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Transizione digitale: ecco perché è una rivoluzione culturale

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Transizione digitale e industria 4.0. Se ne parla da qualche anno ma la strada da percorrere, per le imprese italiane, è ancora lunga. Per arrivare al traguardo, oltre agli investimenti nelle tecnologie più avanzate, è necessario un cambiamento culturale prima di tutto degli imprenditori ma anche del sistema che circonda la loro attività. La pena da scontare per il mancato adeguamento è pesante e viene riassunta da Giovanni Riefoli, fondatore di Plus Innovation, in due parole: rischio scomparsa.

 

Transizione digitale = transizione culturale

Dal punto di osservazione della sua società con sede a Bari, specializzata nella progettazione, realizzazione ed erogazione di servizi e strumenti di innovazione di processo e prodotto, Giovanni Riefoli avverte che “adottare tecnologie di ultima generazione non basta. Bisogna comprendere l’evoluzione del mercato e acquisire la capacità di ridefinire i processi aziendali per garantire il corretto funzionamento di tutta la macchina”.

Spesso, tuttavia, questa comprensione manca e lo dimostra il numero elevato di casi in cui, nell’esperienza dell’ad di Plus Innovation, gli imprenditori rispondono “si è sempre fatto così”. Per Riefoli questo atteggiamento non consente di affrontare il tema dell’innovazione e del cambiamento in maniera adeguata e spiega il ritardo che le piccole e medie imprese italiane stanno accumulando nella transizione digitale: “Per molte PMI, la gestione del cambiamento è un argomento ancora in stand by, con livelli di adozione dell’ICT di molto al di sotto della media europea, gap che potrebbe determinare la loro estinzione nel prossimo futuro”. Per questa ragione, riprende Riefoli “trasferire e diffondere la sensibilità della transizione digitale è prima di ogni altra cosa un problema culturale più tecnologico”.

 

Come innescare la transizione

L’adozione di un’innovazione tecnologica non basta a produrre dei benefici e rimane sterile se non è accompagnata da una connessione con il sistema fisico, in altre parole con l’uomo. Per favorire questa connessione devono cambiare i modelli di business. Il cambiamento è difficile e solo una forza esterna che aiuti a individuare le strade migliori, spesso poco visibili a chi opera all’interno di un sistema, può renderlo più semplice.

Plus Innovation svolge un’attività che Riefoli definisce “quasi educativa. Andiamo nelle imprese e condividiamo la nostra filosofia. Poi recepiamo le loro obiezioni, considerazioni, idee e soprattutto bisogni che nel 90% sono sconosciuti agli stessi imprenditori. Migliorare l’esperienza del cliente è il fattore discriminante più importante per il rendimento di ogni azienda”.

Tra i principali problemi che Riefoli ha rilevato nel corso della sua attività di confronto e consulenza con le aziende c’è la difficoltà a gestire e verificare lo stato di salute dell’impresa. Una serie di indicatori che permettano di monitorare la situazione dell’impresa e del suo intorno (fornitori, clienti, mercato di riferimento) sono fondamentali ma spesso sconosciuti agli imprenditori.

Il primo passo da fare è quindi quello di introdurre delle tecnologie di gestione della conoscenza dei fenomeni. “A noi interessa conoscere i dati aziendali perché solo in questo modo è possibile essere competitivi e mantenere un livello di efficienza importante” specifica Riefoli che conclude con un esempio tratto dalla propria esperienza. “Si pensi a un’impresa che lavora su commesse e che deve assumere molti dipendenti. Il problema, in questo caso, è la gestione e selezione delle candidature. Noi abbiamo creato un sistema per cui i curriculum pervenuti vengono scaricati e letti da una intelligenza artificiale, da un sistema che prende delle parole chiave. In questo modo i CV vengono smistati in liste di appropriatezza rispetto all’incarico disponibile”.

Gestione dei resi, del venduto, calcolo dei prezzi delle forniture e stima del prezzo di vendita per generare margini, costi del personale e dell’energia. Sono alcuni dei dati che un’impresa dovrebbe tenere sotto controllo e monitorare in tempo reale grazie alla transizione tecnologica.

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