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Reddito fisso emergente, la proposta di Vontobel AM in due fondi

L'Asia, sul mappamondo

Il ritorno del reddito fisso è un fenomeno che non riguarda solo l’Europa e gli Stati Uniti. L’onda lunga si estende anche ai mercati emergenti, area geografica che ha faticato a crescere negli anni passati ma che nel 2023 ha la possibilità di riprendersi. Sia per la riapertura della Cina, traino per tutti i paesi della regione, sia perché l’inflazione non desta al momento preoccupazioni. Per queste ragioni Vontobel AM ritiene ci sia spazio per inserire nei portafogli bond dei paesi emergenti e ha lanciato due fondi obbligazionari, il Vontobel Fund – Emerging Markets Investment Grade e il Vontobel Fund -Asian Bond.

“Il sentiment verso il reddito fisso dei mercati emergenti è migliorato quest’anno e, in queste prime settimane del 2023, abbiamo già riscontrato un significativo interesse da parte dei clienti” ha commentato Simon Lue-Fong, responsabile Fixed Income di Vontobel AM.

 

Le caratteristiche del fondo Emerging Markets Investment Grade

Il fondo Emerging Markets Investment Grade, identificato dal codice ISIN LU2400051400, investe nel reddito fisso sovrano o societario di alta qualità dei paesi emergenti con diverse scadenze e in valuta forte (dollari). Da inizio anno ha ottenuto un rendimento del 3,5% (rilevazione del 22 febbraio 2023). È definito in dollari USA, pertanto sconta le variazioni del cambio tra euro e dollaro, per un investitore europeo.

La capitalizzazione del fondo è di 15,18 milioni di dollari e prevede una commissione di gestione dello 0,55%, commissioni di ingresso pari al 5%, di conversione pari all’1% e di rimborso pari allo 0,3%. Capitalizza i profitti che vengono automaticamente restituiti nel fondo generando quindi l’effetto positivo dell’interesse composto.

Al 31 gennaio 2023 il portafoglio era composto da 72 titoli obbligazionari, con una ripartizione geografica distribuita su Emirati Arabi Uniti all’11,5%, in sovrappeso rispetto al benchmark JP Morgan EM Blended Hard Currency Credit 50-50; Messico al 10,9% (sovrappeso); Arabia Saudita 7,2% (7,6% il benchmark). Seguono con posizioni minori il Perù con il 6,1% del peso complessivo in portafoglio e la Colombia con il 5,8%. Supera il 5% anche l’Indonesia. L’80% delle obbligazioni in portafoglio sono in dollari, il resto in euro, con una maggioranza di esposizioni (65,2%) a bond con giudizio tripla B. La ripartizione settoriale vede in prima posizione i titoli finanziari con il 27,4% del peso complessivo del portafoglio, seguiti dai titoli governativi con il 17%.

 

Le caratteristiche del fondo Asian Bond

Il fondo Asian Bond, identificato dal codice ISIN LU2463986153 ha caratteristiche marcatamente differenti rispetto all’EM Investment grade. Ha un’estensione geografica di interesse più limitata – area asiatica e mediorientale – e non limita le obbligazioni in portafoglio al solo Investment Grade. Anche in questo caso i bond sono detenuti in valute forte con una predominanza del dollaro all’87,1% sull’euro.

All’interno del portafoglio predominano i titoli con rating tripla B, al 28,6% ma si riscontra anche una nutrita presenta di obbligazoni doppia B, al 20,7% e singola B, al 19,2%. Queste ultime due appaiono in sovrappeso rispetto al benchmark, l’indice JP Morgan Asia Credit Index Diversified. Ben distribuita tra i vari paesi dell’area l’allocazione geografica. Il predominio della Cina è limitato al 16,1% è in sottopeso rispetto al benchmark. Maggiore spazio trova invece l’Indonesia al 15,8%. Sopra il 10% anche il peso dell’India a 12,2%. Seguono Tailandia, Turchia e Arabia Saudita con allocazioni tra il 6% e il 6,5%. Nel complesso all’Asia è dedicato il 73,5% del portafoglio con una presenza di Europa al 9,5%, Medio Oriente al 9,2%.

Lo spaccato settoriale vede il comparto immobiliare al 15,6%, i servizi di pubblica utilità a 14,4%, la finanza al 10%, metal & mining a 9%, governativi a 8,8%. L’Asian Bond fund di Vontobel AM ha una capitalizzazione di 11,49 milioni di dollari, commissioni di gestione dello 0,55%, commissioni di ingresso pari al 5%, di conversione pari all’1% e di rimborso pari allo 0,3%. Capitalizza i proventi distribuiti dai titoli in portafoglio.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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