TIM: fondo Kkr lancia OPA amichevole, attesa reazione Vivendi

TIM: fondo Kkr lancia OPA amichevole, attesa reazione Vivendi

Tim: terremoto nella società, il fondo Kkr lancerà un'OPA amichevole

Riflettori accesi oggi a Piazza Affari su TIM. Il fondo statunitense Kkr lancerà un’OPA amichevole sul colosso delle telecomunicazioni italiano fino a 11 miliardi di euro. La manifestazione d’interesse non vincolante ha messo in subbuglio i vertici della società, che ieri hanno riunito il Coniglio d’Amministrazione in seduta straordinaria per discutere della proposta. L’offerta sarà di 50,5 centesimi per azione, il che comporta un valore complessivo di 46 miliardi di euro se si aggiungono i 35 miliardi di indebitamento.

L’esborso avverrebbe interamente per cassa ed è notevolmente superiore al valore attuale di TIM che si aggira intorno ai 7,4 miliardi di euro escludendo il debito. Il prezzo è del 46% più alto rispetto all’ultima chiusura in Borsa dell’azienda italiana a 0,35 euro. L’offerta sarà valida una volta raggiunto il 51% del capitale azionario da parte di Kkr, il quale si è dato 1 mese di tempo per effettuare tutte le verifiche del caso prima della conferma.

 

TIM: quali effetti dall’ingresso del fondo Kkr

Cosa significa questo tentativo americano di prendersi tutta TIM? Il Ministero dell’Economia italiano che è presente nel capitale dell’azienda con una partecipazione del 9,8% attraverso Cassa Depositi e Prestiti giudica questa incursione del fondo Kkr positiva per il nostro Paese, in quanto sintomatica dell’interesse dei grandi investitori stranieri a mettere denaro nelle più importanti aziende italiane. Per questa ragione è stata annunciata una task force del Governo tra Ministri ed esperti del settore per valutare attentamente la situazione.

TIM rappresenta oggi un asset strategico per lo Stato, poiché attraverso la rete telefonica passa l’obiettivo di transizione digitale enunciato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Se la scalata andrà in porto probabilmente tutta l’infrastruttura dell’azienda sarà messa a posto in modo definitivo. Inoltre questa operazione potrebbe avere un impatto a livello geopolitico, poiché allontanerebbe eventuali mire cinesi favorendo la presenza statunitense. Ricordiamo che il Governo italiano può esercitare la Golden Power, per cui l’offerta sarà sempre subordinata alla decisione di Palazzo Chigi.

La conquista di TIM comunque non sarà facile. Ieri il CdA della società è stato a dir poco tumultuoso, con il primo azionista Vivendi con il 24% delle quote visibilmente contrariato dal tentativo di invasione americano. Nella discussione i francesi hanno considerato questa operazione ostile e appoggiata dall’Amministratore Delegato Luigi Gubitosi, pappa e ciccia con il fondo statunitense già da un anno quando ne ha negoziato l’ingresso in FiberCop. Da tempo la società di Vivendi discute con le Autorità italiane per lavorare a braccetto in modo da rilanciare nel lungo termine la compagnia telefonica, ma questo avvento di Kkr scombussola i piani di Parigi.

 

Telecom Italia: la contromossa di Vivendi

A questo punto potrebbe essere possibile una risposta di Vivendi con una controfferta magari attraverso il fondo Cvc, interessato a TIM, insieme anche al private equity Advent. Per ora i francesi hanno smentito contatti con queste società, ma non è escluso che nei prossimi giorni la situazione possa cambiare. La mossa di Vivendi potrebbe essere quella di forzare un avvicendamento al vertice, dal momento che non scatta la passivity rule, ovvero la regola che vieta agli amministratori di una società sotto OPA di intraprendere azioni difensive senza prima aver ottenuto il via libera dall’Assemblea degli azionisti. Questo perché l’offerta non è vincolante.

Venerdì ci sarà una nuova convocazione del board, che si preannuncia essere infuocata. Nei giorni passati 11 consiglieri vicini a Vivendi avevano firmato una lettera dove sarebbe stata manifestata preoccupazione per la governance e lo stato dei conti aziendali in progressivo deterioramento.

Nell’ultimo quinquennio infatti il titolo in Borsa di TIM ha perso circa il 50% del suo valore e nello scorso trimestre i dati sono stati deludenti. Non ha nemmeno aiutato a migliorare le performance aziendali l’accordo con Dazn, che era stato annunciato con squilli di tromba. La posizione adesso di Luigi Gubitosi è in bilico, essendo il primo indiziato della cordata francese. Per questo la proposta del fondo Kkr potrebbe essere un’ancora di salvezza per il manager napoletano.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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