È Teresa Anjinho la nuova Mediatrice europea. L’ex parlamentare portoghese ha battuto la concorrenza dei due candidati italiani, il docente e saggista Emilio De Capitani (direttore esecutivo del Fundamental Rights European Experts Group, già responsabile per le relazioni istituzionali e il coordinamento legislativo e segretario della Commissione Libertà civili del Parlamento europeo) e il docente e accademico Marino Fardelli, attuale Difensore civico della Regione Lazio ed ex consigliere regionale. L’Eurocamera ha eletto Anjinho con 344 voti a favore; a Fardelli e De Capitani sono andati rispettivamente 14 e 6 voti.
Mediatore europeo: chi è e cosa fa
L’European Ombudsman è una figura dell’Unione europea istituita dal Trattato di Maastricht: il suo compito è indagare sulle denunce di cattiva amministrazione nell’azione degli organismi dell’UE (ad eccezione della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado nell’esercizio della funzione giurisdizionale) ed esaminare questioni sistemiche e strutturali con le maggiori istituzioni comunitarie. Paragonabile al difensore civico italiano, il Mediatore riceve le denunce di cittadine e cittadini, persone fisiche o giuridiche, enti e organizzazioni con sede nell’Unione e agisce in completa indipendenza e autonomia da ogni potere, incluso l’Europarlamento.
Oltre che condurre le indagini che ritiene opportune e avvertire il Tribunale di primo grado o la Corte di giustizia in caso di esito positivo, il Mediatore europeo fornisce raccomandazioni, elabora relazioni speciali e propone soluzioni su un ampio spettro di problematiche, in particolare l’accesso ai documenti, le questioni etiche, la gestione dei fondi, i diritti fondamentali, le denunce d’infrazione e le questioni relative alle assunzioni e al personale dell’UE. Tra le indagini principali svolte nel corso del 2024 spiccano il rifiuto della Commissione europea di concedere l’accesso pubblico ai documenti relativi alla proposta di legge sull’intelligenza artificiale e quello dell’Agenzia per i diritti fondamentali di concedere il pieno accesso ai documenti relativi ad alcuni centri di accoglienza per migranti.
Il Mediatore ha sede a Strasburgo e viene eletto dal Parlamento europeo per la durata della legislatura con mandato quinquennale rinnovabile. L’Eurocamera non ha la facoltà di rimuoverlo dall’incarico, ma può soltanto presentare un ricorso alla Corte di giustizia per chiederne le dimissioni. Dal 2015 ad oggi sono stati eletti tre Mediatori: il finlandese Jacob Söderman, in carica dal 1995 al 2003; il greco Nikiforos Diamandouros, secondo Ombudsman dal 2003 al 2013; l’irlandese Emily O’Reilly, in carica dal 2013 e alla quale subentrerà Teresa Anjinho a partire dal 27 febbraio 2025.
Chi è Teresa Anjinho, la nuova Mediatrice europea
Nata a Coimbra nel 1974, Teresa Anjinho è un’esperta indipendente di diritti umani e fa parte dell’OLAF, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode. Ricercatrice accademica, si è laureata in Giurisprudenza all’Universidade de Coimbra e ha ottenuto il Master europeo in diritti umani e democratizzazione (parte del Global Campus of Human Rights – GC) all’Università di Padova. Dopo essersi specializzata in diritto penale europeo con un corso in European Criminal Law alla Maastricht University, Anjinho ha collaborato con diversi centri di ricerca e con le università di Lisbona e Coimbra occupandosi di studi sul diritto internazionale pubblico, sul genere e la parità.
Ambasciatrice dell’Aliança ODS Portugal, la piattaforma promossa dal Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, Teresa Anjinho è stata difensore civico e viceprocuratrice generale della Giustizia portoghese dal 2017 al 2022, responsabile dei dipartimenti ambiente, edilizia, cultura e servizi pubblici essenziali, sicurezza e giustizia, istruzione, salute e altri diritti fondamentali. In seguito a questo incarico, è stata nominata per due volte dall’ENNHR (European Network of National Human Rights Institutions) per rappresentare l’Europa al Working Group della GANHRI (Global Alliance of National Human Rights Institutions) su business e diritti umani.
Nel Parlamento portoghese Anjinho è stata deputata dal 2011 al 2015, eletta tra le fila del Partito Popolare (CDS-PP) nella circoscrizione di Aveiro. In questi quattro anni ha fatto parte delle Commissioni per le questioni costituzionali e i diritti umani, l’uguaglianza e gli affari esteri e della Commissione d’inchiesta sul caso della Banca Espírito Santo, il più grande istituto portoghese fallito e salvato dalle casse dello Stato con il Fundo de Resolução. Nel 2015 è stata Sottosegretaria alla giustizia del secondo governo Passos Coelho, passato alla storia come l’esecutivo più breve della repubblica portoghese, durato appena 31 giorni.
Di cosa si occuperà la Ombudswoman EU dal 2025
Eletta Mediatrice europea al secondo turno di votazione superando l’olandese Reinier van Zutphen, la estone Julia Laffranque e l’austriaca Claudia Mahler, Teresa Anjinho interverrà su tre aree principali nel suo primo mandato: il rafforzamento delle denunce individuali, in particolare quelle che provengono da gruppi vulnerabili e sottorappresentati; il potenziamento delle indagini di propria iniziativa, essenziali per far emergere incongruenze all’interno delle istituzioni europee e richiamare l’attenzione pubblica su questioni strategiche; la promozione di partenariati con gli uffici nazionali di mediazione, la società civile, le istituzioni accademiche e i centri di ricerca.
Nel suo primo intervento ufficiale dopo il voto del Parlamento europeo, la sua predecessore Emily O’Reilly si congratula con Anjinho per essere stata eletta Mediatrice europea. “Questo Ufficio è fondamentale per garantire che l’amministrazione dell’UE rimanga trasparente e responsabile nei confronti dei cittadini e le auguro ogni successo nel ruolo. Mi congratulo inoltre per il duro lavoro svolto dagli altri candidati che hanno partecipato alle elezioni e auguro loro tutto il meglio”, dichiara in una nota O’Reilly, che rimarrà Mediatrice fino alla cerimonia di giuramento della collega presso la Corte di giustizia il prossimo 27 febbraio.









