Regno Unito, vendite al dettaglio oltre le attese ma sterlina giù

REGNO UNITO, VENDITE AL DETTAGLIO OLTRE LE ATTESE MA STERLINA GIU’

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Su base mensile è il balzo migliore degli ultimi dieci mesi. La valuta del Regno Unito però scivola ai minimi da novembre nel cambio con il dollaro. Effetto “Londra blindata”?

 

Vendite al dettaglio in netta ripresa. Sterlina al ribasso. E una nuova frontiera. Il Regno Unito mostra un’economia in ripresa, una moneta che perde terreno nei confronti di euro e dollaro e anticipa uno dei primi grandi cambiamenti che porta con sé la Brexit, divenuta ufficiale lo scorso 31 gennaio.

 

Dati macro oltre le attese

Superiori alle aspettative su base mensile e annuale, le vendite al dettaglio nel Regno Unito sorprendono mercato e analisti. A gennaio +0,9% mese su mese, un vero e proprio rimbalzo considerando il -0,5% rivisto al ribasso a dicembre. Il consensus era pari a+0,7%. Si tratta della crescita più forte degli ultimi dieci mesi. A sostegno del dato, l’aumento di vendite nei negozi di alimentari, +1,7%, e non alimentari, +1,3% (tessile, abbigliamento  calzature +3,9%, il massimo da maggio 2018). In controtendenza si segnala un netto calo delle vendite di carburante alle stazioni di servizio, -5,7% a causa dell’aumento dei prezzi. Anche su base annua le vendite al dettaglio risultano superiori alle attese, +0,8% contro il +0,7% del consensus, ma il dato è inferiore a quello di dicembre: +0,9%.


Grafico Vendite al Dettaglio su base mensile nel Regno Unito a gennaio TradingEconomics

Male ancora il manifatturiero, ma arrivano segnali di ripresa

Migliora anche l’indice degli ordini tendenziali industriali, che misura le aspettative economiche dei responsabili del settore manifatturiero del Regno Unito. Un settore ancora in sofferenza, ma che quanto meno, secondo tale indicatore, ha ricominciato a inviare segnali di ripresa. A febbraio il dato è pari a -18 punti, inferiore al -19 previsto dal mercato e al -22 rilevato a gennaio. Indicatore chiave delle condizioni operative, un valore negativo presuppone un calo del volume degli ordini, al contrario se superiore allo zero intende un incremento dei volumi, oltre a costituire un segnale di ottimismo tra i produttori.


Grafico Tendenza degli ordini industriali nel Regno Unito a febbraio by TradingEconomics

 

Sterlina giù

Vendite al dettaglio superiori alle attese. Ordini tendenziali industriali pure. In linea di massima, a fronte di dati macroeconomici che sorprendono il mercato, la valuta di riferimento è solita guadagnare terreno. Non stavolta. La sterlina infatti è in rosso sia nel cambio con l’euro che con il dollaro. A 1,2849, il pound ha toccato i minimi degli ultimi due mesi e mezzo rispetto al biglietto verde, che sul proprio indice di riferimento si rafforza e si avvicina a quota 100 (99,84 al giro di boa delle contrattazioni in Europa). Per quanto riguarda la moneta unica, nelle ultime tre sedute ha guadgnato l’1,4% nei confronti della sterlina, che nella seduta odierna perde quasi lo 0,4%, per un valore pari a 0,8396, ai massimi degli ultimi otto giorni. L’Euro Sterlina in realtà viaggia con un trend ribassista nel breve e nel lungo periodo, dopo il via libera della Brexit e la vittoria alle elezioni di metà dicembre del premier Boris Johnson.


Grafico Sterlina Dollaro by TradingView

Brexit, Johnson “chiude” le frontiere

Intanto, se il Parlamento approverà le misure annunciate dal governo di Boris Johnson, Brexit metterà sullo stesso piano i cittadini europei e gli altri stranieri, almeno per l’ufficio immigrazione britannico. In sostanza, per entrare in Gran Bretagna, il lavoratore dovrà conoscere l’inglese ed essere in possesso di un contratto di lavoro. Un Regno Unito blindato, come la sua capitale, Londra, il sogno del premier sembra questo. Niente più immigrati a bassa qualificazione e a non a proprio agio con la lingua inglese, addio trovare un posto da barman o cameriere per imparare la lingua. E questo a partire dal 2021, al termine del periodo transitorio che dovrebbe chiudersi il 31 gennaio 2020. L’obiettivo, quantomeno ufficiale, è il maggiore coinvolgimento dei cittadini britannici nel mondo del lavoro, sostituendo gli immigrati con una manodopera locale ancora tutta da individuare e quindi anche da formare. «Ci sono 8,45 milioni di cittadini tra i 16 e i 64 anni economicamente inattivi» sostiene il ministro dell’Immigrazione, Priti Patel, numeri però smentiti dall’ufficio nazionale di statistica in quanto trattasi di studenti, disabili o pensionati. La carta d’identità italiana non sarà più accettata. Per i professionisti qualificati servirà un salario minimo. Gli studenti avranno bisogno di un’offerta da parte di un’istituzione scolastica. Nessuna possibilità per gli imprenditori che intendono lanciare un’attività. L’ingresso in Gran Bretagna sarà concessa attraverso un range totale di 70 punti da conseguire, 10 o 20 per voce, in base all’offerta di lavoro in mano, il titolo di studio, la qualifica in un settore e la conoscenza dell’inglese.

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