Schroders entra per la prima volta in Europa nel settore degli ETF attivi con due nuovi prodotti. Si tratta di un passo avanti importante per il gestore patrimoniale britannico, che mira a soddisfare la richiesta degli investitori di alternative più economiche rispetto ai fondi comuni di investimento, in un contesto in cui già hanno fatto il loro ingresso colossi come JPMorgan Chase e Fidelity. In questo articolo:
- Schroders: ecco come saranno i due ETF attivi
- Schroders: la nuova strategia aziendale
- La situazione degli ETF attivi in Europa
Schroders: ecco come saranno i due ETF attivi
Secondo quanto dichiarato oggi dalla società, gli ETF lanciati da Schroders in Europa investiranno rispettivamente in azioni e obbligazioni societarie investment grade. I veicoli forniranno l’accesso a strategie su asset di 24 miliardi di dollari con riferimento alle azioni e 3 miliardi di dollari riguardo le obbligazioni. Le commissioni totali risulteranno di 25 punti base. Si tratta di una cifra leggermente più alta rispetto ai migliori ETF passivi, ma più conveniente in confronto alle spese di gestione, distribuzione, sottoscrizione, rimborso e performance dei fondi comuni di investimento. Qui di seguito i due nuovi prodotti proposti da Schroders:
- Schroder ETFs ICAV – Schroder Global Equity Active UCITS ETF che renderà più accessibile la strategia QEP Global Core di Schroders, che conta un patrimonio gestito di 24 miliardi di dollari. L’obiettivo della strategia è ottenere una sovraperformance costante in diversi scenari di mercato, con un rischio relativo inferiore rispetto al benchmark Msci World. Dal suo lancio, la strategia ha sovraperformato in 20 dei 25 anni solari, registrando un rendimento relativo annualizzato dell’1% al lordo delle commissioni.
- Schroder ETFs ICAV – Schroder Global Investment Grade Corporate Bond Active UCITS ETF che amplierà l’accesso della strategia da 3 miliardi di dollari che combina ricerca fondamentale e strumenti sistematici per migliorare i rendimenti per gli investitori. In precedenza, era disponibile solo tramite mandati segregati. Il fondo mira a fornire un reddito e una crescita del capitale superiori all’indice Bloomberg Global Aggregate Corporate Index con copertura in dollari Usa. Il track record di sei anni mostra rendimenti relativi annualizzati dell’1,4%.
Schroders: la nuova strategia aziendale
Schroders ha lanciato i suoi primi ETF attivi nel 2016 in Australia, replicando la mossa negli Stati Uniti due anni più tardi. L’Europa è stata sempre vista con prudenza, per via degli svantaggi fiscali rispetto agli Usa. “La domanda è stata più lenta a svilupparsi in Europa, quindi abbiamo dovuto considerare le strategie più convenienti”, ha affermato Johanna Kyrklund, direttrice degli investimenti di Schroders. Negli Stati Uniti gli ETF attivi sono stati acquistati maggiormente dagli investitori retail, mentre nel Vecchio continente questi prodotti sono appannaggio di banche e gestori patrimoniali. Kyrklund ha aggiunto che l’azienda punta ad aumentare il numero di ETF attivi nel tempo.
L’ingresso di Schroders nel campo degli ETF attivi in Europa arriva nel mezzo di un rinnovamento della strategia aziendale sotto la guida del nuovo amministratore delegato Richard Oldfield. Il top manager sta provando a tagliare i costi e nel contempo a far crescere l’asset management nella gestione attiva sia per i clienti istituzionali che per il pubblico al dettaglio. In tale contesto, sta tenendo colloqui con Apollo Global Management, finalizzati a formare una partnership con cui il colosso del private equity reperirebbe asset per il gestore con sede a Londra.
La società quest’anno ha condotto un sondaggio su 995 investitori professionali di tutto il mondo, dal quale è risultato che l’80% degli intervistati è più propenso a ricorrere a strategie di gestione attiva nei prossimi 12 mesi. La tendenza è chiara. Alla fine del mese scorso Oldfield ha dichiarato in una nota che negli ultimi anni c’è stata “un’esplosione dei fondi passivi che non replicano indici generali, ma si concentrano invece su temi, stili, regioni o altre sottocategorie. Possono essere passivi, ma il processo che li vede utilizzati come elementi costitutivi di un portafoglio è decisamente attivo”. Pertanto, ora gli investitori “vogliono rafforzare la resilienza dei loro portafogli e intendono farlo diversificando tra aree geografiche, stili e asset class”.
La situazione degli ETF attivi in Europa
Il settore degli ETF attivi in Europa è in rapida espansione e i gestori patrimoniali stanno cercando di accaparrarsi una fetta di mercato più ampia. Secondo la società londinese white-label HANetf, il valore del settore sarà 10 volte quello attuale, passando da 100 a 1.000 miliardi di dollari. Per ora il mercato è dominato da JPMorgan. Ecco la top ten dei gestori di ETF attivi in Europa sulla base del patrimonio totale del fondo, con a fianco il volume in gestione al 23 settembre 2025 (dati Bloomberg):
- JPMorgan – 42 miliardi di dollari
- Fidelity – 8,4 miliardi di dollari
- Pimco – 5,1 miliardi di dollari
- Bnp Paribas – 4,5 miliardi di dollari
- BlackRock – 4,4 miliardi di dollari
- Vanguard – 2,1 miliardi di dollari
- Invesco – 2,1 miliardi di dollari
- Hsbc – 1,9 miliardi di dollari
- Dws – 1,4 miliardi di dollari
- Franklin Templeton – 1,2 miliardi di dollari









