Telecom Italia: ritorno al dividendo con il nuovo piano strategico

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Le azioni Telecom Italia sono in leggero calo oggi alla Borsa di Milano, dopo la presentazione da parte della società dei conti preliminari per il 2024 e del Piano strategico 2025-2027. Il gruppo di telecomunicazioni italiano ha riportato un margine operativo in crescita a doppia cifra lo scorso anno, mentre ha ridotto l’indebitamento netto. Da quest’anno l’azienda prevede una generazione di cassa, per cui nel triennio 2026-2028 sarà possibile il ritorno al dividendo.

“Il 2024 è stato un anno di grande trasformazione per il nostro gruppo, segnato dal completamento della cessione di NetCo e dal rafforzamento della nostra posizione nei mercati di riferimento”, ha dichiarato Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim. “Per il terzo anno consecutivo abbiamo centrato tutti gli obiettivi fissati, trasformando l’azienda in un gruppo più solido e focalizzato. Proprio oggi abbiamo portato a compimento l’ultimo tassello del piano presentato nel 2022, approvando la vendita di Sparkle al Mef e a Retelit”. Anche grazie all’incasso relativo a questa offerta, “puntiamo a ripristinare la remunerazione per gli azionisti dal 2026 e prevediamo, per il biennio successivo, un payout pari al 70% della cassa generata”, ha aggiunto il top manager.

Sul fronte degli obiettivi, Labriola ha specificato che il piano prevede una crescita media annua dei ricavi al 3%  e tra il 6 e il 7% per i margini, grazie al miglioramento delle attività domestiche e all’espansione in Brasile. “Siamo pronti a consolidare la nostra leadership, investendo sei miliardi di euro in tecnologia e innovazione per continuare a creare valore per tutti i nostri stakeholder” ha spiegato.

 

In questo articolo:

 

  • Telecom Italia: i risultati preliminari 2024
  • Il Piano strategico 2025-2027: gli obiettivi
  • Il ritorno al dividendo

 

Telecom Italia: i risultati preliminari 2024

Stando ai risultati preconsuntivi 2024 (il Cda si riunirà il 5 marzo per l’approvazione del bilancio d’esercizio), i ricavi totali di Telecom Italia sono risultati pari a 14,49 miliardi di euro, con una crescita del 3,1% rispetto ai 14,06 miliardi di euro del 2023. Tim Domestic ha realizzato un fatturato di 10,16 miliardi di euro (+1,5% a/a), Tim Brasile di 4,37 miliardi di euro, in aumento del +6,8% su base annua.

I ricavi da servizi sono ammontati a 13,50 miliardi di euro, registrando una crescita del 3,4% rispetto ai 13,05 miliardi di euro dell’anno precedente. In tale ambito, l’unità domestica è cresciuta del 2% a 9,31 miliardi di euro, mentre in Brasile si è riportato un aumento delle entrate del 6,6% a 4,22 miliardi di euro.

Nel 2025 il margine operativo lordo del gruppo ha registrato una forte crescita (+8,3% a/a) a 4,34 miliardi di euro mentre l’ebitda after lease (al netto dei contratti di leasing n.d.r.) è salito del 10,1% su base annua a 3,67 miliardi di euro. Le spese in conto capitale si sono attestate a 2,1 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi sul perimetro domestico. L’indebitamento finanziario netto rettificato after lease è sceso sotto 7,3 miliardi di euro, in calo di 0,8 miliardi di euro rispetto al valore immediatamente successivo al perfezionamento della cessione di NetCo. Questo grazie alla generazione organica di cassa del secondo semestre e alla cessione della partecipazione residua in Inwit, perfezionata a novembre.

 

Il Piano strategico 2025-2027: gli obiettivi

Per il periodo 2025-2027, Telecom Italia prevede un tasso di crescita dei ricavi del gruppo in media del 3% medio annuo, partendo da una base 2024 di 13,7 miliardi di euro. Inoltre stima per Tim Domestic ricavi in crescita tra il 2% e il 3% medio annuo nel triennio, da 9,4 miliardi di euro pro-forma del 2024. Con riferimento all’anno in corso, i ricavi di gruppo sono attesi in crescita tra il 2% e il 3%, mentre le entrate per Tim Domestic dovrebbero aumentare tra l’1% e il 2%. Nell’arco del piano fino al 2027, il mol after lease di gruppo è visto in crescita tra il 6% e il 7% in media all’anno, da 3,6 miliardi di euro pro-forma del 2024. Considerando solo il 2025, tale valore dovrebbe crescere circa del 7%.

Il Capex del gruppo è stimato al 14% circa dei ricavi 2025, con riduzione a circa il 13% nel 2027. Nell’arco del triennio, tali spese ammonteranno a circa 6 miliardi di euro, con focus su 5G, data center, IoT e intelligenza artificiale. L’azienda si è impegnata a ridurre l’indebitamento, portando il rapporto debito netto/ebitda after lease a un livello inferiore a 1,9x nel 2025, mentre per il biennio 2026-2027 si è posta come obiettivo quello di condurre la leva potenziale a 1,1x.

 

Il ritorno al dividendo

Una buona notizia per gli azionisti arriva dal possibile ritorno al dividendo di Tim. Il gruppo punta per il 2026 e il 2027 a remunerare i soci con un importo pari a circa il 70% dell’equity free cash flow after lease generato, al netto dei dividendi per le minoranze di Tim Brasil. Questo significa una remunerazione di circa 0,5 miliardi di euro nel 2027 e circa 0,6 miliardi di euro nel 2028. Inoltre, gli azionisti potrebbero ricevere un ulteriore introito dalla vendita di Sparkle. Questa remunerazione corrisponderebbe a circa il 50% dell’incasso, ossia a 0,35 miliardi di euro.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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