Una vignetta a settimana sui temi della “behavioural economy“, ovvero sulla finanza comportamentale, la disciplina creata da Daniel Kahneman e Amos Tversky che studia come i fattori psicologici, le emozioni e i pregiudizi cognitivi influenzano gli investimenti degli individui e il comportamento dei mercati. Un breve dialogo che aiuta a capire come investire il proprio risparmio, in modo corretto. In maniera semplice e immediata. Oggi il tema affrontato ha a che fare con l’informazione. Oggi con uno smartphone in mano possiamo raggiungere tutte le informazioni che vogliamo e trovare in rete tutte le istruzioni che ci servono per fare praticamente qualsiasi cosa, a cominciare dall’investire il proprio risparmio. Il rischio, però, è illudersi di saperne abbastanza. Le informazioni sono la base di un cammino che passa per conoscenza, competenza e diventa poi cultura.
La storia dell’uomo insegna che chi è stato “first mover” ha potuto godere, per un tempo indefinito, di un certo vantaggio competitivo. La stessa rappresentazione la possiamo vedere, al giorno d’oggi, in chi maneggia con padronanza gli strumenti legati all’intelligenza artificiale che paiono avere, e forse hanno temporaneamente, una marcia in più. Arriverà però il momento nel quale il loro utilizzo diventerà una semplice commodity a disposizione di tutti. Le nozioni sono per tutti e si possono ricavare con una semplice ricerca su Internet. Il sapere che si trasforma in competenza delimita già una cerchia più ristretta. Infine, la cultura è assolutamente soggettiva e ci distingue. Anche la nostra personale cultura sarà fagocitata dalle “macchine”? Ai posteri l’ardua sentenza.









