Ocse, siamo il terzo Paese più indebitato al mondo
Cerca
Close this search box.

SIAMO IL TERZO PAESE PIU’ INDEBITATO AL MONDO

ocse

L’Ocse da’ i voti all’Italia sulla gestione pubblica nel rapporto “Uno Sguardo al Governo”. Il Belpaese non soddisfa: conti pubblici in cattivo stato, investimenti in calo, disparità di genere e scarsa fiducia nel governo

Non è una buona fotografia quella che viene scattata dall’Ocse all’Italia sul fronte della gestione pubblica. Attraverso il suo rapporto “Uno sguardo al Governo“, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, analizza i 36 Paesi che ne fanno parte.

Forse, amaramente e senza troppe sorprese, il nostro Paese si piazza al terzo posto tra coloro che sono più indebitati.

Cosa non va a “casa nostra”?

Cosa non quadra? Se pensiamo alla cosa pubblica, quasi niente, o comunque, tanto per non essere catastrofisti, si potrebbe dire che in poche cose sappiamo essere all’altezza dei nostri “competitor”. Conti pubblici in cattivo stato, pochi investimenti, ancora profonda disparità di genere con conseguente scarsa fiducia nel governo e insoddisfazione dei cittadini. Fortunatamente però ci sono aspetti tutto sommato positivi, come un sistema di controllo degli appalti pubblici tra i più avanzati, un netto miglioramento nella valutazione dell’impatto normativo e una discreta gestione delle risorse umane nella P.A.

L’Italia terza al mondo per peso del debito pubblico pro capite

Tasto dolente del Belpaese è il debito pubblico. Su questo fronte siamo al terzo posto per il peso pro capite con 62.667 dollari a parità di potere d’acquisto. Prima di noi il Giappone (oltre 90mila dollari) e l’America (65mila circa), contro una media Ocse di 53.600 dollari. Dal 2007 a oggi il debito pubblico è aumentato (nel 2007 era di 37.411 dollari a testa) del 2,4% su anno. Sui conti pubblici il deficit era al 2,4% nel 2017, per poi scendere nel 2018 al 2,1%. Facile comprendere come la situazione di accumulo del debito sia peggiorata post-crisi.

L’Italia è uno dei quattro Paesi Ocse, con Grecia (149%), Giappone (124%) e Portogallo ad avere una posizione netta negativa superiore al Pil: la nostra situazione finanziaria netta, ossia la differenza tra attività e passività, è negativa nella misura del 125% del Pil, contro una media Ocse di -70%.alitalia,

Altro capitolo dolente sono gli investimenti pubblici: nel 2018 sono stati pari al 2,1% del Pil, in calo dal 2,3% del 2017, a fronte di media Ocse del 3,1%. Estonia e Norvegia sono ai primi posti con oltre il 5%, ma più o meno ai livelli italiani ci sono anche Belgio, Spagna e Germania.

Il pubblico impiego

Secondo l’Ocse, il pubblico impiego in Italia è pari al 13,4% dell’occupazione totale, al di sotto della media, che è del 17,7%, con una contrazione che ha raggiunto il 2% nel 2012 rispetto al biennio 2007-2009. Ancora oggi sono diverse le condizioni dei lavoratori “privati” e “pubblici”, sia per la sicurezza del posto di lavoro sia per il trattamento previdenziale.

Le quote rosa sono servite? Più donne in Parlamento

Sono sempre state molto discusse e criticate, ma forse l’introduzione delle quote rosa a qualcosa è servita. La presenza femminile in Parlamento è oggi pari al 35,7%, superiore alla media Ocse che si ferma al 30,1%, anche se cala al 27,8% per le posizioni ministeriali (31% Ocse). Non possiamo ancora cantare vittoria su questo fronte, perché se è vero che la situazione è migliorata, è anche vero che per il bilancio di genere, l’Italia è sotto la media, con un indice di 0,24 contro lo 0,53 Ocse.

Ancora elevate le disparità di reddito: l’indice che misura le disuguaglianze (indice Gini) è di 0,52 in Italia (0,47 Ocse).

Gli italiani non hanno fiducia nella democrazia

I cittadini italiani non mostrano una fiducia spiccata nei confronti della democrazia e del Governo: siamo al 21% circa, il livello minimo dell’Ocse insieme alla Grecia, e meno della metà della media Ocse che è del 45%, con un calo di 10 punti rispetto al 2007. Solo il 10% degli italiani ritiene che le loro opinioni e bisogni incidano sulle decisioni prese dalle istituzioni pubbliche, contro il 37% Ocse e, ad esempio, il 74% della Svizzera. Gli italiani non sono soddisfatti nemmeno dei principali servizi pubblici: solo il 45% è contento della sanità contro il 70% della media Ocse, il 58% del sistema di istruzione contro il 66% e il 31% del sistema giudiziario contro il 56%.

Il capitolo della giustizia

Quando si parla della giustizia italiana si pensa subito ai tempi lunghissimi, che rallentano tutte le procedure. Nelle cause civili senza contenzioso, ad esempio, parliamo in media di 400 giorni contro i 21 giorni della Danimarca, tanto per citare un Paese virtuoso. I casi amministrativi hanno una durata media di 2 anni e mezzo. Consola ancora meno il fatto che peggio di noi ci sia solo la Grecia.

AUTORE

Picture of Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *