Russia-Ucraina: ecco l'impatto della guerra su materie prime e azioni
Cerca
Close this search box.

Russia-Ucraina: ecco l’impatto della guerra su materie prime e azioni

Russia-Ucraina: ecco come una guerra impatterebbe su materie prime e azioni

Da ieri sera lo scontro Russia-Ucraina ha subito una netta accelerazione: Putin ha inviato l’esercito nel Donbass, Zelensky ha dichiarato che il Paese non cederà nulla dei suoi territori. In questo periodo, ogni giorno della settimana si rivela essere ricco di eventi in questo momento storico per i mercati finanziari, in particolare per materie prime e azioni. Il tira e molla tra Vladmir Putin e l’Occidente sulla questione Ucraina rischia di sfinire gli investitori, alle prese con le decisioni da prendere nell’ambito della gestione del portafoglio. Ma cosa succederebbe se effettivamente si materializzasse un’invasione russa in territorio ucraino? La questione si fa sempre più rovente, anche perché di certezze ve ne stanno davvero poche.

I mercati stanno aspettando che si verifichi il fatidico incontro risolutore tra Joe Biden e Vladmir Putin che ponga fine a tutte le tensioni. In realtà al momento la cosa sembra poco probabile. Non tanto riguardo al fatto che il meeting non possa avvenire: era stato annunciato dalla Francia, ma poi il Cremlino ha smentito tutto. Ma a lasciare molti dubbi è che un eventuale incontro alla fine determini la soluzione del problema.

Putin ha fatto richieste ben precise, come l’allontanamento della NATO dall’Est Europa e soprattutto il diniego per l’Ucraina di entrare nel Patto Atlantico. Richieste queste che non saranno mai accettate dalla Casa Bianca. Allo stesso tempo, su questi punti la Russia non è disposta per il momento a fare mezzo passo indietro e quindi la situazione rimane in una fase di stallo assoluto. Quindi è più probabile che uno scenario di pace lasci il posto proprio alla peggiore delle eventualità. I mercati delle materie prime e azionari sono quelli che probabilmente ne verrebbero maggiormente influenzati da una guerra nei Balcani, vediamo in che modo nel dettaglio.

 

Materie prime: petrolio sopra i 100 dollari?

L’invasione dell’Ucraina potrebbe proiettare i prezzi del petrolio sopra i 100 dollari al barile, andando a squilibrare ancor di più una situazione di mercato già di per sé sbilanciata. Secondo Larry Adam, Chief Investment Officer per Private Client Group, quotazioni sopra 100 dollari significherebbero conseguenze negative sia per gli Stati Uniti che per l’economia generale. Ricordiamo che in questo periodo la Casa Bianca è particolarmente preoccupata per l’aumento del prezzo della benzina, poiché vede lo spettro di quanto successe nel 2008 allorché il greggio raggiunse il massimo storico a 147 dollari e la benzina arrivò a oltre 4 dollari al gallone.

Adam però pensa che alla fine si giungerà a una soluzione diplomatica, con il rischio geopolitico che sarà ridotto di 5-10 dollari, portando il valore dell’oro nero intorno agli 80 dollari al barile. L’altra mina vagante è rappresentata dal gas naturale, già oggetto di estrema volatilità nel mercato delle materie prime. Se Putin dovesse decidere di invadere, la volatilità potrebbe ulteriormente aumentare, ancor più se le forniture nei confronti dell’Europa dovessero arrestarsi come ritorsioni a eventuali sanzioni che scatterebbero da Bruxelles. Altre materie prime molto suscettibili riguarderebbero il grano, di cui sia Russia che Ucraina sono grandi esportatori, avendo prodotto lo scorso anno rispettivamente 80 e 33 milioni di tonnellate

 

 

Russia-Ucraina: per azioni effetto invasione di breve durata

Le azioni in questo 2022 hanno registrato cali importanti, con oscillazioni dei prezzi a volte anche molto violente. Ma a onor del vero, secondo gran parte degli analisti ha inciso maggiormente la Federal Reserve irrigidendo la sua politica monetaria e facendo prospettare un aumento dei tassi d’interesse a partire dal meeting del 15-16 marzo.

Adam ritiene che anche in caso di guerra alla fine l’impatto sui mercati azionari non sarà duraturo. L’esperto sottolinea come le azioni abbiano avuto sempre una grande tendenza a riprendersi da eventi geopolitici scioccanti, come quando vi è stato l’attacco alle Torri Gemelle nel 2001. Questo perché tali eventi possono sconvolgere nell’immediato, ma a livello strutturale l’economia difficilmente verrebbe stravolta. Quindi se vi sarà un conflitto probabilmente sui mercati azionari si determinerà una volatilità molto alta, ma poi alla lunga i fondamentali delle società emergeranno come sempre.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *