Tencent compie un passo importante nel campo dell’intelligenza artificiale presentando un nuovo modello in grado di essere più performante dell’R1 di DeepSeek. Si tratta dello Hunyuan Turbo S, che risponde in un secondo alle richieste degli utenti laddove altri modelli “hanno bisogno più tempo per pensare” prima di rispondere, ha scritto Tencent in un comunicato. L’AI (Artificial Intelligence) del gigante tecnologico cinese riesce a generare risposte istantanee, riducendo la latenza della prima parola del 44%.
La società ha affermato anche che le capacità di Turbo S corrispondevano a quelle di V3 di DeepSeek (la piattaforma precedente a R1), quando sono state testate su aree come la conoscenza, la matematica e il ragionamento. Inoltre, Tencent ha comunicato che i costi per l’utilizzo del suo modello sono inferiori rispetto a quelli dei suoi prodotti precedenti. Questo può essere considerato un aspetto importante nell’ambito della strategia dell’azienda di allinearsi all’approccio low-cost e open-source di competitor come DeepSeek.
Tencent: come si presenta nell’arena dell’intelligenza artificiale
La battaglia per la supremazia sull’intelligenza artificiale si sta facendo più serrata. Non solo DeepSeek ha scatenato una competizione selvaggia a livello internazionale, con le Big tech americane che devono difendersi dalla sua irruzione, ma ha creato un ambiente altamente concorrenziale nella stessa Cina. Tencent, Alibaba e Baidu stanno facendo a sportellate per ritagliarsi uno spazio maggiore in un mercato che non ammette passi falsi.
DeepSeek è piombata sul settore AI il 27 gennaio scorso, quando ha proposto un modello altamente performante ma a costi più bassi rispetto a quelli dei migliori sulla piazza. Tanto è bastato per seminare il panico nella Silicon Valley americana, dove OpenAI e Meta Platforms finora hanno esercitato la supremazia assoluta. Le grandi aziende tecnologiche statunitensi stanno spendendo decine di miliardi di dollari per l’intelligenza artificiale, mettendo sotto pressione i propri bilanci. Gran parte di questa spesa è costituita dai chip di fascia alta molto costosi di Nvidia. DeepSeek utilizza processori di secondo livello del gigante di Santa Clara per via delle restrizioni del governo americano sull’export alle aziende cinesi. Soprattutto, adopera una quantità molto più bassa di tali processori, con un risparmio di costi notevoli. Questo mette nelle condizioni i competitor a stelle e strisce di dover rivedere la propria politica di spesa.
Tencent sta cercando di seguire lo stesso percorso di DeepSeek. Finora sotto il profilo delle prestazioni ha dimostrato di essere competitiva. Bisognerà vedere fino a che punto lo sarà dal punto di vista del risparmio dei costi. Lo stesso discorso può essere fatto per l’altro gigante cinese Alibaba, che ha anche intrapreso la strada dell’open source. Recentemente il colosso di Hangzhou ha rilasciato il Qwen 2.5 Max, una nuova versione del suo modello AI, che è più performante di Llama di Meta Platforms e di V3 di DeepSeek.









