Revolut porta a casa uno dei passaggi più attesi della sua crescita nel Regno Unito. Il via libera della Prudential Regulation Authority a Revolut Bank UK per uscire dalla fase di mobilitazione e operare come banca nel Regno Unito consente al gruppo di avviare i conti bancari autorizzati, allargare nel tempo l’offerta a nuovi prodotti e consolidare una presenza che Londra considera centrale nella propria strategia globale. Il passaggio arriva mentre la società accelera gli investimenti nel Regno Unito, prepara l’espansione in nuovi mercati e porta avanti anche il dossier per la licenza bancaria negli Stati Uniti.
In questo articolo:
- Revolut, il lancio della banca britannica entra nel vivo
- Il peso strategico del mercato britannico per Revolut
- Dall’Italia agli Usa, Revolut accelera la sua espansione
Revolut, il lancio della banca britannica entra nel vivo
Con l’uscita dalla fase di mobilitazione, Revolut Bank UK potrà iniziare a offrire conti come banca autorizzata sia ai clienti retail sia a quelli business. Il lancio avviene su una base di 13 milioni di clienti nel Regno Unito e si accompagna al recente impegno annunciato da Revolut di investire tre miliardi di sterline nel Paese e creare 1.000 posti di lavoro altamente qualificati. Il nuovo status consentirà alla società di offrire conti deposito protetti dal Financial Services Compensation Scheme, il sistema di garanzia dei depositi del Regno Unito, sui depositi idonei e prepara il terreno a un ampliamento dell’offerta, che in futuro potrà includere anche prestiti e altri prodotti.
La distribuzione dei conti correnti avverrà però in modo graduale. Revolut inizierà nei prossimi giorni con un gruppo ristretto di nuovi clienti, per poi estendere progressivamente il rollout nelle settimane successive, con l’obiettivo dichiarato di garantire un’esperienza utente fluida. Per gli utenti già presenti sulla piattaforma non sono invece previsti cambiamenti immediati: l’app e le carte continueranno a funzionare normalmente, mentre le comunicazioni sulla migrazione verso la nuova banca arriveranno nei prossimi giorni. L’intero processo, secondo quanto indicato dalla società, dovrebbe richiedere alcuni mesi.
Il peso strategico del mercato britannico per Revolut
Nelle parole del cofondatore e amministratore delegato Nik Storonsky, il lancio della banca nel Regno Unito rappresenta una priorità strategica perseguita a lungo e un passaggio significativo nel percorso del gruppo. Il riferimento al Regno Unito come mercato domestico e centrale per la crescita chiarisce il valore attribuito da Revolut a questa autorizzazione, che non viene presentata solo come un adempimento regolamentare ma come un tassello chiave nel rafforzamento della piattaforma. Storonsky ha collegato esplicitamente questa novità alla possibilità di portare ai milioni di clienti britannici una gamma completa di servizi bancari, mantenendo l’impostazione innovativa già proposta negli altri mercati europei. “Questo è un passo fondamentale nella nostra missione: costruire la prima banca veramente globale al mondo“, ha sottolineato Storonsky.
Sulla stessa linea si colloca Francesca Carlesi, amministratrice delegata di Revolut nel Regno Unito, che ha definito il passaggio a banca nel mercato nazionale un momento decisivo, frutto di disciplina, continuità e fiducia nel progetto costruito dalla società. Nelle sue dichiarazioni, la licenza viene presentata come la base del prossimo capitolo di crescita, nel quale l’ampliamento dell’offerta, incluso il credito, dovrà affiancarsi ai servizi digitali su cui già oggi i clienti fanno affidamento quotidianamente. Il messaggio, sul piano industriale, è quello di una società che punta a consolidare il proprio posizionamento non soltanto come fintech ad alta crescita, ma come gruppo capace di strutturare un’offerta bancaria più ampia e stabile nel proprio mercato di origine.
Dall’Italia agli Usa, Revolut accelera la sua espansione
Il lancio della banca britannica si inserisce in una traiettoria di espansione più ampia che Revolut sta portando avanti su più fronti. Il gruppo ha recentemente annunciato un investimento globale di 10 miliardi di sterline in cinque anni, accompagnato dalla creazione di 10.000 nuovi posti di lavoro, e punta a entrare in 30 nuovi mercati entro il 2030. In questo disegno rientrano sia il dossier statunitense, con la domanda presentata all’Office of the Comptroller of the Currency e alla Federal Deposit Insurance Corporation per ottenere una licenza di banca nazionale, sia il rafforzamento in altri mercati strategici. In Messico, per esempio, Revolut è diventata la prima banca digitale indipendente ad aver ottenuto una licenza bancaria attraverso una richiesta diretta e ha capitalizzato le sue operazioni con oltre 100 milioni di dollari, più del doppio del minimo regolamentare, segnalando la volontà di costruire una presenza di lungo periodo.
Anche l’Italia si conferma uno dei mercati più dinamici per il gruppo. A settembre Revolut ha comunicato di aver superato i 4 milioni di clienti nel Paese, entrando tra le prime cinque banche italiane per numero di correntisti e posizionandosi come prima banca straniera sul mercato. Secondo Ignacio Zunzunegui, head of growth southern Europe, la crescita è stata sostenuta in particolare dal lancio dell’Iban italiano, con la migrazione dei clienti in precedenza legati a quello lituano, e dal conto deposito. Lo stesso manager ha indicato come obiettivo quello di trasformare Revolut nel conto principale degli italiani, andando oltre la clientela più giovane e intercettando masse più consistenti, una tendenza che la società collega anche ai 100mila conti deposito aperti da gennaio, con una giacenza media di 3.500 euro.









