Il prezzo del rame continua a scendere sul mercato delle materie prime, nonostante l’enorme piano di stimoli fiscali della Cina varato la settimana scorsa. Il Dragone è il più grande acquirente del metallo al mondo e la crisi immobiliare che sta devastando l’economia del Paese ne ha ridotto notevolmente la domanda. Il rame è utilizzato non solo nel settore delle costruzioni, ma anche nell’ambito della transizione energetica. Il mercato cinese delle auto elettriche – il più grande al mondo – ha subito una contrazione negli ultimi tempi, il che ha comportato un drastico calo della richiesta della materia prima.
Questa nuova situazione sorge dopo un periodo in cui la contrazione dell’offerta aveva spinto i prezzi del rame a sfiorare gli 11.000 dollari alla Borsa di Londra nel mese di maggio. Si è discusso parecchio su come trovare un equilibrio di mercato attraverso nuovi investimenti in miniere. Tuttavia, finora le grandi aziende hanno preferito tentare la strada delle acquisizioni piuttosto che addentrarsi in ricerche di giacimenti costose e ad alto rischio. Ora però il quadro generale è mutato, con il metallo rosso meno richiesto e i prezzi che sono scivolati verso i 9.000 dollari.
Rame: stimoli fiscali della Cina insufficienti
La Cina svolge un ruolo centrale nel mercato del rame. Lo scorso anno, la nazione ha importato circa 3,7 milioni di tonnellate di rame raffinato. L’ultima tornata di stimoli economici adottati dal Paese non sono bastati ad avere un impatto decisivo e stimolare la domanda del metallo. Secondo Ni Hongyan, vice direttore generale di Eagle Metal International Pte, il più grande importatore di rame della Cina con una quota di circa il 10%, la ragione risiede nel fatto che il pacchetto da 1.400 miliardi di dollari del governo cinese serve a rifinanziare il debito dei governi locali, ma non aumenterà di molto la domanda dei consumatori. Le autorità comunque hanno lasciato dei punti in sospeso, e la possibilità di ampliare il campo di intervento con una nuova iniezione di denaro in funzione dell’impatto che avrà l’attuale programma di stimolo e l’evoluzione dello scenario geopolitico.
L’azienda mineraria ora sta cercando opportunità all’estero per il prossimo anno, per esempio in Vietnam e Corea del Sud, dove la domanda di rame dai veicoli elettrici è in aumento. In questo contesto, il nuovo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca potrebbe essere una minaccia per il rame, in quanto il leader repubblicano intende frenare la transizione energetica rallentando quindi la richiesta del metallo, oltre a voler imporre dazi più elevati a tutti i beni importati dalla Cina.









