Nelle ultime due settimane le small cap a Wall Street hanno registrato la migliore performance dal 2022, con il Russell 2000 cresciuto del 7,78%. Ad attirare gli investitori verso i titoli a bassa capitalizzazione ha contribuito soprattutto l’aspettativa che la Federal Reserve abbassi a settembre i tassi di interesse con il calo dell’inflazione. Le società poco capitalizzate sono molto sensibili ai costi di finanziamento, perché la loro attività è sorretta proprio dal prestito. Di conseguenza, tassi elevati rischiano di spingere fuori dal mercato le aziende. Gli investitori hanno alimentato le attese che il divario tra la crescita degli utili delle large cap e delle small cap si riduca. Inoltre, la crescente probabilità di una presidenza di Donald Trump dopo le prossime elezioni statunitensi sta allontanando il mercato delle grandi aziende.
Small cap: ecco cosa aspettarsi ora
L’ottimismo del mercato sulle small cap sarà destinato a durare? Secondo David Kostin, strategist di Goldman Sachs, la rotazione verso le small cap a Wall Street continuerà, “a meno che il contesto economico non cambi sostanzialmente o i titoli tecnologici riportino un’altra serie di risultati strepitosi che spingono gli analisti ad alzare le stime sugli utili per l’intero anno”. Gli analisti del gestore patrimoniale olandese Robeco sono d’accordo, definendo quella delle small cap “un’opportunità pluridecennale per gli investitori”. Gli esperti osservano come questi titoli siano negoziati con uno sconto di oltre il 20% rispetto alle large cap, mentre il loro premio storico a lungo termine arriva fino al 30%.
Ci sono però almeno tre elementi da tenere in considerazione e che potrebbero rivelarsi dei venti contrari. Innanzitutto, come osserva Andrew Lapthorne, strategist di Société Générale, il rally delle small cap è stato guidato in gran parte dalla copertura delle posizioni corte degli hedge fund e non quindi da una diffusa tendenza del mercato all’acquisto. Questa rotazione potrebbe aver “fatto il suo corso”, sottolinea l’esperto.
In secondo luogo, bisognerà vedere quanto effettivamente la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse. Nel caso di atterraggio morbido dell’economia, non è escluso che la Banca centrale agisca con molta gradualità, quindi l’impatto potrebbe essere più limitato di quanto sperato.
Infine, una presidenza Trump non è detto che sia un beneficio per le piccole aziende. In realtà, il leader repubblicano ha intenzione di appesantire i dazi e di combattere l’immigrazione. Tutti elementi che, secondo alcuni analisti, potrebbero innescare processi inflazionistici. A quel punto sarà difficile che la Fed abbassi il costo del denaro per come si aspettano i fan delle small cap. Anche sul fronte degli stimoli fiscali, bisognerà comunque passare al vaglio del Congresso e la legislazione del 2017 non scade prima della fine del 2025.









