Russia: azioni e obbligazioni rischiano di essere estromesse dagli indici
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Russia: azioni e obbligazioni rischiano di essere estromesse dagli indici

Russia: azioni e obbligazioni rischiano di essere estromesse dai principali indici

Azoni e obbligazioni della Russia rischiano fortemente di essere espulse dai principali indici finanziari mondiali. È questa la tendenza che sembra stia prendendo piede in questo momento, alla luce dei duri provvedimenti che l’Occidente sta impartendo nei confronti delle banche russe e della Banca Centrale del Paese.

L’esclusione di gran parte degli istituti finanziari dalla rete Swift finirà per avere un impatto drammatico nei rapporti dei pagamenti, che verosimilmente si rifletteranno pesantemente sulle relazioni commerciali tra le aziende. Mentre il congelamento delle riserve in valuta estera della Banca di Russia, in aggiunta alla misura adottata dagli Stati Uniti di impedire a imprese e privati americani di fare affari con l’istituto, strozzeranno qualsiasi intervento di politica monetaria per salvare il Rublo e le banche russe.

Queste sanzioni stanno isolando la Russia dal sistema finanziario internazionale, ma soprattutto stanno diminuendo la liquidità degli asset, che rappresenta una soglia importante per essere inclusi negli indici finanziari. Dimitris Melas, capo della ricerca sugli indici e Presidente del comitato per la politica degli indici presso MSCI, ha dichiarato al riguardo che il punto critico è che azioni e obbligazioni devono essere investibili per poter essere incluse nei benchmark.

 

 

Russia: quali sono gli indici che eliminano gli asset russi

Nel pieno della guerra Russia-Ucraina, quali sono i fornitori dei principali indici che agiranno per estromettere gli asset russi dal loro paniere di riferimento? MSCI ha già affermato che durante il ribilanciamento della fine del mese rimuoverà le obbligazioni emesse da società russe sanzionate e sta monitorando quanto sia accessibile e investibile il mercato per gli stranieri.

Questo provvedimento arriva dopo che Goldman Sachs aveva avvertito del rischio che l’ampio indice di JP Morgan Chase rimuova il debito russo. Quest’ultima non ha detto se le obbligazioni russe, che rappresentano il 6,23% dell’Emerging Market Global Diversified, verranno eliminate dall’indicatore.

Mentre Bloomberg Equity Indices ha fatto sapere che ritirerà Sberbank of Russia dai suoi indici azionari mercoledì 2 marzo, dopo le pesanti sanzioni che l’hanno costretta a un passo dal default. IntercontinentalExchange ha riferito che a partire dal ribilanciamento del 28 febbraio procederà a escludere qualsiasi nuovo debito sovrano emesso dalla Banca di Russia, dal suo fondo patrimoniale e dal Ministero delle Finanze.

 

 

Quali conseguenze da estromissione di azioni e obbligazioni da indici

Quali effetti avranno questi movimenti sugli indici? Probabilmente vi sarà una maggiore incertezza per gli investitori nei fondi negoziati in Borsa che replicano i benchmark. Gustavo Medeiros, capo della ricerca presso Ashmore Group, sostiene che i fornitori di indici si adopereranno immediatamente per rimuovere gli asset russi se le sanzioni arrivano al punto da compromettere la liquidità degli indici stessi.

Questo avverrebbe se la maggior parte dei market maker smettesse di mostrare i prezzi delle obbligazioni, rendendo difficoltosa la replica dei panieri di riferimento. Il problema a quel punto sarebbe come gli investitori potrebbero uscire dalle loro posizioni in essere. Medeiros al riguardo ha affermato che gli indici con ogni probabilità effettuerebbero un’uscita graduale dagli asset russi proprio per permettere agli investitori di liquidare le azioni e le obbligazioni detenute.

Dhiraj Bajaj, responsabile del credito asiatico presso Lombard Odier Investment Managers in Singapore, denuncia un pericolo di insolvenza tecnica delle obbligazioni pubbliche e private russe espresse in valuta estera forte come il Dollaro USA, per effetto delle restrizioni di pagamento. Di conseguenza è molto probabile che vi sia un abbandono anzitempo degli indici.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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