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Threads, cos’è e come funziona il social di Meta che entra nel fediverso

La grafica dell'app di Threads

È nato ufficialmente Threads, il nuovo social network di Meta Platforms. Il colosso di Mark Zuckerberg sfida apertamente Twitter del rivale Elon Musk sul suo stesso terreno: il micro-blogging in tempo reale per veicolare notizie e informazioni affidabili, la comunicazione istantanea basata principalmente sui contenuti testuali, l’approfondimento su qualsiasi tema possibile. Il team di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger ha l’ambizione di sviluppare un’applicazione conversazionale “gestita in modo sano”, come ha spiegato il chief product officer Chris Cox lanciando una frecciatina a Musk.

“Ci vuole un’app per la conversazione pubblica con più di un miliardo di persone. Twitter ha avuto la possibilità di farlo ma non ci è riuscito. Noi speriamo di sì”, sono state le prime parole postate da Zuckerberg sulla piattaforma. “Speriamo che possa essere un luogo aperto e accogliente per le discussioni”, ha aggiunto Adam Mosseri, l’amministratore delegato di Istagram. Se siete curiosi di sapere come funziona Threads, in questa guida trovate tutte le risposte alle vostre domande in merito.

 

Threads, cos’è e come funziona il nuovo social

Disponibile da giovedì 6 luglio, Threads è un social “simile ma diverso” da Twitter: gli utenti possono pubblicare post brevi in cui fornire informazioni e notizie, commentare l’attualità, menzionare altre persone e inserire link pubblici. La particolarità di Threads è la sinergia con l’ecosistema Meta (la sua rampa di lancio) e la connessione al fediverse, l’insieme di reti sociali federate e decentralizzate come Mastodon che possono comunicare tra loro. Lo scopo è fare in modo di seguire persone presenti su altre piattaforme del fediverso e favorire la formazione di mini-comunità con propri standard e politiche di moderazione.

Chi è già su Instagram può utilizzare lo stesso account anche per Threads (che però ha funzionalità distinte da quelle di IG) e importare sia la lista dei follower al proprio profilo che delle persone e pagine che segue. Non solo: sfruttando il protocollo ActivePub, gli utenti di Threads hanno la possibilità di interagire con quelli di altri strumenti decentralizzati come appunto Mastodon, Friendica e Hubzilla.

La grafica dell'app di Threads
Ecco come appare la grafica dell’app di Threads (foto: Meta Platforms)

 

Sul piano pratico, Threads funziona proprio come Twitter. La grafica è essenziale, i messaggi (i threads) hanno un numero limitato di 500 caratteri e appaiono sul profilo personale e nella home del social. Si può rispondere ad altre persone partecipando a una discussione, inserire i like, rilanciare i post (il termine è reposts) e seguire i profili degli altri, settare il profilo in modalità pubblico o privato, tenendo anche l’account Instagram privato e quello Threads pubblico. Gli utenti possono effettuare ricerche, seguire o bloccare qualcuno, limitare o segnalare gli altri, filtrare le risposte che contengono determinate parole. In alto sul profilo, toccando o cliccando sul logo di Threads, si cambia il colore di fondo della pagina, passando dal bianco al nero.

Inoltre è possibile allegare alle parole le foto, i video (la durata massima consentita è di 5 minuti) o le gif animate attraverso apposite icone che compaiono mentre si scrive. Da Instagram si possono importare username, nome e immagine del profilo, biografia, link, follower e profili seguiti. Quanto al fediverso, un profilo Threads può seguire ed essere seguito da persone che usano diversi server della rete. Per gli utenti “estranei” al social, al nome utente visualizzato su Threads viene aggiunto il nome dello specifico server.

Su Threads non si possono mandare messaggi privati. Un’altra criticità segnalata nelle ore successive al suo lancio è l’apparizione nel feed di post provenienti da persone non seguite o da account casuali. Purtroppo, almeno per il momento, domina l’algoritmo: non c’è modo di vedere solo i post delle persone che si seguono. Meta non ha nemmeno indicato se in futuro offrirà questa opzione.

 

Che significa Threads?

Letteralmente, oltre che i fili che compongono una trama, thread in inglese significa discussione. Nel gergo dei social, in particolare di Twitter, il thread è la discussione formata da più di un singolo post. Su Twitter, il thread è un approfondimento che un utente compone con una serie di tweet legati tra loro. I singoli cinguettii appaiono accorpati nella timeline e collegati da una linea che indica l’appartenenza allo stesso discorso.

Threads sfrutta quest’architettura che è stata lanciata su Twitter nel 2017 e la imposta come struttura di base: un flusso omogeneo di solo testo che trasforma la conversazione su qualsiasi argomento o notizia di tendenza in un racconto più digeribile e meno schizofrenico, sia per chi scrive che per chi legge. Il feed principale è un misto di post pubblicati e seguiti dagli utenti e di contenuti consigliati dall’algoritmo: Threads è a tutti gli effetti un tentativo di riuscire lì dove Bluesky di Jack Dorsey ha fallito.

 

Come installare Threads

Al momento Threads è disponibile soltanto negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Nel giorno del suo lancio, in pre-ordinazione su Google Play per Android e su App Store per iOS, l’app ha raggiunto 10 milioni di utenti nel giro di 7 ore. Tra questi, brand come Sky e Netflix e vip del calibro di Gordon Ramsay e Jennifer Lopez, con un profilo già da mezzo milione di follower. Per adesso la piattaforma non è accessibile in Europa (neanche con VPN, anche se c’è chi ci riesce in questo modo) perché l’UE non è convinta dalle modalità con cui Meta raccoglie e gestisce i dati degli iscritti. Sotto osservazione è l’importazione da Instagram di contatti, cronologie di navigazione e delle ricerche, posizioni, acquisti, informazioni finanziarie e sensibili degli utenti. Se avesse dovuto rispettare tutte le regolamentazioni comunitarie e attendere il via libera di Bruxelles, Meta avrebbe dovuto aspettare diversi mesi per far partire il social in contemporanea negli USA e nel Vecchio continente. E la Big Tech sarebbe incappata sicuramente in guai di compliance.

Per il resto, l’installazione di Threads è uguale a quella di tutte le altre piattaforme e Meta promette di non accettare annunci pubblicitari e inserzioni, almeno per l’intero 2023. Per cominciare a usarlo bisogna scaricarlo (gratuitamente) ed effettuare la registrazione: se non si è già su Instagram, tocca creare un profilo personale. A questo punto, a login effettuato, si può cominciare a condividere pensieri e news e a connettersi agli altri. “La nostra visione – ha commentato Zuckerberg – è che le persone che utilizzano app compatibili saranno presto in grado di seguire e interagire con le persone su Threads senza avere un account Threads e viceversa, inaugurando una nuova era di reti diverse e interconnesse”.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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