Tim: rally in Borsa su eventuale nazionalizzazione, cosa fare con le azioni?

Tim: rally in Borsa su eventuale nazionalizzazione, cosa fare con le azioni?

Tim: rally in Borsa su eventuale nazionalizzazione, cosa fare con le azioni?

L’ultima seduta della settimana prima della pausa di Ferragosto vede brillare il titolo di TIM a Piazza Affari. Quotazioni in rally per il titolo dell’ex monopolista in scia ad alcuni rumors rilanciati dalla stampa e giunte in queste ore nelle sale operative. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, la vittoria del centro-destra alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre potrebbe infatti avere delle ricadute sulle sorti di Borsa di Telecom Italia. Nel programma elettorale presentato da Fratelli d’Italia, attualmente il primo partito in Italia secondo i sondaggi, vi è un piano di nazionalizzazione della società.

L’obiettivo sarebbe quello di ottenere una «sovranità digitale» mantenendo il controllo pubblico sulla rete di telecomunicazioni. Il piano passerebbe da un’acquisizione di Tim da parte di Cdp, seguita sia dalla vendita di circa 30 milioni di clienti tra fisso e mobile a concorrenti per circa 13 miliardi di euro che della controllata Tim Brasil per 4 miliardi di euro. In questo modo lo Stato manterrebbe il controllo della rete, dimezzando allo stesso tempo l’alto debito presente nella società.

 

Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come si sta muovendo il titolo in scia a queste notizie. E’ una nuova giornata all’insegna degli acquisti quella odierna sul titolo Tim che prosegue in questo modo quel trend rialzista partito dai minimi di periodo a fine luglio dalla soglia degli 0,20 euro. Nel breve periodo il rally odierno stanno spingendo i prezzi a contatto con le forti resistenze situate in area 0,245-0,25 euro, oltre i quali si avrebbe una prosecuzione degli acquisti verso i prossimi target posti sugli 0,265 euro. Nel caso in cui ci fosse un superamento anche di quest’ultime aree resistenziali si potrebbe avere un ulteriore accelerazione fin verso la soglia degli 0,3 euro.

Al contrario il mancato superamento degli 0,245-0,25 euro verrebbe letto dal mercato come un normale rimbalzo tecnico che apre le porte ad una nuova fase correttiva. In questo caso riprenderebbe con vigore il trend primario ribassista in direzione degli 0,225 euro e successivamente verso la soglia degli 0,20 euro. Nel caso in cui i minimi di periodo dovessero essere rotti al ribasso, si aprirebbero le porte per ulteriori affondi in direzione degli 0,19 euro e a seguire gli 0,175-0,18 euro.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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