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Safilo in forte calo a Piazza Affari, ecco perché

Safilo: forte calo del titolo a Piazza Affari. Quali i motivi delle vendite?

A Piazza Affari è una seduta in deciso territorio negativo per il titolo Safilo, all’indomani della pubblicazione dei risultati preliminari del 2022. In attesa del capital market day, che si terrà il 9 marzo 2023, la società ha comunicato che nel 2022 le vendite si sono attestate a 1,077 miliardi di euro, risultando inferiori al consensus degli analisti fissato a 1,084 miliardi. L’Ebitda è passato dai 77 milioni di euro del 2021 agli attuali 101 milioni di euro, deludendo le attese che erano poste a 109 milioni di euro. Il margine si è portato al 9,4%, attestandosi nella parte bassa del range (9-11%) previsto dal management. Nell’ultimo trimestre del 2022, le vendite nette preliminari di Safilo sono state pari a 245,4 milioni di euro, risultando in crescita del 5,7% a cambi correnti e in linea con il giro d’affari registrato nel 4° trimestre 2021 a cambi costanti.

Se l’Europa ancora una volta si conferma  l’area geografica che contribuisce di più alla crescita del gruppo, trainata dai mercati principali e dall’espansione del business in Turchia e Polonia, segnali positivi sono giunti dal mercato nordamericano che ha beneficiato del rafforzamento del biglietto verde sull’euro. Tra i marchi spicca Smith che vede un forte aumento delle vendite, seguito da Carrera e Polaroid che crescono a doppia cifra. Al di fuori dei dati preliminari pubblicati, bisogna sottolineare come la società abbia dato mandato di esplorare soluzioni alternative per quanto riguarda lo stabilimento di Longarone, alla luce non solo della persistente sovraccapacità produttiva ma anche dell’evoluzione del portafoglio prodotti. Andiamo ora a vedere la reazione dell’azione a Piazza Affari e quali sono la attese per le prossime giornate.

 

Azioni Safilo: analisi tecnica e strategie operative

Nella giornata odierna il titolo Safilo vede i prezzi avviarsi al test dei minimi di dicembre 2022 situati in area 1,5 euro, accompagnato da volumi in forte crescita, pari a 10 volte quelli medi. Nel breve periodo fondamentale diventerà la tenuta di questi sostegni, per evitare una continuazione di quella fase correttiva partita il 24 gennaio dagli 1,67 euro, con la formazione di un hammer ribassista, in direzione degli 1,39-1,40 euro e successivamente verso gli 1,33 euro. Nel caso in cui si realizzasse questa ipotesi, fondamentale sarà la tenuta di quest’ultimi supporti per evitare nuove discese in direzione degli 1,20 euro.

Al contrario solo con il recupero degli 1,53-1,54 euro, dove transitava la trendlinline rialzista che partiva dai minimi di settembre, che si avrebbe un segnale di positività con possibili allunghi fin verso gli 1,67 euro. Dal punto di vista operativa solo lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali,  che l’azione proseguirebbe il rialzo verso gli 1,75 euro, massimi del 2022, e a seguire gli 1,80-1,82 euro, che rappresentano i top degli ultimi 51 mesi.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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