Strategia 60/40: ecco perché a Wall Street può tornare a funzionare - Borsa e Finanza

Strategia 60/40: ecco perché a Wall Street può tornare a funzionare

Strategia 60/40: ecco perché a Wall Street può tornare a funzionare

La strategia 60/40 ha funzionato molto bene per tanti anni nel modello d’investimento degli operatori di mercato. La ragione è derivata dal fatto che detenere 60% di azioni e 40% di obbligazioni è servita a sfruttare il movimento rialzista degli assets più rischiosi grazie ai bassi tassi d’interesse, attutendo il colpo con la presenza dei titoli meno a rischio nelle situazioni turbolente dei mercati.

Lo scenario è completamente cambiato quest’anno, allorché entrambe le attività si sono mosse nella stessa direzione e al ribasso. Infatti, l’SPDR S&P 500 ETF ha perso circa il 20% nel 2022, mentre l’iShares Core U.S. Aggregate Bond ETF, che rappresenta il mercato dei bond investment grade, è sceso di quasi il 12% nello stesso lasso di tempo. Di conseguenza, la strategia 60/40 ha imbarcato acqua, subendo un rendimento negativo di circa il 18%, secondo una ricerca di Bespoke Investment Group.

Cosa abbia determinato questa nuova condizione è da imputare all’inflazione alta. Il carovita infatti ha costretto la Federal Reserve ad alzare i tassi oltre quanto era stato preconizzato alcuni mesi fa, spingendo i mercati azionari fortemente al ribasso per il timore che tale politica potesse innescare una recessione economica. Nel contempo le obbligazioni non hanno funzionato da tampone per due ragioni: la prima perché i tassi alti hanno fatto scendere le quotazioni dei titoli in portafoglio, poiché risulta meno conveniente detenere bond che rendono di meno rispetto a quelli di nuova emissione; la seconda in quanto un’inflazione alta riduce i rendimenti reali del reddito fisso.

 

Strategia 60/40: il ritorno in auge

Questo contesto potrebbe però cambiare adesso, secondo alcuni strategist e analisti, e il fattore chiave potrebbe essere proprio lo spostamento verso l’alto della curva dei rendimenti. Da tutto ciò ne scaturirebbe un miglior funzionamento della strategia 60/40 attraverso un equilibrio di portafoglio. Adam Hetts, responsabile della strategia di portafoglio per Janus Henderson, ritiene che le obbligazioni possono tornare a fungere da equilibratore con i rendimenti che salgono drammaticamente, in quanto riescono a fornire una protezione più economica.

L’analisi è avallata da Jan Loeys, strategist di JP Morgan, che in un rapporto di ricerca scrive che rendimenti obbligazionari irrisori al di sotto dell’inflazione significavano un risparmio maggiore per obiettivi futuri come la pensione oppure assumersi maggiori rischi con le azioni. Ora che i rendimenti sono aumentati, le famiglie potrebbero rimettere a posto il loro portafoglio con meno azioni e più obbligazioni.

John Higgins, economista capo di Capital Economics, sostiene che l’inasprimento della Fed potrebbe comportare una crescita economica più debole e quindi erodere gli utili aziendali oltre il consensus di Wall Street. Questo significa che gli investitori si metterebbero in fuga dalle azioni, privilegiando l’investimento obbligazionario. Il rischio crescente di una Fed più aggressiva è avvertito da Scott Minerd, Global Chief Investment Officer di Guggenheim Partners, che vede come risultato di tutto ciò un crollo precipitoso degli asset rischiosi come le azioni e il debito societario speculativo. A quel punto, l’allocazione di portafoglio si orienterebbe verso i Tresury Bond a scadenza più lunga.

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