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Investimenti: ecco i 7 trend 2023 tra scienze, tech e sostenibilità

Una palla a forma di mappamondo in mano a un ragazzo

Scienze, tecnologia, sostenibilità. Sono tre motori dei megatrend che stanno modificando il mondo e il modo di vivere delle persone. Sono tutti e tre in accelerazione e strettamente interrelati. Da questi tre motori Stephen Freedman, responsabile Research and sustainability di Pictet AM ha tratto 7 trend interessanti per il 2023:

 

  • Protezione della biodiversità;
  • Mobilità hi-tech;
  • Edge computing e gestione dati
  • Riciclo
  • Ingegneria farmaceutica
  • Lotta all’obesità
  • Learning for life

 

Le caratteristiche dei 7 trend del 2023

La Terra non sta perdendo solo l’equilibrio climatico ma anche quello delle specie che vi abitano, sia animali che vegetali. Sta perdendo la sua biodiversità. Si tratta di due problemi interconnessi che si potenziano l’uno con l’altro. Secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura oggi più di 28.000 specie sono a rischio di estinzione. L’Unione europea si è dotata di una sua Strategia per la biodiversità che ha come obiettivo di proteggere, entro il 2030 almeno il 30% delle aree terrestri e marine. La protezione della biodiversità è stato anche il tema della COP15 dello scorso dicembre a Montreal. I paesi partecipanti hanno firmato un accordo per fermare la perdita della biodiversità entro il 2030. Un’altra sfida difficile ma necessaria che si aggiunge a quella della transizione energetica. E che richiede investimenti per essere vinta. Spiega Freedman: “A seguito della COP15 ci si aspetta dal settore finanziario un contributo crescente a questa transizione. L’OCSE ha stimato che gli investimenti destinati alla salvaguardia della biodiversità ammontano a meno di 100 miliardi di dollari all’anno: una cifra irrisoria, soprattutto se comparata agli investimenti destinati a combattere il cambiamento climatico (632 miliardi di dollari). Ci aspettiamo che nel 2023 questo divario inizi a colmarsi”.

La Commissione europea vuole azzerare le vendite di motori a combustione interna entro il 2035. È una sfida epocale per un settore pesante come quello automobilistico. Sono solo dodici anni. Inoltre è una sfida che si affianca e si integra in quella tecnologica. Le automobili oggi includono una quantità di tecnologia digitale inimmaginabile fino a pochi anni fa e parte di questa tecnologia è legata alla sfida del contenimento delle emissioni dannose per il clima. I produttori di auto vorrebbero che la Commissione europea ammorbidisse la proposta, che rischia di mettere in crisi tutto il settore. Il comparto auto però sta già facendo dei passi da gigante, trainato dai produttori più innovativi.

Le auto elettriche stanno diventando sempre più popolari anche per via del recente rincaro dei prezzi della benzina. Secondo Freedman nel 2023 molte aziende lanceranno sul mercato nuovi prodotti “tra cui il pick-up Tesla con l’iconico look del marchio. Si ritiene che da qui a cinque anni, ogni quattro auto nuove vendute, una sarà elettrica. Questo, a sua volta, porterà all’aumento della domanda di batterie e semiconduttori”.

Ma non si tratta solo di una questione di motorizzazione. Secondo Stephen Freedman “’altro cambiamento tecnologico chiave per il comparto automobilistico è rappresentato dall’automazione. Sebbene i veicoli completamente automatizzati appartengano ancora esclusivamente alla fantascienza, i modelli più recenti presentano caratteristiche sempre più avanzate, controllate da software estremamente sofisticati. Per Goldman Sachs, la lunghezza media dei codici sorgente per i veicoli è duplicata nel 2020 arrivando a 200 milioni di linee e potrebbe arrivare a 650 milioni di linee entro il 2025, rappresentando quindi una grande opportunità di crescita per il settore tecnologico”.

Oggi ogni giorno vengono prodotti quintilioni di byte dati. Miliardi di miliardi di dati. E sono ancora in crescita, destinati a esplodere ulteriormente quando l’Internet of Things permeerà ogni aspetto delle nostre vite. Dati che vengono analizzati sempre più velocemente per prendere decisioni sempre più rapide. Edge computing e gestione dei dati è un altro trend che si sta imponendo sulla realtà a cui eravamo abituati. L’edge computing utilizza la realtà aumentata e il machine learning per analizzare i dati nella sede in cui vengono raccolti e sfrutta poi i trasferimenti ultraveloci resi possibili dal 5G per inviare i dati al cloud. “Ad esempio grazie a questa velocità – spiega Freedman – le aziende agricole stanno iniziando a utilizzare sensori a terra e aerei che lavorano con un sistema di edge computing al fine di monitorare l’utilizzo dell’acqua e degli additivi chimici, per una resa ottimale delle coltivazioni. La tecnologia edge può essere di grande aiuto all’ambiente, in quanto la sua impronta di carbonio è inferiore rispetto a quella che si avrebbe processando i dati sul cloud. Crea, però, nuove problematiche legate alla sicurezza informatica e quindi necessita di nuove soluzioni per poterle affrontare”.

L’Earth Overshoot Day, il giorno in cui ogni anno tutte le risorse biologiche che la Terra riesce a produrre vanno esaurite, nel 2022 è caduto il 28 luglio. Significa che per i successivi cinque mesi il Pianeta è stato sovrasfruttato. In altre parole è come se l’uomo si fosse indebitato con la Terra per cinque mesi. Ogni anno l’Earth Overshoot Day cade qualche giorno in anticipo rispetto all’anno precedente. Il debito si accumula e lo si paga sotto forma di cambiamento climatico e crisi ambientale. Una delle strade per ridurre il consumo di risorse è il riuso degli oggetti, la cosiddetta economia del riciclo. Sta guadagnando spazio negli ultimi anni ma troppo lentamente. Secondo Stephen Freedam, tuttavia, potrebbe accelerare nel corso del 2023: “Il concetto di circolarità può essere applicato tanto ai beni di consumo quanto all’industria e rappresenta una grande opportunità: secondo Accenture, infatti, l’economia circolare potrebbe portare fino a 4,5 mila miliardi dollari di produzione economica aggiuntiva”.

La tecnologia sta trasformando il mondo della sanità. Ma non si tratta solo di visite in remoto, di macchine per la diagnosi più precise e meno invasive. C’è un altro ramo tecnologico che ha l’obiettivo di rendere la ricerca di nuovi medicinali più rapida e con più probabilità di successo: l’ingegneria farmaceutica. L’esempio portato da Freedman riguarda DeepMind, l’unità di Intelligenza Artificiale di Alphabet, che ha sviluppato una tecnologia che potrà essere utilizzata per prevedere la forma di ogni proteina del corpo umano. Questa scoperta apre potenzialmente la strada allo sviluppo più rapido, economico ed efficiente dei nuovi farmaci. Secondo Morgan Stanley, nel prossimo decennio questo mercato potrebbe arrivare a valere circa 50 miliardi di dollari.

Si rimane nel campo della sanità con un altro tema che per Freedman diverrà centrale nel 2023, la lotta all’obesità. Stili di vita sedentari e alimenti industriali hanno fatto triplicare il tasso di obesità nel mondo. E all’obesità si affiancano conseguenze gravi, messe in piena luce dal Covid. Nel mondo l’obesità è responsabile di circa tre milioni di morti ogni anno. Secondo Morgan Stanley il mercato mondiale dei trattamenti contro l’obesità potrebbe raggiungere i 54 miliardi di dollari entro il 2030 (nel 2022 erano appena 2,4 miliardi).

Il 2023 è stato dichiarato “Anno europeo delle competenze” e il settimo trend proposto da Freedman è strettamente legato a questo tema. Oggi non basta più l’educazione scolastica per entrare e progredire nel mondo del lavoro. I cambiamenti di tecnologie, di stili di vita, le innovazioni, rendono necessario un aggiornamento continuo. Viene chiamato Learning for Life e consiste in un sistema formativo in cui persone e aziende possono trovare ciò che è utile per migliorarsi. L’accesso a questa disponibilità ampia di corsi e percorsi di studio è stata resa possibile dall’internet, dai collegamenti da remoto, ma anche dal valore che le persone riconoscono alla propria crescita professionale ma anche allo sviluppo delle proprie passioni.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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