Rio Tinto: con trimestrale record, il più alto dividendo mai distribuito
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Rio Tinto: con trimestrale record, il più alto dividendo mai distribuito

Rio Tinto: con trimestrale record, il più alto dividendo mai distribuito

Rio Tinto distribuirà 7,7 miliardi di dollari agli azionisti sottoforma di dividendi, dopo una trimestrale record. Non è mai stata stanziata una cifra così alta da parte del produttore di minerale di ferro nella sua storia. La somma si aggiunge a quella di luglio 2021 portando il totale ricevuto dagli investitori per l’anno finanziario 2021 a 16,8 miliardi di dollari, la seconda cifra più grande mai distribuita agli azionisti dalle aziende facenti parte dell’indice FTSE 100. Il primato spetta a Vodafone, che nel 2014 consegnò circa 24 miliardi di dollari dopo la vendita di una grossa partecipazione.

La cedola di Rio Tinto sarà di 10,4 dollari per azione, che comprende un dividendo speciale di 2,47 dollari, con un payout del 79%. Il principale beneficiario sarà il produttore statale cinese di alluminio, Chinalco, che detiene il pacchetto di maggioranza della società con il 15% delle quote e che riceverà più di 2,5 miliardi di dollari.

Il pagamento di dividendi è molto importante per gli investitori in un periodo in cui l’alta inflazione sta erodendo i guadagni delle attività finanziarie. E il settore minerario si è rivelato essere dall’inizio della pandemia da Covid-19 tra quelli che hanno sborsato di più sotto questo profilo nella Piazza finanziaria di Londra. Anche BHP, attualmente il più grande minatore del mondo, ha annunciato un dividendo semestrale record di 7,6 miliardi di dollari, così come Glencore che staccherà una cedola di 4 miliardi di dollari.

Tutto ciò è reso possibile dal grande flusso di cassa generato dall’aumento del prezzo delle materie prime. L’Amministratore Delegato di Rio Tinto, Jakob Stausholm, ha affermato infatti che la ripresa dell’economia globale ha trasmesso una forza nei prezzi delle materie prime eccezionale, che l’azienda è stata in grado di catturare generando un free cash flow di 17,7 miliardi di dollari. Le azioni di Rio Tinto a Wall Street hanno avuto comunque una reazione fiacca, con un calo delle quotazioni nella giornata di oggi dell’1,75%. La performance dall’inizio dell’anno si aggira invece intorno al 14%.

 

Rio Tinto: i numeri della trimestrale

Come anticipato, la trimestrale rilasciata quest’oggi dalla multinazionale anglo-australiana è stata eccezionale, ma sostanzialmente in linea con le attese degli analisti. Gli utili prima di oneri finanziari, ammortamenti, svalutazioni e tasse sono aumentati del 58% su base annua a 37,7 miliardi di dollari, mentre gli utili netti sono stati di 21,4 miliardi di dollari, in aumento del 72% rispetto all’anno precedente. Le vendite ammontano a 63,5 miliardi di dollari.

A contribuire principalmente a tali risultati il minerale di ferro, che costituisce la maggiore fonte di entrate per l’azienda mineraria. La parte di profitto associato alla materia prima ammonta a 27,6 miliardi di dollari, in salita del 46% rispetto allo scorso anno. Christopher LaFemina, analista di Jefferies, ha dichiarato che lo slancio dei prezzi delle materie prime è stato ancora una volta positivo per Rio Tinto, con un impatto sui numeri da far impallidire.

L’azienda ha lasciato inalterate le sue indicazioni sulla produzione e il CEO Stausholm ha dichiarato che il minatore non ha grandi piani di acquisizione. Inoltre, Rio Tinto non assumerà molta leva nel debito, vista l’alta volatilità intrinseca dei mercati delle materie prime, ha concluso l’Amministratore.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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