Gli investitori puntano su ulteriori ribassi dei titoli di Stato Usa. Secondo un sondaggio realizzato da JPMorgan Chase riguardo le posizioni corte di Banche centrali, fondi sovrani, investitori istituzionali e retail e fondi speculativi, il mercato si aspetta un peggioramento del sell-off in atto da inizio anno. I rendimenti dei Treasury a 30 anni si aggirano intorno al livello chiave del 5%, ma la scorsa settimana sono balzati fino al 5,15%, massimo dall’ottobre 2023. Anche il mercato delle opzioni lancia segnali preoccupanti, dove i premi pagati dai trader per coprirsi da un sell-off prolungato sono più elevati. Inoltre, come mostrano di dati della Commodity Futures Trading Commission fino al 20 maggio, i gestori patrimoniali hanno ridotto in maniera aggressiva il posizionamento lungo sui futures dei titoli di Stato Usa. Nei numeri, gli asset manager hanno liquidato circa 168 mila contratti sui titoli a 10 anni, dopo circa 214 mila futures a 10 anni scaricati nella settimana precedente.
Titoli di Stato Usa: cosa sta alimentando il sell-off
Il mercato ha indubbiamente perso fiducia sui titoli di Stato Usa. Fino a poco tempo fa tra i beni rifugio più ricercati dagli investitori nei momenti di tensione economica e geopolitica, oggi invece i Treasury Bond rappresentano quasi una minaccia.
Le preoccupazioni sul deficit degli Stati Uniti sono crescenti, soprattutto dopo il downgrade sul debito americano dell’agenzia di rating Moody’s. L’approvazione da parte della Camera della legge fiscale voluta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha peggiorato la situazione. Il disegno di legge prevede, tra l’altro, l’estensione dei benefici fiscali introdotti nel 2017 dal tycoon durante il suo primo mandato alla Casa Bianca e che dovrebbero scadere quest’anno. Se anche il Senato dà il via libera alle misure, l’enorme debito statunitense rischia di allargarsi. Ciò comporta che il Tesoro sarà chiamato ad aumentare l’offerta di titoli di Stato, con la conseguenza che i prezzi potrebbero scendere e i rendimenti salire.
“C’è un irripidimento globale della curva dei rendimenti”, ha detto Leah Traub, gestore di portafoglio di Lord Abbett & Co. “Ci sono molte sfumature diverse nella stessa storia, ovvero che la domanda di titoli a lungo termine sta diminuendo mentre l’offerta sta crescendo. Questo metterà sotto pressione la parte lunga di tutte queste curve”. Benché il Segretario del Tesoro Scott Bessent abbia cercato di spegnere gli allarmismi, gli investitori seguiranno con attenzione le prossime aste del Tesoro americano. Oggi le obbligazioni pubbliche sono chiamate a una prova importante, con un’asta da 44 miliardi di dollari. Un eccesso di offerta che fa salire i rendimenti potrebbe essere visto male dal mercato, che a quel punto si preparerebbe per un inasprimento delle vendite nei prossimi giorni.









