati, ma anche la startup israeliana Remilk, che produce proteine del latte, siero di latte e caseina e ha una partnership con il gigante alimentare General Mills per la produzione di formaggio cremoso di origine non animale senza lattosio.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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