Stellantis: verso taglio dividendi 2025, le azioni crollano

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Le azioni Stellantis sono oggetto di una pioggia di vendite oggi alla Borsa di Milano. Mentre le contrattazioni si avviano alla chiusura, il titolo della casa automobilistica franco-italiana perde quasi 5 punti percentuali. L’amministratore delegato Carlos Tavares ha affermato ieri che nel 2025 non sono esclusi tagli alle remunerazioni degli azionisti. Per quest’anno il top manager ha confermato il programma su dividendi e buyback, ma ha sottolineato che per l’anno prossimo non si sa cosa potrà succedere. “I nostri impegni sono stati presi per il 2024 e saranno mantenuti. Il 2025 non è arrivato, vedremo cosa accadrà alla fine del 2024 per discutere e decidere sull’anno venturo”, ha detto durante una visita in una fabbrica francese.

Il sentiment degli investitori sul gruppo automobilistico è peggiorato vistosamente dopo il profit warning. Il responsabile delle relazioni con gli investitori, Ed Ditmire, aveva sottolineato in una telefonata con gli analisti che la politica dei dividendi era di distribuire un payout dal 25% al 30%, con la volontà di spostarlo nella fascia alta di tale intervallo. Tuttavia aveva precisato che al momento “è troppo presto per parlare del ritorno sul capitale”. Le dichiarazioni di oggi di Tavares  rafforzano un sospetto che ora è diventato quasi certezza.

 

Stellantis: gli analisti declassano le azioni

Stellantis quest’anno è stata la peggiore tra le case automobilistiche europee in termini di performance in Borsa, con le azioni che hanno perso oltre il 40% del loro valore. L’azienda sta  attraversando un momento di grande difficoltà. La situazione in Nord America preoccupa, perché le consegne sono scese del 20% su base annua nel terzo trimestre. Secondo Fim Cisl, la produzione in Italia potrebbe scendere sotto i 500 mila veicoli quest’anno dai 751 mila del 2023. A pesare sono soprattutto la concorrenza cinese e la tendenza dei consumatori a risparmiare sul prezzo.

Gli analisti non sono ottimisti sul futuro della società con sede a Hoofddorp, Olanda. In una nota Kevin Thozet, membro del Comitato investimenti di Carmignac, ha affermato che Stellantis è l’esempio delle difficoltà del settore automobilistico europeo in questo momento, anche e soprattutto in vista del voto di domani sull’introduzione dei dazi sulle auto elettriche cinesi. “I margini di profitto di Stellantis sono attesi in calo dal 5% al 10% per il 2024, indicando essenzialmente un risultato operativo pari a zero per la seconda metà dell’anno”, ha affermato Thozet. Questo significa “un consumo di capitale circolante di 10 miliardi di euro l’anno, il che mette a rischio i generosi dividendi e probabilmente il buyback”.

Barclays ha declassato le azioni Stellantis da equal-weight da overweight, tagliando le previsioni sull’EBIT per il periodo 2024-2026 del 33-45%. La banca londinese ha sottolineato come Natalie Knight, direttore finanziario dell’azienda, abbia confermato ampiamente le stime sull’EBIT a due cifre appena una settimana prima del profit warning. “Francamente, siamo ancora sbalorditi dall’entità del taglio in un così breve lasso di tempo”, hanno scritto in una nota gli analisti di Barclays, secondo cui la riduzione del free cash flow mette molti dubbi sul potenziale di dividendi e riacquisti.

Il downgrade di Barclays sopraggiunge a seguito di quello emesso da Bank of America a inizio ottobre, che ora vede le azioni Stellantis a 16 euro dai precedenti 21 euro. A esprimere negatività sul produttore automobilistico sono anche gli analisti di Bernstein, che riconoscono l’eccessiva compiacenza della gestione Tavares. Sotto il manager portoghese, “Stellantis è stata vista come un faro di gestione costruttiva, con grande attenzione al controllo delle scorte e ai prezzi”, hanno affermato gli esperti.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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