Robert Colescott, le 5 opere più costose vendute all’asta

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Il nome di Robert Colescott non è ancora esploso definitivamente tra i collezionisti e gli investitori che si affacciano sul mercato dell’arte: le opere più costose di uno dei più importanti pittori figurativi del ventunesimo secolo non superano i 20 milioni di dollari nelle vendite all’incanto. Una situazione destinata presto a cambiare perché il primo artista afrodiscendente ad aver rappresentato gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia nel 1997 è sempre più celebrato dalle case d’asta, dalle gallerie e dai musei di tutto il mondo.

 

Robert Colescott: le opere più costose vendute in asta

Nato nel 1925 e scomparso nel 2009, Colescott pesca dall’arte tradizionale, dai fumetti, dalle caricature e dal cinema per generare la sua black identity. Un’identità visiva fatta di satira e sovversione, zeppa di ibridazioni e riferimenti alla storia dell’arte moderna, alla letteratura e alla cultura popolare, che si interroga di continuo su pregiudizi e stereotipi, ipocrisie e controsensi della società occidentale. Dall’espressionismo astratto alla figurazione narrativa, i lavori del pittore sono numerosi ed eterogenei: ecco i 5 più costosi venduti in asta.

 

Hunchback of Notre Dame (Hommage to Victor Hugo)

Un monumentale dipinto del 1991 (228,6 x 290,2 cm) che rende omaggio a Quasimodo, il deforme campanaro della cattedrale parigina. Una rilettura della storia dell’arte e della letteratura europea nello stile iperbolico ed iconico dell’artista di Oakland. Nel febbraio del 2022 il nome di Colescott si fa strada da Bonhams a New York perché il suo White Boy del 1989 è venduto a 930.312 dollari. Qualche mese prima, nel novembre del 2021 sempre da Bonhams, il suo gobbo di Notre Dame raggiunge quota 1,5 milioni di dollari.

Hunchback of Notre Dame (Hommage to Victor Hugo) di Robert Colescott
Hunchback of Notre Dame (foto: Bonhams)

 

1919

Quadro realizzato nel 1980, è una pietra miliare dell’arte statunitense del secondo Novecento: un ritratto dei suoi genitori (la madre pianista bianca e il padre violinista jazz nero) con sullo sfondo un Paese ancora alle prese con il conflitto razziale al centro della sua identità. È il tributo e la rielaborazione del viaggio della sua famiglia verso Ovest, da New Orleans a Oakland, in California, dove Colescott sarebbe nato nel 1925. La tela è al centro della mostra Art and Race Matters: The Career of Robert Colescott organizzata dal Contemporary Arts Centre di Cincinnati, che conclude il suo tour nazionale al New Museum di New York nel 2022. Nel settembre del 2023 è all’asta da Bonhams a New York e fa alzare le palette fino a 3,4 milioni di dollari.

1919 di Robert Colescott
1919 (foto: Bonhams)

 

Eat dem Taters

Un tributo ai mangiatori di patate di Vincent van Gogh: un capolavoro parodistico, ironico e sfacciato che utilizza i contadini neri che mangiano i loro guadagni dopo una dura giornata di lavoro nei campi come cupa parodia dell’immaginario razzista che si infiltra nella psiche collettiva e rimuove gli afroamericani dall’immaginario. Dipinto nel 1975, il quadro rimane sin dall’anno in cui è realizzato nella collezione di famiglia dello storico dell’arte e curatore Robert Rosenblum. Finito all’asta da Christie’s a New York nel novembre del 2023, fa fermare il martello a 3,9 milioni di dollari.

Eat dem Taters di Robert Colescott
Eat dem Taters (foto: Christie’s)

 

Miss Liberty

“Ottantasette anni or sono i nostri avi costruirono, su questo continente, una nuova nazione, concepita nella libertà, e votata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali”, sentenzia Abraham Lincoln nel famoso discorso di Gettysburg del 19 novembre 1863. Colescott capovolge uno degli interventi politici più famosi e brevi di sempre in quello che diventa uno dei suoi dipinti fondamentali: Miss America è una donna nera che porta la fascia a stelle e strisce davanti ad un continente inondato di colori. Una messa a nudo della storia imperfetta del Paese che rappresenta. Realizzato nel 1980, il quadro è venduto nel febbraio del 2023 da Bonhams a New York per 4,5 milioni di dollari: l’acquirente è la Art Bridges Foundation.

Miss Liberty di Robert Colescott
Miss Liberty (foto: Bonhams)

 

George Washington Carver Crossing the Delaware: Page from an American History Textbook

“Cosa è nero, cosa è bianco, cosa è in mezzo? Come ci sentiamo in relazione alla percezione che gli americani bianchi hanno di noi? Che senso ha tutto ciò? Forse nessuno! È un non-sense, ma indirizzare al non-sense della situazione può rivelare aspetti significativi”, racconta Colescott in un’intervista a Luciano Marucci per la rivista Juliet. Sia nel titolo che nella composizione, quest’opera maestosa del 1975 (199,4 x 249,6 cm) rifà il Washington di Emanuel Leutze svelandone l’intrinseco pregiudizio razziale. Nel maggio del 2021 debutta da Sotheby’s a New York e raggiunge il record assoluto di 15,3 milioni di dollari. Presto sarà possibile vederla nella collezione permanente del futuro Lucas Museum of Narrative Art di Los Angeles, voluto dal papà di Star Wars e che aprirà nel 2025.

George Washington Carver Crossing the Delaware: Page from an American History Textbook di Robert Colescott
George Washington Carver Crossing the Delaware: Page from an American History Textbook (foto: Sotheby’s)
Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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