Stellantis, il cambio di marcia

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Da inizio anno le azioni Fincantieri perdono oltre il 30% di valore, complici un p/e che si era portato su livelli molto elevati e i timori per il prezzo dell’energia. Gli esperti di Vontobel hanno analizzato nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti) quali sono i punti di forza che potrebbero giustificare una ripartenza dell’azione.

Marzo 2024-marzo 2026: un biennio durissimo per le sorti borsistiche di Stellantis, con le quotazioni nel periodo passate da oltre 27 euro ad azione ai 5,306 euro di poche settimane fa. Dietro questo crollo diversi fattori: la forte contrazione dei margini, il cash flow negativo, le ingenti svalutazioni da circa 22 miliardi di euro e la sospensione del dividendo nel 2026. Nel frattempo intorno alla casa automobilistica italo-francese molto è successo. In primis il cambio al vertice, con il passaggio di consegne dal portoghese Tavares all’italiano Antonio Filosa.

Arrivato al comando in un momento particolarmente complicato per tutto il comparto automotive europeo, il manager napoletano a poche settimane dal primo anno alla guida di Stellantis ha firmato il nuovo piano strategico. Denominato FaSTLAne 2030, prevede 60 miliardi di investimenti nel prossimo quadriennio. Impegni rivolti alla riproposizione dell’offerta commerciale, con oltre 60 nuovi modelli che dovrebbero essere sviluppati. Un restyling che vedrà concentrare il 70% dello sforzo nei quattro brand globali chiave: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. Questo anche per ottimizzare le economie di scala e migliorare su quella marginalità che nel piano dovrebbe ritornare al 7% dal -0,5% dello scorso anno.

Al di là dei numeri, la firma più importante di Filosa è il cambio di strategia: dal dogma dell’elettrico puro a un approccio multi-energia e all’efficienza del capitale. A regime la gamma di Stellantis includerà 29 modelli elettrici, ma anche 39 motorizzazioni tradizionali e 39 varianti ibride. Pur potendo beneficiare di quella crescita dei volumi dei veicoli elettrici che dallo scoppio del conflitto in Iran sta caratterizzando le immatricolazioni, questo cambio di strategia riduce la dipendenza dal solo comparto EV. I multipli, che dopo la contrazione dell’ultimo biennio sono diventati accattivanti specie in ottica prospettica considerando raggiungibili gli obiettivi del piano industriale, potrebbero essere un ulteriore stimolo per il mercato.

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Redazione

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