Regime forfettario 2023, i nuovi requisiti per potervi aderire

Regime forfettario 2023: ecco nuovi requisiti e massimali per potervi aderire

Come funziona il regime forfettario

Nel 2023 il regime forfettario cambia pelle. Introdotto dalla Legge 190 del 2014, questo particolare regime contabile è riservato alle persone fisiche che esercitano l’attività d’impresa, arti e professioni in forma individuale. Il Ministero delle Economia e delle Finanze, attraverso un comunicato stampa con il quale ha aggiornato in dati dell’Osservatorio sulle Partite IVA, ha reso noto che, nel corso del terzo trimestre 2022, sono state aperte 94.080 nuove partite IVA, delle quali 44.713 in regime forfettario. Questo significa, in estrema sintesi, che almeno il 47,5% del totale delle nuove aperture ha optato per questo regime fiscale. Rispetto allo stesso periodo del 2021 è stata registrata una flessione del 3,2%.

Partiamo da questi dati per analizzare vantaggi, svantaggi e caratteristiche del regime forfettario. Ma soprattutto analizzeremo i requisiti per potervi accedere nel 2023.

 

Regime forfettario: i requisiti per accedervi nel 2023

Sicuramente il primo criterio da tenere a mente è di tipo soggettivo. Il regime forfettario, a tutti gli effetti, sostituisce la tassazione ordinaria basata sull’Irpef. Questo significa, in estrema sintesi, che è riservato alle persone fisiche. La normativa non pone dei limiti anagrafici, purché il soggetto stia esercitando l’attività d’impresa, arti o professioni. Possono aderire al regime agevolato anche le imprese familiari e coniugali, purché non siano gestite in forma societaria.

Non possono accedere al regime forfettario le società – sia quelle di capitali che quelle di persone -, qualsiasi sia il loro fatturato o l’eventuale anzianità fiscale.

Il contribuente persona fisica vi può accedere, a questo punto, nel caso in cui, l’anno precedente:

 

  • non abbia conseguito dei ricavi o dei compensi, ragguagliati per anno, superiori a 85.000 euro;
  • non deve aver sostenuto delle spese per collaboratori o dipendenti superiori a 20.000 euro lordi.

I nuovi massimali di reddito

Una delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 per il regime forfettario è il nuovo tetto di reddito. Da quest’anno hanno la possibilità di mantenerlo anche quanti, nel corso del 2022, hanno superato la soglia dei 65.000, che era precedentemente prevista. Quanti rimangono sotto la soglia degli 85.000 euro possono evitare di passare al regime Iva ordinario.

È necessario, comunque, escludere:

 

  • dal tetto massimo di 85.000 euro i compensi di natura occasionale, che generalmente vengono qualificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 del TUIR;
  • dal limite dei 20.000 euro i compensi che vengono erogati per eventuali prestazioni di natura occasionale.

Regime forfettario, come si calcola il reddito imponibile

I contribuenti, che hanno intenzione di calcolare il reddito imponibile nel regime forfettario, devono applicare un coefficiente di redditività all’ammontare complessivo dei ricavi. Questo coefficiente è reperibile nell’allegato n. 2 alla Legge di Bilancio 2019 e si diversifica in base al codice ATECO relativo all’attività che il contribuente esercita.

Il passo successivo è quello di applicare al reddito imponibile l’aliquota del 15% o 5% per le attività aperte da meno di cinque anni. La normativa, allo stato attuale, non dispone alcun limite temporale per l’utilizzo di questo regime agevolato. Vi è un’unica differenziazione: si applica l’imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di attività. Dal sesto in poi, l’aliquota è pari al 15%.

 

Le cause di esclusione

Ad indicare chiaramente le cause, che comportano l’esclusione dall’applicazione del regime forfettario, è il comma 57 della Legge 190/2014. In estrema sintesi, non possono accedere al regime forfettario i contribuenti che:

 

  • si stiano avvalendo di regimi speciali IVA o stiano beneficiando di particolari regimi di favore nella determinazione del reddito;
  • non risultino residenti in Italia. Possono, comunque, aderire al regime forfettario quanti sono residenti negli Stati membri dell’Unione europea;
  • la loro attività esclusiva o prevalente prevede la cessione di fabbricati, loro porzioni o terreni edificabili;
  • partecipano all’esercizio delle attività di società di persone, società familiari, controllano s.r.l. o associazioni professionali, che operano nello stesso settore di attività;
  • esercitano la propria attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro, per i quali hanno avuto dei rapporti di lavoro nei due anni precedenti;
  • conseguono un reddito da lavoro dipendente superiore a 30.000 euro.

Come aderire al regime forfettario

Nel caso in cui il contribuente voglia aderire al regime forfettario è possibile farlo molto semplicemente. Per le nuove attività è necessario presentare entro 30 giorni dalla data di inizio attività la dichiarazione di inizio attività con il modello AA9/12 indicando il codice 2 nella sezione “regimi fiscali agevolati” presente nel quadro B.

Il contribuente, invece, che avesse l’attività già avviata può effettuare il passaggio al regime forfettario senza effettuare specifiche comunicazione. Deve unicamente effettuare la segnalazione di utilizzo del regime nell’ultima dichiarazione IVA, al rigo VA14.

AUTORE

Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo, giornalista, ha una laurea in materie letterarie ed ha iniziato ad occuparsi di economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *