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Telecom Italia: obiettivo è ridurre il debito, cosa fare a Piazza Affari?

Telecom Italia: obiettivo è ridurre il debito, cosa fare a Piazza Affari?

L’amministratore delegato di Telecom Italia, Pietro Labriola, non perde occasione per ricordarlo: la priorità è quella di rimodulare e ridurre il debito monstre che al lordo supera i 31 miliardi di euro e che (per 17 miliardi e passa si tratta di prestiti obbligazionari) man mano che scade, con i tassi in aumento, è destinato a pesare di più sulle casse del gruppo. La strategia si divide in due fasi. La prima, quella più finanziaria, ha visto negli ultimi giorni la definizione di alcune operazioni non procrastinabili. Innanzitutto è stato chiuso con successo il collocamento di un bond a tasso fisso in Italia da 750 milioni dedicato agli investitori istituzionali. I proventi dei titoli saranno utilizzati per rimborsare le scadenze a breve termine, anche tramite offerte di riacquisto su prestiti obbligazionari esistenti. Ma se si considera che secondo i dati del primo trimestre 2023 il costo medio del debito Telecom Italia è pari al 4,8% mentre l’ultima obbligazione distribuisce cedola al 7,875%,, si può capire perché sia così urgente intervenire sul pesante rosso di bilancio.

Ma anche in Brasile le acque si muovono. L’assemblea degli azionisti di Tim Brasil Serviços e Participações, la holding di controllo della società brasiliana controllata da Tim ha, a sua volta, approvato l’emissione di un bond, non convertibile e destinato ad investitori istituzionali, da 800 milioni di euro. L’emissione obbligazionaria, spiega una nota, è finalizzata alle attività di rifinanziamento del gruppo. Telecom Italia, che per due anni è stata lontana dal mercato, valuterà ulteriori emissioni.

La due diligence di Kkr. La seconda fase, quella più operativa conta di chiudere il prima possibile l’operazione di cessione della rete al fondo Kkr, che è arrivato a offrire 23 miliardi (di cui due di earnout),) per l’asset infrastrutturale e che ha tempo fino a fine settembre, data in cui scade l’esclusiva, per migliorare la sua proposta. Ed è proprio dalla vendita della rete che Labriola conta di portare a casa le maggiori parte delle risorse per tagliare il debito. Procede la due diligence di Kkr e le ultime novità vedono Adia, il fondo sovrano di Abu Dhabi, in trattative con gli americani per aderire all’investimento. Non si tratta comunque di una novità. Perché il private equity Usa è solito interpellare alcuni grandi investitori che tradizionalmente partecipano ai suoi deal a partecipare alle nuove operazioni. Del resto anche con FiberCop, la società della rete secondaria di Telecom Italia, dove Kkr nel 2021 ha acquisito il 37,5%, Adia aveva partecipato con una quota vicina al 10%.

Il ruolo di Enterprise. Un’altra iniziativa, per adesso solo “sussurrata”, è quella di cedere più in parte che in toto Enterprise, il ramo d’azienda che comprende Noovle (Cloud), Olivetti (IoT) e Telsy (Cybersicurezza). La business unit è valutata 6 miliardi e occupa 5mila dipendenti, controllando una rete di 16 data center. Si è parlato di Engineering, mentre in passato è stata rifiutata un’offerta del fondo Cvc perché ritenuta troppo bassa. Ma sembra che in questo caso si possano aprire spiragli per operazioni di aggregazione più che di una vera e propria cessione degli asset.

 

Telecom Italia: quotazioni su Supertrend ma stentano a rimbalzare

Il titolo Telecom Italia è quotato a Piazza Affari e sembra essere impostato al rialzo nel medio termine, anche grazie alla performance positiva registrata nelle ultime sedute. Ma non è ancora sufficiente per entrare in acquisto con convinzione sull’azione. Dopo il massimo realizzato lo scorso marzo sul livello 0,3284, infatti, le quotazioni hanno intrapreso un andamento fortemente discendente che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente in area 0,2500 e rappresentato dall’importante indicatore Supertrend weekly. Da quel momento Telecom ha cominciato a lateralizzare in congestione (con pochi volumi e ridotti trading range giornalieri) senza mai riuscire a superare, nonostante qualche tentativo, il livello 0,2750.

Certamente il già citato supporto sta tenendo e, da regole di analisi tecnica, il prossimo movimento dovrebbe essere rialzista, ossia un rimbalzo, ma probabilmente è ancora troppo presto. Diventerebbe una scommessa, che potrebbe essere effettuata solo dagli investitori più aggressivi, sempre e comunque con size ridotte e orizzonte temporale piuttosto lungo.

Dal punto di vista operativo, pertanto, per i trader dinamici l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 0,2700 con target nell’intorno degli 0,3000 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte alla violazione di quota 0,2500 con obiettivo molto vicino al livello 0,2200. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 50.


L’andamento di medio termine del titolo TELECOM ITALIA

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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