Rame: nel 2023 il metallo industriale più performante, e ora?
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Rame: nel 2023 il metallo industriale più performante, e ora?

Rame: nel 2023 è il metallo industriale più performante, cosa aspettarsi nel 2024?

Tra i metalli industriali in questo 2023 il rame è risultato finora quello con le migliori performance. Grazie ai problemi di fornitura delle miniere in America Latina e ai segnali di miglioramento dell’economia cinese, le quotazioni del metallo rosso sono in rialzo di circa il 2,5% a 8.600 dollari a tonnellata da inizio anno. La materia prima è molto utilizzata nell’economia, soprattutto nei settori dell’edilizia, delle auto elettriche e dell’energia rinnovabile.

Il rallentamento economico quest’anno, dovuto alla campagna aggressiva di aumento dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali, ha creato un contesto non ideale per la domanda di rame. Tuttavia, la forte crescita nei settori citati ha fatto venire meno l’impatto negativo della flessione dell’economia globale. Ad esempio, si è parlato molto delle difficoltà della Cina a rilanciare la sua produzione post-Covid, dopo anni di straordinario sviluppo. Eppure, la produzione di veicoli a nuova energia e di pannelli solari è aumentata del 35% su base annua nel mese di novembre, secondo i dati riportati dall’Ufficio nazionale di statistica.

Lo slancio però avrebbe potuto essere più forte senza “le scorte nascoste di rame, non dichiarate negli inventari ufficiali ma disponibili sul mercato”, spiega Daniel Smith, analista del broker di metalli con sede a Londra AMT. “Il rame ha guadagnato solo l’8% da metà ottobre, nonostante i tagli radicali all’offerta annunciati”, ha affermato.

 

Metalli industriali: un 2023 complicato

Per i metalli industriali, il 2023 è stato un anno molto difficile. Gli alti tassi di interesse hanno contratto l’economia abbassando la domanda, ma hanno anche aumentato le quotazioni del dollaro rendendo le materie prime più costose per gli importatori. Tra l’altro, costi di finanziamento più alti hanno aumentato l’onere di detenere le scorte, portando i produttori a liberare i magazzini. A tutto ciò si aggiunge comunque che la Cina, uno dei più grandi consumatori al mondo di rame, non ha visto la sua economia rimbalzare per come si aspettava all’inizio dell’anno dopo i lockdown pandemici del 2022.

Tutti questi venti contrari hanno esercitato una certa pressione al ribasso per diversi metalli, come alluminio, piombo e zinco. Mentre il nichel, ingrediente chiave per la produzione delle batterie per le auto elettriche, ha visto le sue quotazioni crollare del 45% a 16.750 dollari per tonnellata quest’anno. Tra l’altro, il metallo ha sofferto l’aumento dell’offerta dall’Indonesia e la crescente conversione di prodotti in nichel in bassa qualità in prodotti di più alta qualità che possono essere consegnati ai magazzini del London Metal Exchange. Insieme al rame, si è salvato invece lo stagno, per via della riduzione dell’offerta dovuta alla sospensione dell’estrazione mineraria nell’importante regione del Myanmar, che è il terzo produttore di metallo al mondo.

 

Rame: cosa aspettarsi per il 2024

Le prospettive per l’anno che sta per arrivare riguardo al rame sono decisamente più rosee rispetto a qualche tempo fa, soprattutto a causa di un calo della produzione. Ad esempio, i trader pensavano che un aumento dell’offerta nelle miniere di Repubblica Democratica del Congo, Perù e Cile sarebbe stato in grado di creare un eccesso rispetto alla domanda, facendo abbassare i prezzi. Ora però non è più così. “Solo due mesi fa, le aspettative per il mercato del rame del 2024 erano decisamente negative. La prospettiva di un brutto anno per il metallo è ormai scomparsa”, ha affermato Colin Hamilton, amministratore delegato della ricerca sulle materie prime di BMO.

Goldman Sachs prevede un prezzo del rame di 10.000 dollari per tonnellata nei prossimi 12 mesi. A sostenere le quotazioni contribuirebbero le previsioni sull’offerta più contenuta e la svolta accomodante della Federal Reserve. “I tagli all’offerta rafforzano la nostra opinione che il mercato del rame stia entrando in un periodo di inasprimento molto più chiaro, sostenuto anche da una forte tendenza del metallo in Cina”, hanno scritto gli analisti in una nota ai clienti.

A giudizio degli analisti di Macquarie, quanto accadrà nel 2024 è il risultato di un braccio di ferro economico tra la Cina e il resto del mondo. “Il principale fattore determinante dell’andamento dei prezzi dovrebbe tornare nella misura in cui la crescita ex-Cina, e quindi la domanda, rallenta ulteriormente rispetto alla misura in cui la crescita della Cina può riaccelerare”, hanno scritto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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