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Stellantis presenta il nuovo pick-uk EV, quali impatti in Borsa?

Stellantis presenta il nuovo pick-uk Ev. Quali impatti sull'azione?

E’ una settimana ricca di notizie quella attuale per Stellantis dopo le indiscrezioni che la vedrebbero insieme a Bmw in trattative con Panasonic per collaborare alla costruzione di impianti di batterie per veicoli elettrici in Nord America. La casa automobilistica guidata da Carlos Tavares ha annunciato che il nuovo pick-up elettrico Ram 1500 verrà costruito negli Stati Uniti. Quest’ultimo, che dovrebbe arrivare sul mercato americano alla fine del prossimo anno, sarà progettato su una nuova architettura progettata per veicoli elettrici a grandezza naturale, in grado di trainare fino a 14.000 libbre e trasportare un carico utile fino a 2.700 libbre. Inoltre verranno offerti ai clienti due opzioni full electric, tra cui un pacco batterie standard da 168 kWh la cui autonomia arriverà a 563 km o un pacco batterie opzionale da 229 kWh per un’autonomia massima di 805 km. Da sottolineare come il Ram 1500 può incrementare la propria autonomia di un massimo di 177 km in soli 10 minuti, grazie alla ricarica rapida da 800 VCC fino a 350 kW.

In occasione della presentazione del nuovo pick-up la società guidata da Carlos Tavares , che ha come obiettivo di essere carbon neutral entro il 2038, ha presentato anche la sua nuova Jeep Wrangler ibrida plug-in 2024, che  sarà disponibile nei modelli Sport, Willys, Sahara, High Altitude, Rubicon e Rubicon 392. Da ricordare che all’interno dell’ambizioso piano strategico Dare Forward 2030, l’intera gamma del marchio Jeep in Nord America entro il 2025 dovrebbe essere  elettrificata, mentre entro il 2030 il 50% delle vendite del marchio Jeep negli Stati Uniti sarà completamente elettrico.

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese per la nuova ottava per l’azione quotata alla Borsa di Milano. Con un calo di quasi il 3% è stata una settimana negativa quella appena passata per il titolo Stellantis, con i prezzi che si sono appoggiati sui primi supporti situati sulla soglia dei 16 euro. Nel breve termine importante sarà la tenuta di questi livelli, dove peraltro transita la media mobile a 50 giorni, per evitare che la nuova fase correttiva possa spingersi verso i 15,50 euro dove si andrebbe a testare la trendline rialzista che parte dai minimi di dicembre dello scorso anno. Nel caso in cui questi sostegni dovessero essere violati al ribasso, si avrebbe un indebolimento del quadro grafico, con possibili ulteriori discese in direzione dei 14,50 euro e successivamente l’area dei 14 euro.

Al contrario sarà solo superando i massimi di quest’ultima ottava situati sui 16,85 euro, che i corsi potrebbero prima andare a chiudere il gap-down lasciato aperto il 10 marzo in area 17,07 euro e a seguire spingersi in direzione dei top di periodo in area 17,80 euro. Dal punto di vista operativo l’eventuale superamento di questi livelli riattiverebbe il trend ascendente che si era innescato nel mese di ottobre dai 12 euro e che avrebbe un prossimo obiettivo ambizioso situato sui top del 2022 in area 19,30 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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