Robot umanoidi: la Cina avanza, ecco il modello di Ant Group

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Ant Group ha presentato il suo primo robot umanoide. Oggi, alla Conferenza sull’inclusione 2025 a Shanghai, Robbyant, l’unità di Shanghai Ant Lingbo Technology, ha mostrato come il suo modello – denominato robot R1 – possa svolgere una serie di funzioni avanzate quali fare da guida turistica, smistare i prodotti nelle farmacie, attuare mansioni di base in cucina e persino fornire consulenze mediche.

 

In questo articolo:

 

  • Ecco le caratteristiche principali di R1
  • Ant Group: come si sta facendo strada nel campo dei robot
  • Cosa sapere su Ant Group e Jack Ma

 

Ecco le caratteristiche principali di R1

L’R1 è costruito utilizzando parti di fornitori cinesi, come i moduli di giunzione del robot Ti5 e il telaio di Galaxea AI, società legata all’intelligenza artificiale e sostenuta proprio da Ant. Inoltre, quest’ultima è in trattative per una partnership con Unitree e Orbbec, leader del settore. “L’effettiva produzione fisica può probabilmente essere esternalizzata in modo relativamente semplice, ma lo sviluppo di un modello solido e scalabile è fondamentale”, ha detto Andy Mok, ricercatore senior con sede a Pechino presso il think tank non governativo Center for China and Globalization. “Uno dei prerequisiti più importanti sarà il modello di intelligenza artificiale e non necessariamente la produzione o l’ingegneria. La Cina ha concorrenti formidabili in questo spazio”.

Attraverso il modello AI (Artificial Intelligence) di Ant, il robot R1 è in grado di gestire la pianificazione di attività complesse sostituendosi completamente all’uomo, tra cui la preparazione e la somministrazione di cibi. La sua caratteristica innovativa è la capacità di riconoscere e percepire gli spazi e le relazioni tra i vari oggetti contenuti in essi.

 

Ant Group: come si sta facendo strada nel campo dei robot

Gli sforzi di Ant Group nella produzione di robot umanoidi si inseriscono in un contesto in cui le aziende cinesi stanno competendo nel settore con sempre maggiore intensità. La Cina ha già una quantità di robot superiore a Paesi all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, come gli Stati Uniti e il Giappone. Tra l’altro, Pechino si sta attrezzando per passare a umanoidi che svolgono ruoli ancora più complessi. In questo spazio, Ant non si focalizza sullo sviluppo dell’hardware come fanno altre aziende, ma si concentra sui cervelli per robot. In sostanza, la tech sostenuta da Jack Ma ritiene che i robot umanoidi siano una sorta di porta d’accesso strategica per rendere popolari i chatbot e gli assistenti di intelligenza artificiale.

“Se i robot umanoidi vengono utilizzati nelle case, non solo aiuteranno con le attività quotidiane, ma agiranno come cervelli super-intelligenti, attingendo all’intelligenza artificiale basata sul cloud”, ha affermato Zhu Xing, amministratore delegato di Robbyant. “Ha senso che Ant lo faccia perché il nostro obiettivo è semplificare la vita delle persone, che si tratti di pagamenti, finanza o servizi pubblici digitali”. Ant ha investito molto nell’AI per assicurarsi una competitività elevata, per quanto sia conosciuta come la fintech dietro il sistema di pagamenti digitali Alipay. L’azienda sta sviluppando BaiLing, il proprio modello linguistico di grandi dimensioni e sta cercando di testarlo utilizzando chip made in China più economici rispetto a quelli forniti dalle grandi aziende tecnologiche americane.

 

Cosa sapere su Ant Group e Jack Ma

Ant Group è sostenuta da Jack Ma, che non ha però più il controllo della società. Il miliardario cinese ha fondato il gruppo con sede ad Hangzhou ed è stato l’azionista di maggioranza fino al 2022, quando ha ceduto gran parte del pacchetto per risolvere problemi normativi. Le autorità cinesi hanno esercitato un’enorme pressione sull’imprenditore per via del suo potere e dell’influenza sull’azienda e non solo. Per superare questi ostacoli ha ceduto il controllo e ha modificato la struttura proprietaria di modo che nessun singolo azionista potesse esercitarlo.

Nel 2020 Ma aveva criticato pubblicamente il sistema finanziario cinese paragonandolo a “un banco dei pegni” che soffocava l’innovazione tecnologica, il che aveva scatenato la reazione del governo di Pechino. La situazione di grande tensione ha mandato all’aria i piani di Ant Group di quotarsi in Borsa e Ma è sparito dalla circolazione per diverso tempo. In seguito è riapparso in occasione di eventi significativi. Tra questi quello in cui ha annunciato la perdita del controllo dell’azienda e la manifestazione insieme al presidente cinese Xi Jinping nella quale il governo ha reso noti un supporto istituzionale alle aziende tecnologiche e una collaborazione con i principali imprenditori del Paese.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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