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Shell: utili da record, aumentano dividendi e riacquisti

Shell: utili da record, aumentano dividendi e riacquisti

Shell si allinea agli altri giganti petroliferi che hanno presentato i conti trimestrali nei giorni scorsi, realizzando un profitto record di 40 miliardi di dollari nel 2022, più del doppio rispetto all’anno precedente. Il precedente top era stato nel 2008, quando la major britannica aveva prodotto utili per 31 miliardi di dollari. I guadagni sono stati trainati dall’aumento dei prezzi del petrolio e del gas conseguenti alla guerra Russia-Ucraina, dai solidi margini di raffinazione e dalla forte performance delle attività commerciali dell’azienda.

Questi risultati eccezionali accendono i riflettori sul governo britannico, intenzionato a imporre nuove tasse per il settore energetico sugli extra-profitti conseguiti, anche perché l’azienda con sede a Londra ha annunciato l’aumento di dividendi e buyback. Shell ha affermato di aspettarsi costi contabili per 2,4 miliardi di dollari relativamente ai prelievi fiscali per lo scorso anno. “Intendiamo rimanere disciplinati offrendo al contempo rendimenti convincenti per gli azionisti”, è stata la dichiarazione dell’amministratore delegato Wael Sawan. Le azioni Shell segnano un incremento di valore del 2,5% a metà seduta alla Borsa di Londra.

 

Shell: i numeri della trimestrale

L’utile di Shell è stato da record anche con riferimento al solo quarto trimestre. Il risultato netto è ammontato a 9,8 miliardi di dollari, mentre gli analisti avevano previsto guadagni per 8 miliardi di dollari. Gran parte dei profitti deriva dalla divisione gas naturale liquefatto, che ha raggiunto i 6 miliardi di dollari di utili grazie alla volatilità dei prezzi del gas. Shell ha venduto 16,8 milioni di tonnellate di GNL rispetto ai 15,7 milioni di tonnellate del terzo trimestre. Quanto espresso dimostra “la forza del portafoglio differenziato di Shell, nonché la nostra capacità di fornire energia vitale ai nostri clienti in un mondo volatile”, ha dichiarato Sawan.

Tutto ciò copre la perdita che la società aveva registrato nel terzo trimestre e il forte calo dei volumi di liquefazione dovuti alle interruzioni negli impianti di GNL. Nell’ultimo quarto dell’anno, Shell ha investito molto nelle energie rinnovabili: 3,5 miliardi di dollari, corrispondente al 14% dei 24,8 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale. L’azienda prevede che nel 2023 gli investimenti raggiungeranno una cifra compresa tra 23 e 27 miliardi di dollari.

L’incremento degli introiti derivanti dal business di gas e petrolio ha permesso a Shell di abbassare in maniera importante l’indebitamento a 44,8 miliardi di dollari al 31 dicembre 2022, da 52,6 miliardi di dollari alla fine dell’anno precedente. Tra l’altro, grazie agli eccellenti risultati conseguiti, le svalutazioni derivanti dalle attività abbandonate in Russia sono passate in secondo piano.

 

Dividendi e buyback

Shell ha aumentato il suo dividendo del 15% nel quarto trimestre, rispettando quanto annunciato in precedenza. Si tratta del quinto aumento consecutivo, dopo che durante il periodo pandemico la cedola era stata tagliata di oltre il 60%. In aggiunta, il gigante energetico ha pianificato un nuovo riacquisto di azioni proprie per 4 miliardi di dollari nei prossimi tre mesi. Quest’anno ha già riacquistato 19 miliardi di dollari in azioni, quasi il doppio rispetto a quanto fatto nel 2019, prima che arrivasse il Covid a fermare tutto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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