Russia: Putin aumenta stipendi e pensioni contro effetto sanzioni
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Russia: Putin aumenta stipendi e pensioni contro effetto sanzioni

Russia: Putin aumenta stipendi e pensioni per combattere l'effetto delle sanzioni

Le sanzioni occidentali nei confronti della Russia stanno mettendo seriamente a dura prova l’economia del Paese. Il blocco del sistema bancario attraverso la rete di pagamento ha avuto riflessi disastrosi sul commercio russo, generando un incremento vertiginoso dei prezzi delle merci importate. Tutto questo sta penalizzando i lavoratori e i pensionati russi che si vedono una cifra in busta paga impoverita in termini reali.

Per questo Vladimir Putin ha promesso di aumentare il salario minimo e gli stipendi di tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, nonché le pensioni e i pagamenti statali a tutti quei soggetti svantaggiati dalla crescita dei prezzi delle merci. Il Premier russo quindi cerca di andare incontro al proprio popolo che in questa guerra Russia-Ucraina rischia di diventare la vittima sacrificale.

In questo momento le aziende russe sono in tremenda difficoltà perché si trovano ora a combattere con una crisi di approvvigionamenti che non avrebbero immaginato. Al proposito, la casa automobilistica Avtovaz ha comunicato che la carenza nella fornitura dei componenti elettronici comporterà le vacanze estive anticipate ad aprile per i dipendenti, proprio per evitare una significativa riduzione dei salari.

 

Russia: per Putin sanzioni ingiuste e pretestuose

La situazione è drammatica in Russia, ma Putin cerca di rassicurare il Paese affermando che su larga scala non ci saranno carenze di beni e le entrate della Nazione dal proprio commercio saranno sufficienti senza richiedere alla Banca Centrale di stampare denaro. L’obiettivo inoltre è quello di abbattere il tasso di povertà entro la fine dell’anno. Questo ovviamente comporterà dei cambiamenti significativi nella struttura economica che porteranno a un aumento temporaneo di inflazione e disoccupazione, ha sostenuto. Ha aggiunto però che il compito del Governo è quello di ridurre al minimo tali rischi.

Putin si è scagliato anche contro l’Occidente ritenendo le sanzioni ingiuste e che sarebbero state imposte indipendentemente dall’attacco militare nei confronti dell’Ucraina, perché rientranti in un piano per frenare lo sviluppo economico della Russia. Inoltre ha giudicato un furto il blocco delle riserve estere della Banca di Russia per 630 miliardi di dollari e ha accusato gli alleati di aver annunciato un vero e proprio default del debito russo per oscurare i propri obblighi nei confronti del Paese.

Al riguardo ieri sono scadute 2 cedole di 117 milioni di dollari su obbligazioni in scadenza nel 2023 e nel 2043. Non vi è stato alcun segnale di pagamento da parte del Tesoro, il che significa che è scattato il periodo di grazia di 30 giorni, dopodiché sarà default. Sarebbe la prima volta dal 1917 che la Russia rinnega i suoi impegni debitori nei confronti degli investitori stranieri. Mentre nel 1998 Mosca non riuscì a pagare i debiti in rubli. Le prossime scadenze roventi sono quelle del 31 marzo, quando lo Stato è chiamato a rimborsare 359 milioni di dollari di interessi riguardo un’obbligazione pubblica 2030, e del 4 aprile con un bond da 2 miliardi di dollari.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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