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Toshiba: fallisce ancora l’ennesimo tentativo di scissione

Toshiba: fallisce ancora l'ennesimo tentativo di scissione

Gli attriti tra il management e gli azionisti di Toshiba non si arrestano. L’Assemblea straordinaria ha bocciato la proposta di divisione del gruppo industriale, che avrebbe dovuto mettere una pietra tombale alle tensioni, sfociate in questi ultimi 4 anni nelle dimissioni dei 2 Amministratori Delegati. L’iniziativa a novembre dello scorso anno di spezzare in 3 il business aziendale si è schiantata contro l’ennesimo muro degli altri azionisti e alla fine è stata abbandonata. Il piano sostenuto da UBS, dopo anni di pressione degli investitori attivisti, prevedeva una suddivisione nell’unità dei servizi, nell’area dei dispositivi tecnologici e nella partecipazione nella società di chip Kioxia Holdings Corp. e Toshiba Tec Corp.

A quel punto si è fatta strada l’ipotesi di riaprire i colloqui con le società di private equity per il delisting e la privatizzazione. Su questo versante si è battuto il fondo di Singapore 3D Investment Partners, ma è sbattuto ancora una volta contro l’opposizione degli azionisti in Assemblea straordinaria. La reazione in Borsa del titolo Toshiba a Tokyo è stata negativa oggi, con le azioni che hanno perso lo 0,50%, recuperando verso il finale di seduta perdite che erano arrivate fino al 5%.

 

Toshiba: si rafforza l’ipotesi private equity

Il caos che investe il gigante giapponese dell’elettronica sta mettendo in difficoltà il nuovo CEO Taro Shimada, nominato all’inizio di marzo. Molti dei maggiori investitori dell’azienda si stanno mobilitando ancora per l’accordo take-private, nonostante la bocciatura. Tra questi vi sono il fondo di Singapore Effissimo Capital Management , il fondo americano Farallon Capital e altri più piccoli. Shimada però non ha espresso ancora una sua opinione al riguardo durante l’Assemblea, limitandosi a dire che la società considererà varie opzioni per migliorare il valore aziendale. Secondo alcune voci però sembra sia a favore dell’opzione private equity.

Al contrario del suo predecessore, Satoshi Tsunakawa, ora Presidente del Consiglio di Amministrazione, che si è opposto all’acquisizione perché ciò potrebbe comportare la perdita di importanti ordini pubblici da parte della società. Inoltre, Tsuankawa teme che l’azienda sarebbe costretta a vendere importanti pezzi delle sue unità relative alla difesa e al nucleare. Proprio sul nucleare negli ultimi anni Toshiba ha fatto una serie di investimenti sbagliati, perdendo circa 6,3 miliardi di dollari ed essendo costretta a vendere alcuni pezzi pregiati come le attività di chip di memoria.

Tutti i tentativi che si sono susseguiti negli anni di rivoluzionare la struttura societaria sono sistematicamente caduti nel vuoto perché l’azienda incarna quella che è la storia delle aziende giapponesi, riluttante alle richieste di cambiamento. Ancora di più se la proposta è di separare il business, solitamente vista in maniera negativa per i guadagni futuri.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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