La startup Cavela, azienda innovativa di San Francisco che ha messo a punto un sistema basato sull’AI per aiutare i brand di abbigliamento e accessori a dribblare gli impatti diretti dei dazi, ha chiuso un maxi finanziamento da 6,6 milioni di dollari. Il seed round è stato guidato da Xyz (la società di venture capital fondata da Ross Fubini) e Susa Ventures (fondo californiano specializzato nel seed-stage) con la partecipazione di Crossover Capital. Tra gli altri investors figurano Propel Venture Partners e Go Global Ventures.
Dietro Cavela, realtà nata nel 2023 quando l’introduzione dei nuovi dazi di Trump sull’importazione era ancora lontana, c’è il fondatore Anthony Sardain. Cresciuto in una famiglia impegnata nel settore manifatturiero, Sardain ha trascorso diverso tempo nel Sud-est asiatico dividendosi tra Malesia, Hong Kong, Thailandia, Singapore e Cina prima di conseguire un master alla McGill University e diventare un esperto di sourcing globale. È durante il periodo di lavoro a capo del team di analisi dei dati della startup Tierra che è nata l’idea di Cavela.
In questo articolo:
- Cosa fa Cavela, la startup che sfida i dazi con l’AI
- L’ottimizzazione dei processi e i casi di successo
Cosa fa Cavela, la startup che sfida i dazi con l’AI
Lanciata in collaborazione con alumni del Mit di Boston e di Harvard, Cavela aiuta le piccole e medie imprese – in particolare i marchi dell’abbigliamento – che si muovono in contesti produttivi globali complessi e ad alto rischio a superare i costi di produzione pre-dazi. Lo strumento software della startup è un agente AI completamente automatizzato che le aziende possono utilizzare per l’approvvigionamento end-to-end dei prodotti. Grazie all’evoluzione degli Llm, l’agente di Cavela automatizza la ricerca di fornitori premium in tutto il mondo e il processo di negoziazione dei prezzi.
L’intero processo si svolge in maniera fluida e rapida, evitando alle Pmi la necessità di avere un reparto dedicato al sourcing globale e di dover inviare centinaia di messaggi per la ricerca di forniture e la contrattazione dei prezzi. Il modello di Cavela permette ai clienti di caricare sulla piattaforma SaaS informazioni complete sui prodotti necessari, tra cui specifiche tecniche, progetti e tutti gli altri dettagli sull’articolo che desiderano produrre. Sulla base di queste informazioni, l’agente di intelligenza artificiale identifica una gamma di potenziali produttori tra oltre 200.000 fornitori in più di 40 paesi e contatta le fabbriche tramite WhatsApp, e-mail o sms per comprendere la capacità produttiva e i tempi di consegna e per fare una raccolta di preventivi.
L’agente AI ordina una serie di campioni per effettuare un controllo qualità in loco, sceglie il fornitore che soddisfa il matching con le richieste del brand e ottiene i prezzi migliori per il cliente. Il processo è gestito dall’inizio alla fine con tanto di supervisione logistica e spedizione al magazzino di destinazione. Bastano un paio di giorni per ricevere i primi preventivi. Il pagamento avviene attraverso una commissione sugli ordini andati a buon fine: sia per i marchi in crescita che per quelli affermati, la fase iniziale con la prova del software è completamente gratuita.
L’ottimizzazione dei processi e i casi di successo
L’irruzione dell’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il settore della moda, dalla progettazione e la gestione della supply chain fino alla produzione. Cavela permette ai marchi di ridurre in media i costi di produzione del 35% e al tempo stesso di migliorare la qualità finale dei prodotti. Non solo: la startup taglia gli sforzi di approvvigionamento di oltre il 90% rispetto ai metodi tradizionali. Le aziende che hanno provato la piattaforma riferiscono di aver trovato produttori che hanno realizzato beni a costi significativamente inferiori alla media, addirittura più bassi dei prezzi pre-dazi.
Sul suo sito ufficiale Cavela cita i casi di studio di clienti che hanno creato prodotti vincenti con l’applicazione della startup: i brand di abbigliamento Western Welder Outfitting (vestiti ignifughi per la sicurezza), Peach Surf (cappelli per proteggere dai raggi Uv) e Descansa (biancheria di lusso per gli hotel) e quelli di accessori FunLuvin’ Fleecewear (gonne, pantaloncini, coprimaterassini, coperte e cappelli per le escursioni), The Longhairs (shampoo naturale per capelli e cosmetica maschile) e Yana (cuscini per il corpo).
Chris Healy e Lindsay Barto, i co-founders di The Longhairs, raccontano che Cavela ha ridotto i loro costi attuali del 65%, mentre Liam Howlett, il direttore operativo di Western Welder Outfitting, sottolinea che i costi unitari del brand sono più bassi ora rispetto al periodo precedente l’introduzione dei dazi. Anastasia Alt, la fondatrice di Yana, fa sapere che prima dell’arrivo di Cavela conosceva soltanto due fornitori di alta qualità in Cina in grado di realizzare il loro body pillow: la startup ha sbloccato la loro crescita individuando sette fornitori qualificati e abbattendo i costi di produzione.
La concorrenza in questo specifico settore è forte: Cavela deve vedersela con un gigante come Alibaba (il colosso dell’e-commerce mette in contatto i brand con migliaia di produttori cinesi) e con una startup avviata come la newyorkese Pietra, one-stop shop per l’e-commerce che ha sviluppato un partner AI-based per le Pmi che trova fornitori, crea contenuti, gestisce influencer e molto altro. Il nuovo capitale arrivato dal seed round servirà a Sardain e soci per alimentare l’espansione e rafforzare l’intelligence degli agenti di sourcing.









