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Samsung: crolla utile nell’ultimo trimestre, quali le attese sull’azione?

Samsung: crolla utile nell'ultimo trimestre. Quali le attese sull'azione?

Sul mercato londinese è una giornata volatile ma al momento positiva per il titolo Samsung, che al momento mette da parte le deludenti news arrivate nelle ultime ore. Nello specifico il primo produttore mondiale di chip di memoria per smartphone e TV ha comunicato che gli utili nel periodo ottobre-dicembre del 2022 sono crollati ai minimi degli ultimi 8 anni, in scia ad una debolezza dell’economia globale che da una parte ha spinto al ribasso i prezzi dei chip di memoria e dall’altra ha frenato la domanda di dispositivi elettronici.

Nel dettaglio, il trimestre appena passato dovrebbe aver visto utili a 3,37 miliardi di dollari, in calo di quasi il 70% rispetto allo stesso periodo del 2021 e sotto le attese degli analisti che prevedevano un risultato superiore ai 4 miliardi di dollari. Ad impattare su questi numeri i prezzi dei chip di memoria Dram, usati nei Pc e negli smartphone, che sono scesi del 14% nel terzo trimestre mentre i prezzi dei chip flash Nand, impiegati nel data storage, sono diminuiti dell’8%. Nonostante tutto il management conferma comunque la volontà di triplicare la sua capacità di produzione di chip avanzati entro il 2027, per andare a soddisfare la forte domanda in ambito Hpc, automotivee e 5G.

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce lo studio del grafico nel breve e medio periodo.

 

 

Azioni Samsung: analisi tecnica e strategie operative

Nonostante le deludenti notizie riguardanti i conti trimestrali, è una seduta al momento all’insegna degli acquisti sulla borsa londinese per il titolo Samsung i cui prezzi si mantengono vicini alla soglia delle 1.150 sterline. Nel breve termine importate sarà una conferma oltre questi livelli, per vedere una prosecuzione del trend che potrebbe spingere i corsi in direzione dei massimi degli ultimi 6 mesi situati sulle 1.200 sterline. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere superate, si avrebbe non solo un miglioramento della struttura grafica del titolo ma al tempo stesso si aprirebbero le porte verso le 1.240 sterline e successivamente le 1.300 sterline.

Al contrario segnali di debolezza si materializzerebbero con discese sotto le 1.125 sterline e primi target ribassisti sui minimi di questa ottava posti sulle 1.075 sterline. Dal punto di vista operativo un’eventuale discesa sotto questi livelli andrebbe ad indebolire il titolo, con possibili estensione delle vendite fin verso le 1.000 sterline, con target intermedi situati sulle 1.025-1.030 sterline.

 

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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