Regime forfettario e imposta di bollo: quando puoi evitarla legalmente

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Il regime forfettario rappresenta oggi uno degli strumenti fiscali più utilizzati da professionisti, artigiani e piccoli imprenditori perché garantisce semplificazioni contabili e una tassazione ridotta. Tuttavia, accanto ai vantaggi, esistono alcuni adempimenti che spesso generano dubbi, soprattutto quando si parla di imposta di bollo sulle fatture.

Molti contribuenti si chiedono se questo tributo sia sempre dovuto e in quali situazioni sia possibile evitarlo. Il tema riguarda soprattutto chi certifica i compensi con documenti diversi dalla fattura, come gli scontrini fiscali emessi tramite registratore telematico. Poiché la normativa collega l’imposta di bollo al documento fiscale utilizzato e non alla prestazione svolta, esistono casi concreti in cui, pur operando in regime forfettario, il bollo non si paga.

Per chiarire quando scatta l’obbligo e quando invece è possibile evitarlo, è utile analizzare la normativa e alcune situazioni operative frequenti.

 

In questo articolo: 

 

  • Quando si paga l’imposta di bollo nel regime forfettario
  • Imposta di bollo e certificazione dei compensi: cosa dice la normativa
  • Regime forfettario: quando lo scontrino evita l’imposta di bollo
  • Cosa succede se il cliente chiede la fattura

 

Quando si paga l’imposta di bollo nel regime forfettario

L’obbligo di applicare l’imposta di bollo deriva dall’articolo 13 della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. n. 642 del 1972. La norma stabilisce che su fatture, ricevute fiscali e note non soggette a Iva si deve applicare un bollo da 2 euro quando il compenso supera 77,47 euro.

Poiché i contribuenti che adottano il regime forfettario operano in esenzione Iva, le fatture emesse rientrano tra i documenti che richiedono l’imposta di bollo. Di conseguenza, quando il totale del documento supera la soglia prevista, il professionista deve indicare l’applicazione del bollo.

Con la fatturazione elettronica il meccanismo è diventato automatico. L’imposta di bollo viene segnalata nella fattura e poi versata in modalità cumulativa trimestrale.

Il contribuente può controllare l’importo dovuto accedendo alla piattaforma “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate, dove sono elencate le fatture soggette a bollo. Il pagamento può avvenire direttamente tramite il portale oppure tramite modello F24.

 

Imposta di bollo e certificazione dei compensi: cosa dice la normativa

Un aspetto spesso trascurato riguarda il principio su cui si basa l’imposta di bollo. Il sistema fiscale italiano non collega questo tributo alla prestazione professionale svolta, ma al tipo di documento utilizzato per certificare il compenso.

In altre parole, la stessa prestazione può essere soggetta o meno al bollo a seconda del documento fiscale emesso. La normativa prevede l’imposta solo su:

 

  • fatture;
  • ricevute fiscali;
  • note non soggette a Iva.

 

Non esiste invece lo stesso obbligo per gli scontrini fiscali emessi tramite registratore telematico. Questo elemento crea situazioni pratiche molto diverse tra loro.

Si pensi a un centro estetico, oppure a un artigiano come un falegname. Queste attività, pur operando in regime forfettario, certificano spesso i corrispettivi attraverso lo scontrino. In questi casi non si applica l’imposta di bollo, anche quando l’importo supera 77,47 euro. Il motivo è semplice: lo scontrino non rientra tra i documenti indicati dal D.P.R. n. 642 del 1972 come soggetti al tributo.

 

Regime forfettario: quando lo scontrino evita l’imposta di bollo

Proprio qui si trova la situazione che permette di non pagare l’imposta di bollo anche nel regime forfettario.

Quando il compenso viene certificato con scontrino fiscale tramite registratore telematico, il tributo non è dovuto. Ciò avviene perché la legge non prevede l’applicazione del bollo su questo tipo di documento.

Molte attività che operano a contatto diretto con il pubblico utilizzano abitualmente questo sistema. Tra gli esempi più frequenti ci sono:

 

  • parrucchieri;
  • piccoli laboratori artigiani;
  • professionisti che lavorano con clientela privata.

 

In questi casi la prestazione resta in esenzione Iva, ma non scatta l’obbligo del bollo perché il compenso viene certificato tramite scontrino.

Il risultato è che, pur svolgendo la stessa attività e pur rientrando nello stesso regime fiscale, il trattamento può cambiare in base al documento emesso.

 

Cosa succede se il cliente chiede la fattura

Può accadere che un cliente richieda la fattura anche quando l’attività emette abitualmente scontrini fiscali. La richiesta è frequente quando il cliente possiede una partita Iva e desidera utilizzare il documento per dedurre o registrare la spesa.

In questa situazione cambia il trattamento fiscale del documento.

Se la prestazione viene certificata con fattura, l’imposta di bollo torna ad applicarsi quando l’importo supera 77,47 euro. Il professionista indica il bollo nella fattura e generalmente ne addebita il costo al cliente, inserendo la voce nel documento. La stessa prestazione, quindi, può generare due risultati fiscali diversi:

 

  • con scontrino fiscale non si applica il bollo;
  • con fattura il bollo diventa obbligatorio.

 

Un dettaglio operativo merita attenzione. Quando viene emesso uno scontrino fiscale, non è corretto aggiungere i 2 euro di imposta di bollo. Il tributo non è previsto per questo tipo di documento, anche se il contribuente opera nel regime forfettario.

 

 

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari