Perché gli stock token di Robinhood sono sotto indagine in Ue

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Si è scatenata una tempesta intorno agli stock token di Robinhood, i discussi prodotti azionari tokenizzati rivolti agli utenti dell’Unione europea. A far nascere un’indagine ufficiale in merito a questi prodotti lanciati dalla piattaforma di trading al dettaglio e superapp guidata dall’amministratore delegato Vlad Tenev, è la lamentela di OpenAI che si è totalmente dissociata dall’operazione, negando qualsiasi connessione o forma di partnership con questo nuovo prodotto.

È da tempo che Tenev si spende per la tokenizzazione degli asset, convinto che tutti i beni fisici e finanziari, così come i progetti imprenditoriali e i mercati pubblici e privati, presto potranno essere trasformati in sostituti digitali scambiabili, abbattendo le barriere d’ingresso per ogni tipo di investitore. “Stiamo collaborando con la task force della Sec sulle criptovalute e con l’amministrazione e, in realtà, crediamo che non sia nemmeno necessario un intervento del Congresso per rendere concreta la tokenizzazione: la Sec può farlo e basta”, ha detto l’amministratore delegato di Robinhood a Cnbc in occasione della Bitcoin 2025 Conference di Las Vegas.

 

In questo articolo:

 

  • Cosa sono gli stock token di Robinhood
  • Perché i token azionari di OpenAI e SpaceX sono sotto esame
  • La replica della piattaforma di trading

 

Cosa sono gli stock token di Robinhood

Gli stock token sono contratti derivati negoziati bilateralmente tra Robinhood e gli investitori retail e fanno riferimento a titoli azionari o a fondi negoziati in Borsa. Quando si acquistano gli asset, non si comprano le azioni vere e proprie ma contratti tokenizzati che seguono il loro prezzo, registrati su una blockchain. Il valore degli stock token dipende quindi dalla performance del titolo o del fondo. L’esposizione è al mercato statunitense e gli acquisti avvengono in dollari. Non sono previste commissioni nascoste o spread aggiuntivi: solo lo 0,10% del tasso di cambio.

Gli stock token si possono acquistare, vendere o detenere esclusivamente su Robinhood: non è possibile inviarli ad altri wallet o piattaforme. È uno schema walled garden, ovvero giardino recintato: l’accesso all’asset è rigorosamente controllato e limitato dal proprietario. Ogni trasferimento avviene esclusivamente tra portafogli approvati, registrati con procedura di verifica Kyc (Know Your Customer: la verifica dell’identità del cliente) e Aml (Anti-Money Laundering: la verifica per prevenire il riciclaggio di denaro). L’interoperabilità con i protocolli DeFi è dunque limitata.

Nella sua library Robinhood conta oltre 200 stock token, inclusi quelli di colossi come Amazon, Apple, Microsoft, Nvidia e Vanguard. Sotto esame nell’Unione europea sono finiti i token azionari di OpenAI e SpaceX, l’azienda per l’intelligenza artificiale di Sam Altman e la società di Elon Musk per i viaggi nello spazio. Disponibili dal 30 giugno per gli utenti europei considerati “idonei”, le azioni tokenizzate delle due aziende private sono emesse sulla rete Arbitrum (una soluzione di scalabilità Layer 2 per Ethereum) prima di migrare su una blockchain proprietaria.

 

Perché i token azionari di OpenAI e SpaceX sono sotto esame

Nei giorni immediatamente successivi al lancio degli stock token, OpenAI ha postato un messaggio su X per segnalare che “questi ‘token di OpenAI’ non sono azioni OpenAI”. “Non abbiamo collaborato con Robinhood, non siamo stati coinvolti in questa operazione e non la approviamo. Qualsiasi trasferimento di azioni OpenAI richiede la nostra approvazione e noi non abbiamo approvato alcun trasferimento. Fate attenzione”, si legge nel tweet. Anche Elon Musk ha usato X per intervenire sulla questione, replicando al post di OpenAI. “Il vostro ‘equity’ è falso”, ha scritto Musk, tacendo però sull’inclusione dei token di SpaceX sulla stessa piattaforma.

Il post di OpenAI ha allarmato i regolatori europei: la Banca di Lituania ha avviato un’indagine per verificare la conformità legale degli stock token di Robinhood, che detiene una licenza di intermediazione e di gestione di criptovalute rilasciata proprio dalla Banca centrale lituana. L’istituto ha annunciato di voler valutare in maniera approfondita la conformità di questi strumenti alle normative europee.

“Abbiamo contattato Robinhood e siamo in attesa di chiarimenti sulla struttura dei token azionari di OpenAI e SpaceX e sulla comunicazione ai consumatori”, ha dichiarato a Cnbc Giedrius Šniukas, il portavoce di Lietuvos bankas. “Solo dopo aver ricevuto e analizzato queste informazioni saremo in grado di valutare la legalità e la conformità di questi specifici strumenti”, ha sottolineato Šniukas, aggiungendo che “le informazioni per gli investitori devono essere chiare, corrette e non fuorvianti”. L’ambiguità è dovuta al fatto che Robinhood non ha chiarito se abbia effettivamente acquistato azioni di OpenAI o SpaceX.

 

La replica della piattaforma di trading

Robinhood ha risposto alle obiezioni sollevate spiegando che i token offrono accesso ad asset privati ​​ma non sono strumenti azionari formali: gli stock token non sono azioni reali, si tratta di rappresentazioni digitali che replicano il valore delle azioni sul mercato tracciandone il prezzo. L’esposizione ai mercati privati è indiretta grazie alla proprietà di una società veicolo. Questi asset non assegnano diritti di voto o di proprietà legale agli investitori: semplicemente rispecchiano il valore dei titoli o dei fondi nel mercato privato.

L’obiettivo di Robinhood è coinvolgere giovani utenti, specialmente la Gen Z e i Millennial, e democratizzare l’accesso a mercati tradizionalmente impenetrabili, riservati a venture capitalist e grandi investitori. In attesa di sviluppi sulla controversa introduzione degli stock token nell’Ue e di riscontri da parte dei regolatori europei, l’azienda statunitense è sicura: la comunicazione fatta è chiara e corretta e i token azionari proposti sono strumenti conformi e sicuri.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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