Saipem: gigantesco aumento capitale in vista, cosa fare con azioni?

Saipem: gigantesco aumento capitale in vista, cosa fare con azioni?

Saipem: gigantesco aumento capitale in vista, cosa fare con azioni?

Il bond di Saipem da 500 milioni con scadenza ad aprile sta riprendendo fiato sull’indiscrezione che le banche stanno dialogando con la società per un prestito ponte, a patto però che Eni e CDP assicurino almeno 1 miliardo dell’aumento. Il tema dell’ampio flottante e delle agenzie di rating.

 

 

Il gruppo Saipem, che ha lanciato il terzo profit warning a fine gennaio con conseguente aumento di capitale, deve risolvere il tema del bond subordinato con scadenza il 5 aprile da 500 milioni di euro prima di organizzare il rafforzamento da almeno 1,5 miliardi dopo quello da 3,5 miliardi annunciato a dicembre 2015. L’emissione, che nei giorni scorsi ha visto il rendimento annualizzato balzare al 117%, ieri ha iniziato a respirare e tratta ad un prezzo di 95 per un rendimento del 40%.

L’emissione beneficia del fatto che le banche finanziatrici avrebbero condizionato il loro assenso a concedere un prestito ponte da 500 milioni per pagare l’obbligazione entro inizio aprile a un impegno degli azionisti Eni (ha il 30,5% di Saipem) e CDP (possiede il 12,6% del gruppo) a coprire almeno un miliardo della futura ricapitalizzazione degli 1,5 miliardi. Unicredit e Intesa Sanpaolo, sin dai primi colloqui relativi all’intera manovra finanziaria, pare abbiano assunto una posizione più rigida in una partita dall’esito al momento non ben definito.

I due grandi azionisti hanno già ottenuto il commissariamento dell’ad Francesco Caio, avendogli affiancato due top manager, visto che Eni ha distaccato Alessandro Puliti con la carica di direttore generale e CDP ha trasferito il suo vice Dg e Cfo Calcagnini. Nonostante ciò, proprio ieri Banca Akros ha confermato il rating reduce e quasi dimezzato il prezzo obiettivo sul titolo da 1,7 a 0,9 euro per azione a causa della diluizione che deriverà dall’emissione di nuove azioni.

Bestinver Securities nota che “il potenziale ribasso del prezzo delle azioni è ancora rilevante”, considerato che la società capitalizza 1,14 miliardi e gli azionisti devono metterci almeno 1,5 miliardi. Prevede, tuttavia, l’impegno formale da parte di Eni e Cdp per ricapitalizzare il gruppo e, di conseguenza, “un impegno da parte delle banche a garantire la liquidità necessaria per rimborsare il prestito obbligazionario in scadenza ad aprile”. Il punto è l’alto flottante (oltre il 50%) legato a questo titolo.

Da quanto emerge sulla stampa, da qualche giorno Rothschild, assieme a Paolo Calcagnini, nuovo capo della pianificazione e controllo finanziario, hanno avviato un negoziato serrato con le principali banche, guidate da Intesa Sanpaolo e Unicredit, per ottenere un bridge loan in tempi brevi da 500 milioni necessario per ripagare la prima tranche del bond da 1 miliardo totale su un monte complessivo di 3 miliardi.

A questo si aggiunga che dietro il profit warning di Saipem di due settimane fa ci sarebbero 500 milioni di euro di perdita su una commessa nel Mare del Nord per conto di Edf. Un valore che supera i 170 milioni annunciati lo scorso semestre e che si avvicina a quello dell’intera commessa. Lo indica Bloomberg ricordando che il progetto prevede l’installazione di 54 turbine eoliche al largo della costa orientale della Scozia.

La scorsa settimana Moody’s ha tagliato il rating a lungo termine del titolo da Ba3 a B1 in area speculativa (soggetto ad alto rischio e lo ha posto in osservazione per un altro downgrade) per “la maggior probabilità di dati sul credito persistentemente deboli”, al di sotto delle aspettative dell’agenzia di rating, nei prossimi 12-18 mesi.

Secondo Moody’s, l’annuncio di Saipem “aumenta il rischio di insolvenza perché i creditori potrebbero accelerare il rimborso di alcuni prestiti in essere, in assenza del sostegno degli azionisti, che potrebbe anche innescare un default incrociato su altri strumenti di debito”. Inoltre, i risultati attesi sui conti del 2021 “evidenziano il rischio di una più debole generazione di cassa e redditività nei prossimi 12-18 mesi, nonché la potenziale necessità di accelerare la ristrutturazione e il ridimensionamento delle attività”. Restano, quindi, “notevoli incertezze sul fatto che il supporto sarà sufficiente a ripristinare la fiducia dei clienti, dei partner finanziari e dei detentori del debito dell’azienda”, scrive Moody’s.

 

Analisi azioni: giù le mani dal tasto buy, quotazioni possono scendere ancora

Il titolo Saipem è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri (+2,66%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 1,1085, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un massimo a quota 1,1635, chiudendo non lontano a 1,1565.

Dall’annuncio del profit warning i corsi stanno perdendo il 40% e hanno continuato a scendere anche dopo. In casi come questi, solitamente, nella mente degli operatori scatta l’idea che a questi prezzi l’azione possa rappresentare una buona occasione d’ acquisto (strategia contrarian), immaginandosi uno scenario in cui i parametri della società verranno riportati a regime, almeno nel lungo termine. Sicuramente questo avverrà, ma è ancora troppo presto ed è meglio trattenersi: la riuscita dell’aumento di capitale (cui sono chiamati soprattutto i risparmiatori retail) non deve essere data per scontato.

Pertanto, non è consigliabile alcun acquisto, ma eventualmente accumulare titoli con prudenza (e stop stretti) solo qualora le quotazioni si avvicinassero alla soglia di 1 euro. L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 21.

 


L’andamento di breve termine del titolo SAIPEM

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