Ray Dalio ha lanciato segnali allarmanti sul debito Usa. In occasione del FutureChina Global Forum 2025, il fondatore di Bridgewater ha dichiarato che l’esposizione del Tesoro degli Stati Uniti sta andando fuori controllo e quindi gli investitori devono essere consapevoli dei rischi e prendere contromisure.
In questo articolo:
- Ray Dalio avverte di un debito insostenibile
- Come devono comportarsi gli investitori?
- Tutto il pessimismo di Ray Dalio
Ray Dalio avverte di un debito insostenibile
Da diverso tempo si dibatte sul problema del debito degli Stati Uniti, che ormai ha superato i 37.000 miliardi di dollari. I mercati stanno seguendo con apprensione le dinamiche sull’indebitamento americano, comportandosi di conseguenza con i Treasury bond. Quest’anno si sono scatenate le vendite a causa della riforma fiscale del presidente Usa, Donald Trump, che ha esteso i benefici fiscali introdotti nel 2017, durante il suo primo mandato. I tagli riguardano imposte sulle società, tasse sul reddito personale e altre imposte federali, per un totale di circa 2.700 miliardi di dollari. Di conseguenza, con le prospettive di un allargamento del deficit, i rendimenti dei titoli di Stato Usa sono saliti, sebbene si siano mantenuti lontani dalla soglia psicologica del 5% per le scadenze decennali, soglia raggiunta l’ultima volta nell’ottobre del 2023.
Dalio ha avvertito che “la spesa sociale e la spirale del debito del governo degli Stati Uniti sono diventate insostenibili“. Ciò comporta che la più grande economia del mondo “sta affrontando una grave crisi fiscale che metterà a rischio il suo ordine monetario”. Il guru della finanza ha sottolineato come il debito statunitense sia sei volte la quantità di denaro che incassa. Inoltre, a suo avviso, il Tesoro deve vendere altri 12.000 miliardi di dollari per coprire un deficit da 2.000 miliardi, il pagamento di interessi per 1.000 miliardi e il rinnovo dei prestiti in scadenza per 9.000 miliardi. Il problema è che, nel nuovo contesto, “la domanda del mercato non è la stessa di prima”, ovvero è più debole. Ciò “crea uno squilibrio tra domanda e offerta”, ha aggiunto. Dalio ha detto anche di aver proposto al Congresso una riduzione del deficit al 3% del Pil, ma ha trovato di fronte una resistenza bipartisan. “L’enorme disegno di legge sulle tasse e sulla spesa di Trump è a debito per il prossimo decennio”, ha sottolineato.
Come devono comportarsi gli investitori?
Le crescenti pressioni sul debito dei governi sono un problema per le valute nazionali, ha osservato Dalio. Di conseguenza, “oro e valute non fiat diventeranno riserve di valore più forti”. Le valute non fiat sono quelle il cui valore deriva da ciò con cui sono state create e non vengono regolate da una istituzione centralizzata. Le criptovalute appartengono a questa fattispecie, perché sono generate da un calcolo algoritmico ad alta potenza attraverso una rete di computer. Si differenziano dalle valute fiat come dollaro, euro, sterlina, ecc. in quanto queste vengono emesse e regolate da una Banca centrale.
Per Dalio, tutte le valute rischiano di perdere il loro fascino come depositarie di ricchezza quando i governi si lasciano prendere la mano aumentando la spesa e quindi il deficit. Per questo ha esortato gli investitori a investire circa il 10% del loro portafoglio in oro, osservando che il metallo giallo è diventato la seconda riserva di valore a livello globale dopo il dollaro Usa. Tuttavia, per Dalio il biglietto verde manterrà il suo ruolo di dominus come mezzo di scambio nel mondo, sebbene “il ruolo crescente dello yuan cinese gli toglierà un po’ di lustro”.
Tutto il pessimismo di Ray Dalio
Ray Dalio non è nuovo ad annunci che rasentano il catastrofismo. Negli ultimi tempi ha distribuito valutazioni tutt’altro che ottimistiche sull’economia e sui mercati. Ad esempio, lo scorso luglio ha parlato di un’economia statunitense che si avvia vero il sentiero della stagflazione simile a quella degli anni ’70, in un contesto di debito sistemico gestito con emissione monetaria, tassi di interesse tenuti artificialmente bassi e dollaro che tende a svalutarsi in termini reali.
Quattro mesi prima ha parlato addirittura di “infarto economico” per gli Stati Uniti nei prossimi tre anni, se il governo non prenderà provvedimenti per contenere il debito. “Il debito monstre e i tassi elevati potrebbero spingere gli Usa verso una crisi senza precedenti” ha detto in un’intervista a Bloomberg.
Circa un mese dopo, l’allarme di Dalio è stato rivolto all’economia globale, prefigurando un collasso come quello avvenuto a inizio anni ’70 o nel 2008. Durante un’apparizione su Meet the Press della Nbc il 13 aprile, l’nvestitore 76enne ha detto che “il mondo si sta dirigendo verso una catastrofe economica senza precedenti, poiché il sovraccarico di debiti e il caos geopolitico minacciano un collasso ben oltre qualsiasi recessione passata”.









