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SeDeX e Cert-X, così cambia il modello di negoziazione

Un'immagine dall'alto di Palazzo Mezzanotte a Milano, sede di Borsa Italiana

L’ingresso di Borsa Italiana in Euronext, a seguito dell’acquisizione completata nell’aprile 2021, ha richiesto un notevole sforzo per l’integrazione dei sistemi di funzionamento dei due mercati finanziari, in precedenza separati. Uno dei passaggi più importanti è avvenuto l’11 settembre 2023, quando SeDeX ed EuroTLX (Cert-X) hanno completato con successo la migrazione sulla piattaforma di negoziazione Optiq.

Il passaggio ha portato modifiche rilevanti e benefici per chi opera sulle due piattaforme, dedicate a warrants e certificates, siano essi investitori o emittenti. “Il nuovo modello di negoziazione migliora la liquidità del mercato – ha commentato il direttore scientifico di ACEPI, Giovanna Zanotti – andando incontro ai favori degli investitori e degli emittenti ed è anche il risultato di una riflessione condivisa con ACEPI. Inoltre, l’ingresso di Borsa Italiana in ACEPI consentirà di rafforzare ulteriormente i legami tra il mercato e gli emittenti partecipanti all’Associazione con l’obiettivo di continuare in un percorso di crescita della liquidità e dei volumi del segmento di mercato dedicato ai certificati”.

In particolare, la migrazione di SeDeX ed EuroTLX ha portato all’introduzione di tre novità principali:

 

  1. Il modello Request for Execution (RFE);
  2. La centralità del ruolo dei Liquidity Provider (LP);
  3. L’estensione degli orari di negoziazione.

 

I primi due cambiamenti sono strettamente correlati tra loro in quanto il modello RFE attribuisce al Liquidity Provider un ruolo centrale nelle negoziazioni.

 

Come funziona il modello RFE

Il modello RFE ha portato a un cambiamento nella modalità di esecuzione degli ordini sul mercato. In caso di matching, ovvero di corrispondenza tra un prezzo in offerta e un prezzo in vendita, i Liquidity Provider hanno a disposizione tre opzioni per proteggersi dagli “arbitraggi di latenza”, ovvero le operazioni dei trader ad alta frequenza (HFT) che permettono a questi ultimi di ottenere guadagni free risk. La velocità di questi operatori, infatti, è tale da non dare il tempo al Liquidity Provider di aggiornare le offerte in bid e ask (vedi box).

In pratica, nel momento in cui un ordine aggressivo proveniente da un HFT si abbina a un’offerta preesistente, con il modello RFE il contratto non si chiude in automatico. Il sistema segnala al Liquidity Provider – proteggendo l’anonimato della controparte – la direzione dell’operazione (acquisto o vendita), il prezzo e la quantità richiesta.

Ricevute queste informazioni il LP può aggiornare le sue proposte inviandone di nuove, confermare quelle esistenti rinviandole o non fare nulla, lasciando scadere la segnalazione del sistema. Le tipologie di RFE disponibili per ogni singolo strumento negoziato, a scelta dei LP sono tre:

 

  • RFE con tempo massimo di risposta da parte del LP a 0,6 secondi;
  • RFE con tempo massimo di risposta da parte del LP a 3 secondi;
  • RFE disabilitato.

 

Nell’ultimo caso il matching tra due ordini diventa istantaneo. Si tratta di una soluzione offerta ai Liquidity Provider non soggetti al rischio di arbitraggio per ridotto numero di prodotti quotati o per le caratteristiche dei prodotti proposti.

Al termine di questo processo o alla scadenza del periodo massimo previsto per la risposta del Liquidity Provider, il sistema riprende ad abbinare proposte in acquisto e vendita secondo il criterio della priorità spazio tempo.

 

Liquidity Provider al centro del sistema

Il modello RFE tutela non solo i Liquidity Provider ma anche il pubblico degli investitori. Infatti, il ruolo centrale che viene assunto dal LP permette a quest’ultimo di non dover ridurre la liquidità e gli offre la possibilità di esporre proposte bid-ask più attraenti. Oltre a una maggiore liquidità sul mercato, il sistema consente agli emittenti di negoziare un maggior numero di strumenti.

La centralità del Liquidity Provider è evidente da alcune regole di svolgimento delle negoziazioni:

 

  1. Se il LP non è presente con la sua offerta nel book di uno strumento finanziario, le negoziazioni dello strumento vengono sospese;
  2. Le negoziazioni dello strumento vengono altresì sospese se mancano le due proposte bid e ask del LP oppure se è presente una sola quota ma il LP non ha dichiarato prima di essere presente solo in domanda (bid only);
  3. Quando la negoziazione è sospesa si può continuare a inserire, modificare e cancellare ordini. La negoziazione riprende quando il LP ripristina le sue quote;
  4. Le quote bid e ask esposte dal LP rappresentano i limiti all’interno dei quali un contratto può essere concluso. Se il LP ha espresso la volontà di quotare solo in domanda (bid only), il mercato calcola automaticamente un prezzo virtuale di offerta (Virtual offer price o VOP) calcolato sulla base di determinate regole e parametri;
  5. Per ogni strumento deve essere presente almeno un LP con una presenza minima sul book dell’80%;
  6. Il LP può operare sia in Bid-Ask che in Bid Only e può esporre una quantità minima pari a un controvalore di 5.000 euro.

Oltre a questi punti fondamentali che regolano il funzionamento del sistema, il LP dispone anche di ulteriori funzionalità e comandi per facilitare lo svolgimento delle negoziazioni.

 

Cosa sono gli arbitraggi di latenza

Gli arbitraggi di latenza sono dei guadagni sostanzialmente privi di rischio, realizzabili dai trader ad alta frequenza (HFT). Grazie alla loro velocità gli HFT riescono a effettuare le operazioni in intervalli temporali infinitesimali (low latency), battendo sul tempo gli altri trader e perfino i Liquity Provider. Grazie al collegamento intramarket offerto dallo Smart order routing, l’operatore ad alta frequenza riesce ad avvantaggiarsi delle discrepanze di prezzo che si possono creare su uno strumento finanziario a causa della frammentazione delle piattaforme di scambio, prima che queste discrepanze vengano corrette.

 

Trading non-stop dalle 8 alle 22

L’ultima novità introdotta dalla migrazione di SeDeX ed EuroTLX su Optiq è l’allungamento della fascia di negoziazione degli strumenti quotati. In precedenza limitata tra le 9:05 e le 17:30, adesso è estendibile dalle 8:00 alle 22:00. È il singolo emittente a decidere, per ogni suo ISIN, l’orario di negoziazione preferito scegliendo tra due orari di apertura, 8:00 o 9:05, e tre di chiusura: 17:30, 20:30, 22:00.

La netta preferenza degli emittenti va tuttavia alla fascia più estesa. Oltre l’80% dei prodotti sono quotati dalle 8:00 alle 22:00 e la quasi totalità degli strumenti di trading come i turbo certificates, i certificati a leva fissa e i covered warrant.

 

*a cura di Giovanna Zanotti, Direttore Scientifico di ACEPI.

 

 

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