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Tap to Pay di Apple arriva in Italia: come funziona l’iPhone al posto del POS

Un pagamento con Tap to Pay di Apple

Apple porta in Italia la funzione Tap to Pay: da oggi il sistema è abilitato nel nostro Paese e qualsiasi esercente che ha un’attività commerciale o libero professionista con Partita IVA può accettare pagamenti contactless di persona usando semplicemente il proprio iPhone. Il telefono diventa a tutti gli effetti un POS portatile grazie alla modalità “tocca per pagare”. Attivo già negli Stati Uniti e nel Regno Unito, in Australia, Brasile, Canada, Giappone e Taiwan, in Francia, Paesi Bassi e Ucraina, Tap to Pay offre quello che Jennifer Bailey di Apple definisce “un modo semplice, sicuro e privato per accettare pagamenti contactless”.

“Oltre 4,3 milioni di aziende di piccole e medie dimensioni in Italia svolgono da tempo un ruolo fondamentale per l’economia del Paese e, insieme a piattaforme di pagamento, sviluppatori e sviluppatrici di app e reti di pagamento, stiamo rendendo più facile che mai per le attività commerciali italiane di tutte le dimensioni accettare pagamenti contactless e continuare a far crescere il proprio business”, spiega la Vice President di Apple Pay ed Apple Wallet.

 

Tap to Pay di Apple è in Italia: come funziona

Con Tap to Pay è possibile pagare l’acquisto di un prodotto appoggiando semplicemente la carta o lo smartphone all’iPhone del negoziante o del titolare di un servizio. In sostanza, l’esercente utilizza l’iPhone al posto del POS per tutti i pagamenti elettronici. Una piccola grande rivoluzione per le aziende italiane di ogni dimensione. Il meccanismo di funzionamento è semplice: il lettore NFC integrato dell’iPhone si trasforma in un sensore capace di accettare la transazione da qualsiasi sistema, che sia la carta di credito, di debito o prepagata ricaricabile, lo smartphone, lo smartwatch, i wallet digitali Apple e Android. Al momento del pagamento, il negoziante o il professionista chiede al cliente o alla cliente di avvicinare all’iPhone lo strumento di pagamento preferito e la transazione viene completata in pochi secondi.

La sicurezza è garantita dal sistema messo a punto da Apple: i dati di pagamento sono protetti dalla stessa tecnologia che è implementata con Apple Pay. Ogni transazione è criptata e processata usando il Secure Element, uno speciale chip certificato che non si può leggere o copiare e funziona esclusivamente con l’app di fiducia per proteggere le informazioni personali e i dati bancari. Il processore comunica direttamente con i terminali di pagamento: in caso di hackeraggio dello smartphone, i dati non possono essere intercettati. Il numero della carta non è visibile al dispositivo dell’esercente e non vengono raccolti nomi, numeri e indirizzi del pagatore. Il triangolo è tra fornitore di servizi di pagamento dell’esercente, cliente ed emittente della carta: Apple non sa mai chi sta acquistando cosa perché i dati non sono memorizzati su dispositivi e server esterni.

 

Tap to Pay, iPhone diventa un POS portatile

Per usare Tap to Pay basta avere un iPhone da XS aggiornato all’ultima versione del sistema operativo. Attenzione, però: gli iPad non sono compatibili con Tap to Pay, nonostante vengano utilizzati spesso e volentieri come registratori di cassa per attività come bar, pub e ristoranti. Oltre all’iPhone, l’esercente o il professionista deve scaricare l’app iOS integrata nella soluzione di pagamenti mobili scelta che supporta il sistema. Volendo è pure possibile inserire un PIN. Il kit di sviluppo (SDK) è aperto a tutti gli sviluppatori di piattaforme e app che intendono supportare questa funzione, con tutte le informazioni del caso riportate sul sito ufficiale di Apple Developer. Non solo: Tap to Pay su iPhone è disponibile anche in tutti gli Apple Store italiani.

Rivolto esclusivamente ad una clientela business, Tap to Pay può essere sfruttato da numerose attività commerciali italiane: negozi di piccole, medie e grandi dimensioni che hanno bisogno di una cassa dinamica; punti vendita temporanei ed ambulanti che aprono per un periodo limitato di tempo o che si spostano di zona in zona, per esempio tra mercati, fiere ed eventi speciali; professionisti, lavoratori autonomi e ditte individuali con Partita IVA che esercitano a domicilio e insieme ai bonifici, vogliono accettare pagamenti con carte e wallet digitali; i controllori di bus e treni che possono fare i biglietti a bordo e i tassisti che possono far pagare una cosa semplicemente con un iPhone, senza portarsi dietro un terminale.

 

Sono previste commissioni?

No, non sono previste commissioni: Apple non chiede alcun extra sulle transazioni. Esercenti di negozi (dalle piccole attività ai grandi retailer) e liberi professionisti titolari di servizi non hanno bisogno di sottoscrivere un contratto per la fornitura del POS (portatile, fisso o wireless) che di solito prevede un costo di attivazione dell’hardware. L’innovazione di Apple è pensata appositamente per le piattaforme e le app di pagamento che vogliono smarcarsi dalla vendita del POS, uno strumento che rappresenta un costo per la maggior parte dei clienti (che magari hanno un iPhone già in tasca) e per gli stessi gestori.

Le piattaforme di pagamento che offrono Tap to Pay su iPhone agli esercenti loro clienti sono Adyen, myPOS, Nexi, Revolut, Stripe, SumUp e Viva. Prossimamente sarà la volta di Fabrick, Numia e Sella. Le carte di credito, di debito e prepagate accettate dipendono dalle singole banche emittenti, mentre Tap to Pay supporta tutti i circuiti: Visa e Mastercard (i due più diffusi a livello internazionale), American Express, Diners e Discover Global Network.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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