Titoli di Stato USA: il premio a termine al livello più alto dal 2014

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L’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato Usa sta tenendo in apprensione il governo degli Stati Uniti. Questa settimana i Treasury a 10 anni sono crollati mentre il rendimento è salito al 4,59%, livello più alto dallo scorso febbraio. Gli investitori hanno incorporato nei prezzi la tensione derivante dall’escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina a colpi di tariffe sulle importazioni. I rendimenti sono indietreggiati fino a circa 438 punti base dopo la tregua offerta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sui dazi ad alcuni beni elettronici di consumo tipo smartphone e PC.

La situazione resta incerta. La politica economica e fiscale della Casa Bianca rischia di aumentare il debito americano, arrivato ormai a circa 36.000 miliardi di dollari. Ne consegue che il Tesoro Usa sarebbe costretto ad aumentare l’offerta di titoli di Stato facendo scendere i prezzi e salire i rendimenti. Il mercato percepisce nel lungo periodo un rischio di sostenibilità dell’indebitamento pubblico. Secondo alcuni osservatori finanziari, è proprio questa la principale preoccupazione di Trump. L’inquilino della Casa Bianca avrebbe fatto passi indietro sui dazi non per il tonfo delle azioni a Wall Street, ma perché nel frattempo erano crollate le quotazioni dei buoni del Tesoro, il che ha un impatto diretto sui conti pubblici.

Alcuni sostengono anche che Trump stia cercando di trovare un equilibrio nel conflitto commerciale con la Cina, secondo la teoria per cui le vendite sui Treasury sono state scatenate dalle vendite degli investitori cinesi come forma di ritorsione ai dazi americani. Tuttavia, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha respinto queste speculazioni, aggiungendo che il suo dipartimento ha un “grande kit di strumenti” da implementare se necessario.

 

Titoli di Stato Usa: attenzione al premio a termine

Un dato che desta una preoccupazione è quello relativo al premio a termine sui titoli di Stato a 10 anni, salito ultimamente allo 0,71,% secondo quanto riportato dalla Fed di New York. Si tratta del livello massimo dal 2014. Il premio a termine può essere definito come il surplus richiesto dagli investitori per sopportare la volatilità dei tassi di interesse durante la vita del titolo. Tra i fattori che incidono maggiormente sui premi a termine vi è l’imprevedibilità della politica economica statunitense. In questo momento, gli investitori temono che i tagli fiscali promessi da Trump e la necessità di innalzare il limite del debito americano creino scompensi a livello di bilancio. Di conseguenza, i premi a termine si gonfiano. “Ci sono preoccupazioni fondamentali reali che spingono i rendimenti verso l’alto. Non sono solo gli investitori che escono dalle posizioni in mezzo alla volatilità del mercato”, ha scritto in una nota Ed Yardeni, fondatore di Yardeni Research a New York. “Forse la probabilità di un nuovo disegno di legge sul tetto del debito che fa esplodere il deficit e l’incertezza politica stanno aumentando il premio a termine sulle obbligazioni”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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