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Tetto al debito USA: 3 scenari in caso di default

Tetto al debito USA: 3 scenari in caso di default

La questione del tetto al debito USA (leggi qui) entra questa settimana in una fase critica. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e i leader dei repubblicani e dei democratici si incontreranno nuovamente nella giornata di martedì. Le ultime dichiarazioni dell’inquilino alla Casa Bianca lasciano filtrare qualche speranza che la faccenda riesca a risolversi nel breve termine. “Penso che saremo in grado di fare un accordo”, ha dichiarato ieri Biden ai giornalisti.

La situazione però è ancora molto ingarbugliata. I repubblicani non accettano nemmeno di sedersi al tavolo della trattativa senza la disponibilità di Biden a tagliare la spesa pubblica. Mentre per quanto riguarda l’altra grande questione, ovvero la rinuncia del governo agli incentivi green per disincentivare l’utilizzo dei combustibili fossili, sembra che la posizione della destra americana si sia ammorbidita. Nel frattempo Donald Trump cerca di soffiare sul fuoco, istigando i suoi colleghi di partito a non votare alcun innalzamento o sospensione al tetto al debito USA se tutte le condizioni non verranno accettate.

Il presidente Biden, dopo aver provato a imporre un diktat ai repubblicani, ora appare pronto a qualche compromesso sul fronte del taglio alla spesa pubblica. Off-limits invece rimane la questione energetica: il presidente USA non è disposto a ritoccare l’Inflation Reduction Act.

 

Tetto al debito USA: le conseguenze di un default

Il tempo per raggiungere un’intesa sta per scadere, soprattutto se si pensa che le posizioni sono ancora molto distanti. Il segretario al Tesoro Janet Yellen ha indicato nel 1° giugno la data oltre la quale gli Stati Uniti non sarebbero più in grado di sostenere la spesa pubblica. Uno scenario di questa portata avrebbe effetti dirompenti, per quanto Trump abbia cercato di minimizzarli nei giorni scorsi.

I titoli del debito USA sono un sostegno per il sistema finanziario globale, in particolare sotto forma di garanzie fornite alle operazioni su derivati, mutui, materie prime e altri strumenti finanziari. In sostanza, le istituzioni finanziarie potrebbero chiedere alle controparti di sostituire le obbligazioni inadempienti con altri asset, in un clima di elevata volatilità, impennata dei rendimenti e crollo dei prezzi obbligazionari e azionari.

Gli Stati Uniti incontrerebbero grandi difficoltà a rifinanziare il debito in futuro se macchiati da un precedente che non si è mai verificato prima nella storia del paese, a meno di emettere titoli con rendimenti elevatissimi. Un default metterebbe in crisi anche gli intermediari del trading, con la volatilità impazzita che potrebbe mandare in corto circuito le piattaforme a causa dei movimenti violenti dei prezzi.

 

Ecco 3 scenari possibili se ci sarà default

Per quanto sembri difficile credere che gli Stati Uniti vadano in default, questa eventualità non può essere esclusa. La Securities Industry and Financial Markets Association (SIFMA) ha preso in considerazione alcuni scenari. Nel primo il Tesoro non dichiarerebbe del tutto default ma rinnoverebbe di giorno in giorno i titoli in scadenza permettendo al mercato di continuare a funzionare.

Nel secondo, il più drammatico, il Dipartimento del Tesoro non riuscirebbe a estendere le scadenze e le obbligazioni non potrebbero essere più negoziate. Si tratterebbe di un default definitivo che potrebbe avere conseguenze catastrofiche.

Nel terzo scenario si verrebbe a creare un mercato dove verrebbero negoziati i titoli del Tesoro non pagati. Si tratta di un piano elaborato alla fine dello scorso anno dal Treasury Market Practices Group, un gruppo industriale sponsorizzato dalla Federal Reserve di New York.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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