Il progetto della sterlina digitale potrebbe essere accantonato. La Bank of England sta diventando sempre più scettica sui piani per creare una Cbdc (Central Bank Digital Currency) e sta esortando le banche private ad accelerare le innovazioni di pagamento digitale che costituiscono una valida alternativa, secondo quanto riportato da persone vicine alla questione. In questo articolo:
- Sterlina digitale: perché la BoE potrebbe accantonare il progetto
- Come si stanno muovendo altri Paesi
Sterlina digitale: perché la BoE potrebbe accantonare il progetto
Il progetto della sterlina digitale è iniziato circa un paio di anni fa, quando i funzionari della Banca di Inghilterra e del Tesoro britannico ritenevano che una valuta digitale centralizzata fosse necessaria per garantire quella sicurezza e affidabilità che le criptovalute non erano in grado di dare. Tuttavia, questa convinzione è andata scemando nel tempo. Una recente ricerca condotta dalla BoE ha rilevato che i benefici derivanti dal lancio di una Cbdc stanno diminuendo, mentre si manifesta un calo di interesse da parte del comitato che discute il progetto. Anche il presidente della BoE, Andrew Bailey, lo scorso mese si è espresso freddamente in merito a una Cbdc rivolta alle famiglie, sebbene favorevole a una moneta digitale per le transazioni tra le istituzioni finanziarie. A ogni modo, si è detto “poco convinto” che ci sia bisogno di una nuova forma di denaro.
Le persone vicine alle vicende della BoE hanno riferito che la Banca centrale lancerà una Cbdc “solo se alla fine sarà giustificata”. Tuttavia, l’autorità monetaria è pronta a fare un passo indietro se le aziende private continueranno a implementare nuove tecnologie di pagamento elettronico. C’è anche un altro aspetto che la BoE potrebbe prendere in considerazione nella decisione se andare avanti o meno nella creazione di una sterlina digitale. Se durante i periodi di crisi gli investitori si riversassero nelle valute digitali garantite dallo Stato come forma di rifugio, ciò potrebbe sottrarre denaro ad altri settori del sistema finanziario mettendolo sostanzialmente in crisi. A questo si aggiungerebbero anche questioni attinenti alla privacy dei consumatori, che invece verrebbe garantita dalle valute digitali tradizionali.
L’emergere delle stablecoin, poi, potrebbe affossare definitivamente il progetto, ma su questo punto Bailey ha sollevato preoccupazioni. Il governatore infatti teme che una stablecoin lanciata da un Paese straniero o da un grande azienda tecnologica possa guadagnare popolarità nel Regno Unito, minando la fiducia delle persone nella valuta tradizionale. Questo sarebbe un incentivo per la BoE ad andare avanti nel suo progetto sulla Cbdc.
Come si stanno muovendo altri Paesi
Il tema di creare una propria valuta digitale centralizzata è meno sentito in alcuni Paesi rispetto a qualche anno fa. Il motivo principale è che nel frattempo è cresciuta la fiducia verso le criptovalute, avviate a un processo di maggiore istituzionalizzazione. L’ultima approvazione della Camera negli Stati Uniti dell’ampio disegno di legge sugli asset digitali ne è una dimostrazione. In particolare, la legge sulle stablecoin, divenuta definitiva con la firma del presidente Donald Trump, fornisce una regolamentazione chiara che il mondo crittografico aspettava da tempo. Contestualmente, un altro progetto di legge approvato (ma che ancora deve passare per il Senato) impedisce la creazione di una Cbdc da parte delle Federal Reserve a causa di preoccupazioni per la stabilità finanziaria.
Il mese scorso, la Corea del Sud ha interrotto il suo programma pilota di valuta digitale. L’istituzione che sembra convinta di portare avanti il lancio della propria moneta digitale è la Banca centrale europea, sebbene ancora vi siano dubbi sulle modalità di utilizzo per intermediari finanziari e commercianti, nonché sulla definizione dei limiti alla quantità di euro digitali detenibili per persona.









