Società petrolifere: 4 bond da tenere d’occhio con il petrolio debole

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Nelle ultime settimane i prezzi del petrolio sono scesi, con la qualità europea Brent che è tornata sotto i 70 dollari al barile. Il Wti scambia invece a meno di 65 dollari al barile. Nel mese di agosto il primo ha perso oltre il 6%, il secondo circa il 7,5%. Il barile di petrolio è stato messo in difficoltà dal calo atteso della domanda negli Stati Uniti e dalle incertezze economiche globali generate dalle politiche commerciali dell’amministrazione Trump e dalla guerra tra Russia e Ucraina. In questo scenario le società petrolifere hanno sofferto più di altre. 

 

In questo articolo: 

 

  • Petrolio tra shock geopolitici e dinamiche di mercato
  • 4 società petrolifere da monitorare secondo Jupiter AM

 

Petrolio tra shock geopolitici e dinamiche di mercato

Nel contesto descritto, le società energetiche hanno sofferto più di altri settori, spingendo diversi investitori a riconsiderare le prospettive del comparto. “Lo scorso aprile è stato il mese più difficile dell’anno per i prezzi del petrolio” spiegano Adam Darling e Leon Wei, del team Fixed Income di Jupiter AM, i quali ritengono che le società più penalizzate siano stati quelle del settore energetico. Attualmente i prezzi del comparto sarebbero “a buon mercato su base relativa” e hanno spinto l’asset manager ad assumere una posizione “più costruttiva sull’esposizione al settore”.

Nonostante la considerazione sui prezzi “a buon mercato”, Darling e Wei adottano prudenza nella gestione del portafoglio obbligazionario e nella selezione dei titoli da inserirvi. “Abbiamo selezionato bond di società energetiche con solidi fondamentali creditizi, in grado di sopportare un prolungato periodo di prezzi bassi”. L’assunto alla base di questa scelta è che sia sempre difficile predire il punto di svolta di un mercato.

 

Quattro società petrolifere da monitorare secondo Jupiter AM

Sono quattro, in particolare, le azioni scelte dagli analisti di Jupiter AM che potrebbero mettersi in luce nel settore:

 

  • Karoon Energy
  • Saturn Oil & Gas
  • Azule Energy
  • Talos Energy

 

Karoon Energy, quotata in Australia e attiva con asset in Brasile e nel Golfo del Messico presenta una leva netta contenuta, un patrimonio adeguato e prospettive di free cash flow positivo, con un prezzo di pareggio stimato tra i 55 e i 60 dollari al barile sul Brent. La disciplina finanziaria, che prevede di mantenere la leva sotto 1,5 volte, ha giustificato l’investimento nelle obbligazioni “second lien” in scadenza 2029, nonostante la dimensione ridotta e alcuni rischi legati alla maturità degli asset brasiliani.

Un’altra posizione riguarda Saturn Oil & Gas, società canadese con asset onshore in Alberta e Saskatchewan. Le obbligazioni detenute, in scadenza 2029, sono supportate da una struttura finanziaria solida, flussi di cassa positivi attesi e protezioni creditizie aggiuntive legate alla natura garantita del bond e all’ammortamento obbligatorio. Anche ipotizzando un prezzo del Wti intorno ai 60 dollari, l’azienda dovrebbe mantenere una generazione di cassa sufficiente a ridurre progressivamente l’indebitamento.

Diverso il profilo di Azule Energy, joint venture paritetica tra Bp ed Eni focalizzata sull’Angola. La società beneficia della scala operativa e della solidità dei due azionisti di riferimento. Inoltre, nonostante l’esposizione a un mercato emergente, i rischi vengono mitigati dal fatto che i ricavi sono incassati offshore in dollari, riducendo la probabilità di controlli sui capitali o restrizioni valutarie. Per queste ragioni sono state inserite in portafoglio le obbligazioni con scadenza 2030, considerate particolarmente robuste in termini creditizi.

Infine, Talos Energy, quotata negli Stati Uniti e attiva nel Golfo del Messico, rappresenta un caso di resilienza. Fondata nel 2012, è sopravvissuta alle crisi energetiche del 2016 e del 2020, triplicando la produzione in dieci anni e mantenendo la leva sotto controllo. Pur operando in un’area soggetta a rischi normativi, la società dispone di un’adeguata scala, bilancio solido e prospettive di free cash flow positivo sulla base delle attuali curve forward delle materie prime. Le obbligazioni Talos sono così diventate parte integrante di una strategia di diversificazione nell’universo del petrolio.

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Redazione

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