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Regolamento ANASF: obblighi e doveri dei consulenti finanziari

Donna cammina in equilibrio su un tronco

Quali sono gli obblighi per i consulenti finanziari? Oltre a dover rispettare le regole stabilite dall’Albo in seguito all’iscrizione (violate le quali l’OCF può predisporre diverse sanzioni), i consulenti finanziari che decidono di iscriversi all’ANASF, devono ovviamente rispettare anche quelle stabilite dal regolamento generale dell’Associazione.

Composto da 23 articoli totali (per lo più dedicati alla composizione dei vari organi interni dell’ANASF, alle loro attività e alle modalità di elezione), il regolamento generale, all’art.18, specifica proprio all’inizio quali sono gli “obblighi supremi” che devono rispettare i propri iscritti:

 

  1. Porre l’interesse pubblico al di sopra del proprio interesse.
  2. Rispettare tutte le norme di condotta professionale prescritte dal presente documento e non tollerare, né direttamente né indirettamente, azioni e comportamenti contrari ai contenuti dello stesso.
  3. Qualora venisse a conoscenza di violazioni di leggi, regolamenti o norme che tutelano il corretto esercizio della professione, deve darne comunicazione all’Autorità o all’Organismo di vigilanza competente.
  4. Prestare attenzione e valuta le situazioni nelle quali potrebbero esservi conflitti di interesse tra sé ed altri associati. Nel caso di sussistenza di tali conflitti d’interesse, l’associato cercherà di porvi rimedio e, laddove ciò non risultasse possibile, ne darà tempestiva informazione agli associati coinvolti e, se nel caso, alla associazione, per consentire la prevenzione di eventuali effetti negativi o dannosi nei rapporti associativi e professionali, anche attraverso valutazioni di potenziale incompatibilità.

 

 

Tutti gli obblighi per i consulenti finanziari del regolamento generale dell’ANASF

Oltre a quelli sopraelencati, gli obblighi per i consulenti finanziari iscritti all’ANASF, secondo quanto evidenziato sempre dall’art.18 del regolamento generale dell’Associazione, devono rispettare quattro macro aree: regole di condotta, rapporti con i clienti, rapporti con l’intermediario abilitato, rapporti con i colleghi e rapporti con le autorità di vigilanza del mercato finanziario.

 

Regole di condotta, composte da tre doveri

  • Dovere di diligenza:
    • L’associato ha il dovere di conoscere e rispettare tutte le disposizioni legislative e regolamentari che disciplinano la sua attività.
    • Nello svolgimento della sua attività l’associato persegue standard di alta professionalità. Un elevato grado di attenzione, precisione, scrupolo e competenza caratterizza tutti i suoi atti nell’esercizio della professione.
    • Curare costantemente la propria formazione e il proprio aggiornamento professionale, anche integrando le iniziative assunte dall’intermediario abilitato per cui opera.
  • Dovere di correttezza: Il comportamento dell’associato è sempre conforme a elevati standard di correttezza professionale
  • Dovere di trasparenza: fatta salva la ragionevole salvaguardia dei propri interessi e nel rispetto dei propri obblighi e diritti di riservatezza, fornisce ai suoi interlocutori tutte le informazioni in suo possesso

 

Rapporti con i clienti

  • Perseguire l’interesse del cliente e si astiene da comportamenti in contrasto con tale obiettivo.
  • Non sono giustificati comportamenti contrari all’interesse della clientela da parte dell’associato
  • Obbligo di informare il cliente sui costi reali, i benefici e i limiti dei servizi e dei prodotti commercializzati e si astiene da affermazioni fuorvianti
  • Prestare consulenza ed assistenza continuativa al cliente. È disponibile ad accogliere richieste di informazioni, chiarimenti o consigli
    non accogliere richieste del cliente in contrasto con le norme del presente Codice deontologico.

 

Rapporti con l’intermediario abilitato

  • L’associato che opera in qualità di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede svolge la propria attività per conto dell’intermediario autorizzato con efficienza e leale collaborazione.
  • Evitare comportamenti sleali anche dopo la cessazione del rapporto con l’intermediario per il quale ha operato.
  • Operare nell’interesse dell’intermediario incontra il limite dell’interesse del cliente. Pertanto l’associato rifiuta iniziative e comportamenti, pur richiesti o suggeriti dall’intermediario, che siano in contrasto con le esigenze della clientela.
  • Non accogliere le richieste dell’intermediario per cui opera in contrasto con le norme del presente Codice deontologico.

 

Rapporti con i colleghi

  • Comportarsi con spirito di lealtà e solidarietà.
  • Pur all’interno di un rapporto di concorrenza, deve comportarsi con lealtà e correttezza nei confronti dei colleghi operanti con altri intermediari, in particolar modo nell’ambito delle attività di acquisizione di nuovi clienti e di reclutamento di Consulenti finanziari, potenziali o già attivi.
  • I consulenti finanziari che svolgono attività di tutor verso aspiranti consulenti finanziari e/o di coordinamento ed assistenza verso altri consulenti finanziari sono tenuti a osservare con particolare rigore i doveri di lealtà, solidarietà e concorrenza leale. Devono inoltre impegnarsi e verificare affinché i tirocinanti da essi coadiuvati e i consulenti finanziari da essi coordinati rispettino leggi, regolamenti e norme deontologiche.
  • I doveri di solidarietà e lealtà nei confronti dei colleghi non impediscono opportune iniziative all’associato che venisse a conoscenza di comportamenti di altri associati in grave contrasto con l’interesse del cliente o comunque con le norme del presente Codice deontologico.

 

Rapporti con le autorità di vigilanza del mercato finanziario

  • Considerare le Autorità di vigilanza, e in particolare Consob ed OCF, soggetti decisivi per il corretto ed efficiente funzionamento del mercato.
  • Favorire, e comunque non ostacola, l’efficace svolgimento dei compiti istituzionali delle Autorità di vigilanza del mercato, e in particolare della Consob.

 

Infine, oltre agli obblighi per i consulenti finanziari  descritti qui sopra, all’art.19, il regolamento generale dell’ANASF garantisce per tutti gli associati, in particolare per i dirigenti dell’associazione, l’obbligo della riservatezza su quanto viene discusso e riportato nelle riunioni degli Organi Statutari e delle Commissioni contemplate nello Statuto.

 

 

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