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SNB: FMI approva la mossa di tagliare i tassi di interesse

SNB: FMI approva la mossa di tagliare i tassi di interesse

Il Fondo monetario internazionale (FMI) elogia la scelta della Swiss National Bank (SNB) di tagliare i tassi di interesse. L’istituto di credito con sede a Washington ha considerato appropriata la mossa, in quanto la Banca centrale svizzera è riuscita a tenere sotto controllo l’inflazione, “comodamente compresa tra lo 0% e il 2%”. L’autorità monetaria guidata dal dimissionario Thomas Jordan che a settembre lascerà la carica di governatore, ha sorpreso tutti effettuando anticipatamente una svolta accomodante nella sua politica monetaria e portando il costo del denaro dall’1,75% all’1,5%. La SNB ha motivato l’intervento con previsioni sull’inflazione più basse rispetto a dicembre.

Ora, secondo l’istituto elvetico, le stime per l’indice dei prezzi al consumo si attestano all’1,4% per il 2024 (1,9% nelle previsioni di dicembre) e all’1,2% per il 2025 (1,6% a dicembre). La Banca centrale prevede anche un’espansione del PIL di circa l’1% quest’anno, citando il rischio di un indebolimento dell’attività economica all’estero e la perdita di slancio dei mercati immobiliari. “Le aspettative di inflazione a medio termine rimangono ben ancorate a circa l’1,2%”, ha affermato l’FMI. “La politica monetaria dovrebbe essere lungimirante e rimanere reattiva ai dati in arrivo sull’attività economica e sul contesto internazionale”.

 

SNB: altre considerazioni dell’FMI

L’istituto guidato da Kristalina Georgieva sostiene anche che la SNB deve aumentare gli sforzi per ridurre il proprio bilancio “sfruttando ogni margine di manovra”. Tutto questo “alla luce dei rischi connessi all’elevato patrimonio”. Sulla stabilità del sistema finanziario, l’FMI plaude agli interventi decisi dalla SNB nell’ambito dell’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, anche se “sono necessarie ulteriori misure”. Da quanto accaduto, osserva il Fondo Monetario Internazionale, “si dovrebbero trarre insegnamenti per la stabilità finanziaria e il quadro normativo di vigilanza”. Per questo si pone la necessità di “una maggiore regolamentazione”, in rapporto soprattutto “alle dimensioni e alla complessità delle attività globali della grande banca svizzera”.

 

Il rischio dei crediti immobiliari per le banche svizzere

Il sistema finanziario svizzero però in questo momento ha una spina nel fianco: il mercato immobiliare. L’allarme è stato sollevato dall’autorità di regolamentazione finanziaria Finma, che ha parlato ieri di un “potenziale di perdita significativo” per le banche svizzere in caso di correzioni sui mercati immobiliari. Sono molti gli istituti di credito che hanno un’esposizione di portafoglio importante ai prestiti immobiliari.

Secondo i dati della SNB, l’85% del volume del credito interno delle banche è rappresentato da ipoteche. Per questo Finma ha esortato le aziende di credito ad agire con prudenza. “Molte banche concedono troppi prestiti che non rispettano determinati criteri e ciò è in contraddizione con una passi di credito prudente, oltre a non essere nello spirito della regolamentazione e dell’autoregolamentazione del settore”, ha affermato l’autorità svizzera.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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