Scale obbligazionarie: ecco come ottenere rendimenti di oltre il 5% - Borsa&Finanza

Scale obbligazionarie: ecco come ottenere rendimenti di oltre il 5%

Scale obbligazionarie: ecco come ottenere rendimenti di oltre il 5%

Un’opportunità di investimento interessante in un periodo storico in cui la Federal Reserve sta alzando i tassi d’interesse è quella di costruire le scale obbligazionarie. Di cosa si tratta? Parliamo di una strategia di portafoglio che protegge contro la volatilità dei tassi d’interesse e mira a sfruttare i rendimenti più elevati. In pratica il meccanismo è il seguente: si acquistano obbligazioni o fondi obbligazionari a breve scadenza e, quando giungono a maturazione, il capitale lo si reinveste in bond a scadenza più lunga. In questo modo la duration di portafoglio, che esprime la sensibilità delle obbligazioni alla variazione dei tassi d’interesse ed è minore per le scadenze brevi, viene mantenuta bassa e il reinvestimento comporta un rendimento maggiore se i tassi continuano a salire.

 

Scale obbligazionarie: le possibili strategie

In questo momento, vi sono diverse possibilità per sfruttare la strategia delle scale obbligazionarie. Una semplicissima riguarda i titoli di Stato USA. Attualmente, i rendimenti dei Treasury a sei mesi (4,7%) rendono molto di più rispetto a quelli a 10 anni (3,7%), perché gli investitori si stanno posizionando nella parte alta della curva vendendo i titoli a breve termine. Quando avviene questo è perché nel lungo periodo il mercato si aspetta che la Fed diventerà più accomodante con l’arrivo di una contrazione economica. Gli operatori di mercato potrebbero acquistare T-Note a breve e, alla maturazione, reinvestire il capitale a più lungo termine.

Un’altra possibilità è quella di utilizzare ETF BulletShares obbligazionari di società investment grade a scadenza 2023, 2024, 2025, creando quindi una scala triennale. La combinazione di questi tre fondi avrebbe un rendimento superiore al 5%, con una duration di 1,45 anni. Se i tassi rimanessero costanti o continuassero a salire, si potrebbe mantenere la scala triennale, reinvestendo a scadenza 2026 i proventi dell’ETF che giunge a maturazione nel 2023, ad esempio.

 

Due tipologie di rischi

Le scale obbligazionarie si prestano a due tipologie di rischi. La prima riguarda la discesa dei rendimenti sul mercato obbligazionario, ad esempio perché la Fed smette di alzare il costo del denaro. In tal caso, i prezzi salirebbero e il reinvestimento dei proventi sarebbe in titoli che rendono di meno. Tuttavia, le obbligazioni in essere potrebbero generare un apprezzamento del capitale se i rendimenti dovessero continuare a diminuire, compensando il minor rendimento atteso.

La seconda tipologia di rischio si riferisce al possibile richiamo da parte degli emittenti per rimborsare i titoli prima della scadenza, se i tassi scendono. In questo caso, gli emittenti infatti troverebbero conveniente chiudere con le obbligazioni emesse per rifinanziarsi a condizioni migliori. Se dovesse configurarsi una circostanza del genere, il piano degli investitori potrebbe essere compromesso, dal momento che sarebbero costretti a reinvestire a rendimenti più bassi. Non sono molte le obbligazioni richiamabili, e solitamente riguardano i bond high yield, ma per evitare questo rischio si potrebbero attuare le strategie delle scale obbligazionarie con i Treasury. Questi ultimi non presentano alcun pericolo di questo tipo, sebbene siano molto sensibili alle variazioni dei tassi d’interesse.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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